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3 aprile 2009

Cossard facit saltus
superata la relatività generale
Einstein ormai obsoleto

la relatività generale di Einstein aveva dimostrato che a velocità relativistiche si può distorcere lo spazio-tempo.
Ieri l'assessuastronomo Guido Cossard, nella sua conferenza stampa sul campo scuola di atletica di corso Lancieri, ha dimostrato che, a lentezza da Comune di Aosta, si può addirittura distorcere la realtà.
Albert Einstein formulò dapprima la teoria della relatività speciale e solo successivamente quella della relatività generale.
Cossard fa progredire oggi la scienza fino alla relatività comunale.
Un grande.

Qui sotto l'odierna comunicazione scientifica della rivoluzionaria teoria della relatività comunale. Al primo che indovinerà almeno due delle "distorsioni" contenute nelle dichiarazioni dell'astroassessore sarà inviato in omaggio il DVD del film di Mel Brooks "Balle spaziali" più un libro di Guido Cossard, al secondo classificato due libri, al terzo classificato l'intera produzione letteraria dello scienziato (4 libri 4).

1 febbraio 2009

venduto il 10% della Pmdg ("La Vallée Notizie") alla Dmedia (gruppo D-Mail) per 150.000 euro

Questa la notizia.
Non trattandosi di un cappuccino al bar, sarebbe simpatico conoscerne anche il lato B.
La Dmedia, che ha distribuito il suo shopping tra varie testate locali del Nord-Ovest, è interessata solo al mercato pubblicitario e non interverrà sulla linea editoriale? E' interessata a numeri critici (di testate) indispensabili per qualificarsi come operatore su scala nazionale, con annessi costi e benefici? Della transazione fanno parte anche la ridefinizione e il consolidamento di impegni verso terzi, un accordo a cedere ulteriori quote che spostino gli equilibri di controllo di Dpmg?
Solo oggi si viene a sapere in Valle dell'accordo, già comunicato però dalla D-mail ben prima di Natale. Purtroppo, a causa dell'innevamento che ha reso difficili i trasporti, la notizia non era riuscita a giungere in Valle. Qualcuno, a dire il vero, sosteneva di aver notato negli ultimi tempi (prima ancora che il settimanale cambiasse tipografia e formato) un poco spiegabile diverso atteggiamento de "La Vallée" nei confronti degli attori che recitano sulla nostra scena politica. Proprio però a causa della meteo avversa, si riteneva che sterzate e controsterzate fossero figlie delle difficoltà di guida dovute alla scarsa trasparenza del verglas.
E poi, guai a dare credito ai gossip...

23 novembre 2008

el culebrón - nuevo episodio

tra il 17 e il 21 novembre, mentre La Stampa si interrogava sul dilemma "pubblichiamo o non pubblichiamo la replica di quel rompicoglioni di Eddy Ottoz", avevo chiesto un parere ad alcuni amici giornalisti professionisti valdostani, anticipando loro privatamente il contenuto della mia lettera.
Ecco alcune email ricevute mercoledì 19 (mantengo la riservatezza sui nomi):

1 - "avevo letto e mi chiedevo se avresti accusato il colpo in silenzio... per fortuna mi hai smentito. Spero di vedere la lettera pubblicata, ma ne dubito. Ormai la quantità di merda è trasversale: tocca tanti ambiti, non solo quello deontologico, ma perfino quello penale. Questa volta hai ragione tu, è il caso di andare fino in fondo. Anzi, ti consiglio di chiedere la pubblicazione della precisazione ai sensi della legge che individua anche tempi ridotti ed, eventualmente, di procedere con ricorso all'Ordine."

2 - "Come ti ho detto per telefono, mi sembra che vada bene, anzi, molto bene."

3 - "ho letto la lettera... Che dire, hai colto molti bersagli! Certo metti a dura prova il caporedattore che ha scelto un nuovo collaboratore con tali referenze :-) Sono curioso di vedere se la pubblicano e con quale risposta."

