La Pontificia Università Cattolica dell'Ecuador, al termine della sua "lectio magistralis" ha conferito a Fausto Bertinotti la laurea honoris causa.
Professori e studenti dell'Università laika "La Sapienza" di Roma non gradiscono neppure la semplice presenza del Pontefice.
Sapienza de che...?
PRENDRE PARTOUT
METTRE CHEZ-NOUS
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16 gennaio 2008
laicità o laicismo?
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Eddy
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7 gennaio 2008
pillole di fine anno - 4 - alla frutta
La monnezza campana dimostra una volta di più che in Italia l'emergenza non può essere affrontata con strumenti ordinari, quali appunto sono, al di là del nome, i commissari straordinari. Dalla poltiglia civile di Giuseppe De Rita siamo in Campania alla poltiglia incivile, un melmoso brodo primordiale dove la delinquenza prospera nutrendosi di garanzie democratiche in cambio del consenso elettorale per chi legittima le sue porcherie.
Dove il potere dello Stato e quello della criminalità organizzata mirano al controllo dello stesso territorio la possibilità sono solo due: o si fanno la guerra o si accordano.
La seconda.
Questa è l'amara sintesi di certo nostro sud, diciamocelo.
Non si tratta di destra o di sinistra, a tutte e due per governare servono i voti, a tutte e due li possono garantire solo camorra, n'drangheta, mafia e sacra corona unita, il vero cancro di questo paese (e non mancano le metastasi).
La politica non funziona? Mandiamo il commissario. E con quali strumenti? Il solo potere di dare ordini ad un'amministrazione che rimane agli ordini della politica che non funziona, così fallisce e possiamo sostenere che la soluzione è tornare alla politica, e via da capo? Ridicolo.
Se la politica ha ormai inequivocabilmente optato per un accordo con la camorra in cambio dei voti (perché questo è il problema, tutto il resto è letteratura), sospendiamo la politica, tutti a casa.
Servono i militari? Allora codice e regole militari, questi gli strumenti per un commissario,
non il dover chiedere sommessamente a Bassolino e Russo Jervolino e ai sindaci che si rivoltano (di qualunque parte politica siano) che, per favore, facciano finalmente quello che hanno da tempo deciso di non fare, che vedano finalmente quello che hanno da tempo deciso di non vedere. Finita la guerra si potrà tornare al diritto e alle garanzie di pace.
Reset.
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8 ottobre 2007
no buono
Oggi è successa la prima vera cosa sgradevole da quando è partito questo blog.
Consentitemi un passo indietro:
- Il 3 ottobre, alle 13:10, è comparso un commento anonimo al post “cell blog” del 1° ottobre contenente affermazioni su due persone, affermazioni, per quanto ne sapevo, non provate, riferite peraltro a fatti non recenti. Subito un nutrito scambio di commenti di commento e, alle 15:52, l’anonimo ribadisce. Alle 18:00 mi collego, vedo questa roba e cancello immediatamente i due commenti (di cui rimane traccia con la frase “questo post è stato eliminato dall’amministratore del blog”. Ho lasciato affiché un altro commento, non anonimo, per il quale l’autore aveva postato spiegazioni sul crinale tra come l’aveva scritto ed i rischi di querela.
- Ho successivamente ricevuto una email privata, non anonima, il cui mittente si dichiarava l’autore dei commenti eliminati e sinteticamente confermava con riferimenti più precisi quanto anonimamente postato. Senza rivelare l’identità dell’autore, convinto, anche perché - quanto meno per grandi linee - ricordiamo tutti la vicenda, ho postato il giorno 8 ottobre alle 8:57 la breve precisazione ricevuta.
Questi i fatti.
Stamane alle 8:55 ho ricevuto una telefonata dall’interessato, visibilmente (esiste udibilmente?) alterato il quale, a parte altre considerazioni personali che considero private, ha dichiarato che quanto pubblicato è falso, accusandomi per ben tre volte di averlo lasciato online fin dal 5 ottobre. Non ho avuto modo di spiegargli il perché e il percome, era evidentemente più interessato a trasmettere che a ricevere.
Se quanto postato è falso, mi scuso.
Primo esercizio: un minuto dopo (tempo di boot) ho eliminato anche il post del 5 ottobre. In seconda battuta vorrei riflettere più a fondo su tutta la faccenda.
Quella di non moderare il blog è stata una scelta precisa che confermo. Si basa sul mio rispetto per la libertà d’espressione delle persone, sulla fiducia nel loro buon senso nel non superare certi limiti senza nulla aggiungere alla forza delle loro idee e sulla mia presunzione di essere in grado di mantenere in equilibrio il tutto, di rispondere alle provocazioni da un lato senza scantonare o evitare gli argomenti scomodi, dall’altro senza permettere lo scatenamento di flames, com’è avvenuto altrove portando alla chiusura o sospensione dei forum.
La presunzione di saper fare il pompiere, insomma, senza distruggere tutti i mobili con l’idrante.
Smascherata la mia presunzione, resto con la sola speranza.
La speranza che si possa discutere liberamente, senza azzannare nessuno, senza lanciare la pietra e nascondere la mano.
Fatemi sapere.
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2 giugno 2007
tempi duri per i brahamachari
Misteriosamente, da più direzioni, eventi diversi provocano talora una sorta di agglomerazione, una condensazione d'interesse su temi per lungo tempo sopiti o ignorati. Sta accadendo ora.
Appena attenuata la polemica sui dico, archiviato il successo del family day, ecco subito aprirsi il fronte del dibattito sul celibato dei preti, con la Valle d'Aosta à la une dei media nazionali grazie alla vicenda di Don Paolo Curtaz, popolare e molto amato parroco delle comunità del Grand Paradis. Immediatamente l'ex-sacerdote Giovanni Gilardini, oggi consigliere comunale di Aosta, spara interviste e sembra rivendicare il primato temporale del brevetto sui comportamenti birichini dei religiosi, quasi gli spiaccia il clamore suscitato dal suo collega. Perché, sembra chiedersi, la sua vicenda non aveva interessato tanto? E non basta: tutto ciò mentre da giorni il paese s'interrogava sull'opportunità che Santoro trasmettesse un documentario della BBC sulle supposte responsabilità della Chiesa nel soffocare scandali di preti pedofili in giro per il mondo. Alla fine Santoro manda in onda, ma non sfonda: tutti avevano ormai già visto il filmato, che impazzava da giorni su internet.
Sulla castità si è detto di tutto. Essa sarebbe una malattia che i preti si trasmettono di padre in figlio, ma che, se presa in tempo, può essere curata. Anatole France, da parte sua, sosteneva che, di tutte le perversioni sessuali, la castità è la più strana.
I pessimisti, che non avranno mai cattive sorprese, conoscono la verità: la vita è una malattia che si trasmette per via sessuale, nel 100% dei casi mortale.
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Eddy
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