da quasi un mese si accumulano giornali nel nido dei miei computer. Notizie varie da commentare qui, metti da parte, vedremo. Succedono un sacco di cose, si pubblicano un sacco di c.....e, prendo appunti, rimugino, in bilico tra buttare giù in fretta, sinteticamente, magari con una battuta (il mio modo migliore di non farmi capire), oppure analizzare più a fondo (annoiando chi tutto ama meno che leggere). Così il momento giusto passa, la pigrizia la spunta, la pila delle cose interessanti cresce, appropo' langue. Aggiungi che c'è anche da lavorare, un cantiere fermo per la neve. La sindrome da depressione natalizia è stata finalmente riconosciuta a livello medico, ci sono gli auguri da scrivere, quelli a cui rispondere, quelli da inviare via email, le caldaie che fanno i capricci al palaindoor, l'influenza che era dal 1974 che non stavi a letto per più di un giorno e che ti rifila sette giorni di letto con bronchitaccia e tutto il resto, compresa una ricaduta di altri cinque (se basteranno). Su tutto l'incapacità di sottrarsi, di non pensare, di disinnescare i perché, di capire i come, di vincere sui se, di risvegliarti dall'incubo di facebook.
Che lo Spirito del Vangelo secondo Tux ci invii un garante di facebook.
Separating AI’s Technological Problems from Its Capitalism Problems
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*This essay was written with Nathan E. Sanders, and originally appeared in
Tech Policy Press.*
AI represents the first time we humans can do cognitive wo...
10 ore fa