4 - "Non avevo letto la stampa del 12 (ero fuori valle), ma avevo visto il tuo post. In realtà, condivido (la posizione del...) l’Eddy 1. Mettersi a discutere con un cretino, con quel che segue. Parla un esperto in materia. Ma la lettura della tua risposta mi ha fatto ridere fino alle lacrime (quella del scendi la monnezza ecc. è grandiosa e veramente insultante, proprio come deve essere una risposta a un simile articolo, tanto valdostano non solo nell’approssimazione del linguaggio, ma soprattutto perché allusivo, fumoso, velleitariamente diffamatorio). Quindi il mio consiglio è di tenere il punto: tanti capiranno la tua risposta, ma pochi l’apprezzeranno, mentre molti la troveranno presuntuosa e arrogante, massime nella massa di cerebroxxxx che siedono in Consiglio regionale e in altri circoli dirigenziali – ti immagini Xxxxxxxxxx preso dal subitaneo terrore che le espressioni che lui usa abitualmente possano essere un giorno pubblicamente derise? Pochi l’apprezzeranno, ma quei pochi te ne saranno profondamente grati. Soprattutto per aver dimostrato che si può reagire a questa purea di deficienti che ci ammorba l’esistenza e che tanto più pretende quanto meno conosce."
(A proposito di Xxxxxxxxxx, ricordo un simpatico comizio off-Broadway della campagna 1998, in cui Yyyyyy Yyyyyy, per redresser la barre fino a quel punto troppo axé sul francese e sul patois, esordì con un magistrale "In giro per tutta la Valle ci stanno vilipendo...", e, dopo una sapiente pausa retorica, concluse: "...ma non ci lasceremo soccombere.")Altri mi avevano scritto subito dopo la pubblicazione dell'articolo di Assanti e senza aver ricevuto l'anteprima della mia risposta (il secondo non è un giornalista):

"catechizza eddy catechizza..."

"Mah, ho letto la cosa. Da un lato l'articolista non commenta ma riporta solo delle dichiarazioni del Vuillermoz che sembrano più contro i predecessori che contro di te. Si parla di un "sermone" ammettendo che la cosa è riportata dal Vuillermoz per "sentito dire", a dire il vero, e senza citare bene la fonte del suo "sentito dire". Per simmetria io preferirei una replica fatta con un'intervista rilasciata allo stesso articolista, che non con una lettera che sa tanto replica piccata. Così salveresti anche la faccia all'articolista. Sulla libertà di stampa, alla faccia della libertà di stampa un giornale è libero di ascoltare anche solo una campana. Ciao"

Rispetto tutte le opinioni, ma vorrei capire dove Assanti ammette "che la cosa è riportata dal Vuillermoz per "sentito dire"". Nell'articolo che ho letto io non ne trovo traccia.

Nel frattempo ho scritto ieri a La Stampa una nuova replica, questa volta alla controreplica di Assanti. Accetto il veleno nelle considerazioni personali, ma ribatto e ribatterò ad ogni espressione falsa o volutamente fuorviante.

20 novembre 2008

el culebrón

n'ata nuttata s'est écoulée, n'ata matina senza pubblicazione della mia replica su La Stampa.
La telenovela, soprattutto il thread di email e sms con la premiata ditta, si sta facendo divertente.

5 maggio 2008

casse-croûte con tartufi

(pronto da 15 giorni. Attendevo, per pubblicarlo, un parere su alcuni aspetti deontologici. Lo pubblico comunque oggi, prima che inizi a puzzare)

martedì 22 aprile alle 15.30 ho avuto un simpatico quanto inutile ufficiale incontro con il direttivo dell'Ordine dei Giornalisti della Valle d'Aosta, da me richiesto per illustrare le ragioni delle mie iniziative in Consiglio e le preoccupazioni sulla salute dell'etica giornalistica in Valle.
E' sostanzialmente emerso che, per quanto concerne l'Ordine, tutto va bene.
Non ci sono, per buona parte del direttivo, problemi di libertà di opinione e di equilibrio nell'accesso ai media in Valle d'Aosta, d'altra parte la vigilanza su questo aspetto tocca al Co.Re.Com.
A chi la Regione dà la pubblicità non è un problema dell'Ordine.
La congruità di quanto si spende per l'Ansa non è un problema dell'Ordine, è roba da Corte dei Conti (eventualmente). D'altra parte, mi è stato fatto notare, altre Regioni (tutte?) hanno contratti con l'Ansa. Ho risposto che, dividendo 60.000.000 per 125.000 e moltiplicando il risultato per 450.000, l'Ansa, se tutte fossero generose come la Valle, dovrebbe ricevere 216 milioni di euro dalle regioni. A parte qualche sorrisetto imbarazzato, l'unica risposta è stata: "si vede che il commerciale dell'Ansa qui è stato più bravo..." Ho educatamente ribattuto che non riesco ad immaginare un piazzista dell'Ansa che, con il suo copiacommissioni, si presenta in Regione a vendere servizi: logiche e livelli mi paiono altri. Nuovi sorrisetti. L'indomani mattina mi è stato ricordato (a completamento) che la Lombardia dà ben 4 milioni all'Ansa. Ho risposto che, dividendo 4 milioni per il numero dei lombardi e moltiplicandolo per il numero dei valdostani, il servizio dovrebbe costare meno di 52.000 euro e non 450.000. Sorrisetto imbarazzato, questa volta telefonico.
Insomma, è risultato che questi, e tutti gli altri problemi che ho sollevato, non sono di competenza, per un motivo o per un altro, dell'Ordine dei Giornalisti. Ne prendo atto.
Ah, dimenticavo, un tema di cui il direttivo ha ammesso che l'Ordine potrebbe interessarsi utilmente c'è: l'artistico uso del virgolettato quale sintesi e non come citazione letterale. Gravissimo, s'indagherà.
L'abitudine di considerare un optional la verifica delle informazioni prima di pubblicarle? Altra accusa gravissima, ma non generalizziamo, qualche ramo sarà malato, la pianta è sana. Le prove...
A qualcosa l'incontro è servito: ho appreso dell'esistenza di un esposto dei giornalisti dell'Ansa per il contenuto di questo blog. Non ne conosco i dettagli: che si tratti di una domanda senza risposta? Solo Marzullo potrebbe rimediare. Esiste il reato di interrogativo illegittimo? Che si tratti del tono ironico? Merce così rara, l'ironia in questa valle? Che si scambi un blog con un giornale? E perché poi un giornale non dovrebbe sollevare problemi politici né fare dell'ironia? Che si faccia fatica a capire che l'Ordine è nato quando l'internet non esisteva e che nell'internet si fa fatica a mettere Ordine?
Come dicevo, un simpatico incontro. Facciamolo più spesso.
Di contenuti.

4 maggio 2008

rimpatriata

dopo un tim tam tam innescato non so neanche da chi, la sera di giovedì scorso tutti in pizzeria per una specie di anniversario: trent'anni da quando, in corso Battaglione Aosta, all'ultimo piano della concessionaria Fiat, mecenate Giuliano Follioley, iniziò le sue trasmissioni RTA, una delle prime tv private italiane. Un po' uno di quei posti dove tutto è cominciato, un'accidentale singolarità, una condensazione di caratteri, capacità, conoscenze, professionalità, fantasia, presunzione, da cui ognuno poi, singola molecola, evaporò verso altri lidi, cercando se stesso altrove. Una grande scuola di vita per tutti, comunque.
C'erano Massimo Boccarella, Emilio Casali, Carlo Gobbo, Enrico Martinet, Luciano Caveri, René Monjoie, Gianni Coda, Venanzio Grande, Eugenio Pavetto, Beatrice Mosca, Massimo Lattanzi, e poi Scarrone, Celegato e non solo.
Ognuno con la sua storia, ognuno con il suo oggi, ognuno diverso. Tutti, gratta gratta, con un pizzico di nostalgia di quando eravamo un po' pionieri, inventavamo cose nuove, magari qualche volta l'acqua calda. Tutti, per dirla tutta, ancora oggi poco standard, tutti ormai su diversi fronti, tuttora convinti di essere rimasti, in fondo, pionieri un po'. Tutti ancora molto curiosi, ciascuno convinto come allora di avere la verità in tasca, tutti ad affrontare le stelle con un imperativo categorico sotto il braccio.
Non tutti alla cena, però: Magliano, Brizzolara, Henchoz, Bertello e tanti altri non avevano proprio potuto.
Per chi c'era, ricordi, battute, discussioni, sfottò, brindisi, qualche vena di malinconia. Contenuto ideologico zero, pure entertainment.
Una bella serata.

23 aprile 2008

minuzie: non se ne sa mai abbastAnsa

i vertici della valdostAnsa mi fanno sapere che in realtà i dispacci sono pagati da 5 (cinque) a 15 (quindici) euro a lancio, dai quali va detratta la ritenuta d'acconto (il 20% sul 75%, ossia da 4,25 a 12,75 euro netti a pezzo). Chi prende 4,25 e chi prende 12,75 lo stabiliscono discrezionalmente i vertici, appunto. Personalmente posso dirvi chi prendeva 4,25, chiedete direttamente voi ai vertici stessi chi si rimpinza con 12,25 (precariamente).

22 aprile 2008

ansa: non tre, sei euro a notizia

nel settimo commento al post "dizionario politico - ANSA Valle d'Aosta: tutta la giunta minuzzo per minuzzo" il 15 febbraio, rispondendo a un anonimo, tale martello, chiedevo:
"ma, i collaboratori, non ricevono 3 (tre) euro a notizia, officiando quotidianamente all'altare di San Precario?".
Oggi, nell'incontro con il direttivo dell'Ordine dei Giornalisti ho avuto la risposta: non sono tre, sono sei euro a notizia.
Se perciò qualcuno è stato tratto in inganno dalla mia domanda, sappia che i collaboratori precari dell'Ansa di Aosta prendono sei euro a notizia.

(sono discretamente cotto, vado a cuccia. Rimando a domani due righe sull'incontro di oggi, due sull'Alitalia, due foto di Sant'Anselmo e qualche considerazione sulla burofollía di ise e iseu)

15 febbraio 2008

dizionario politico

ANSA Valle d'Aosta:
tutta la giunta
minuzzo per minuzzo

29 gennaio 2008

sana pluralità di opinioni







chi ha detto che in Valle d'Aosta
la stampa non è libera?






(click sulle foto)