In un francese che non pare certo la langue de Molière, il conduttore del tg regionale si spara un Dou Won. Non potendo l'anchorman evidentemente riferirsi al famoso omonimo ristorante (3810 Hacks Cross Rd Ste 101, Menphis, Tennessee), volgo lo sguardo dal computer allo schermo tv. Dalle immagini capisco che si parla di kite-ski al Piccolo San Bernardo, e che Dou Won, sta per "du vent". Nelle pieghe del francoincomprensibile gramelot, tra altre preziose chicche (che neppure in catalano) si riesce a cogliere un chiaro "confrontassión".
Siapo'.
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14 gennaio 2009
il mandarino Dou Von
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18 settembre 2008
per chi non l'avesse ricevuta da Parfait Jans

Lettre à mes compatriotes - n° 37
Chers Valdôtains,
Un arrêt réfléchi et définitif!
La raison me contraint à réfréner
Les élans du cœur pour ma Vallée.
Je dois cesser de m’intéresser
À ses résultats et à ses petits péchés,
À ses peines, ses soucis et ses fêtes.
Ne plus me mettre martel en tête
Pour ferrailler contre celui-là et ses amis
Ou soutenir et accompagner ceux-ci.
Certes, la flamme jamais ne s’éteint
Mais, désormais, l’âge m’atteint.
J’arrête ma Lettre et mon bulletin
Désormais sans lendemain,
Sans rien perdre de mes émotions.
Je vais accorder plus d’attention
À mon épouse toujours aimante
Et à ma grande famille si avenante.
Je marcherai tant que mes jambes me porteront,
Je lirai tant que mes yeux le permettront,
J’écrirai tant que ma tête y consentira,
Je cisèlerai le bois si mes mains ne me trahissent pas.

Clin d’œil et mine de rien,
Je suis et demeure Valdôtain.
Parfait JANS
le 18 septembre 2008
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22 luglio 2008
appropo' di bilinguismo
a ludwig interesserà poco, ma in questi giorni catalogo e metto via appunti e documenti di due anni di Consiglio.
Incappo così in deliziosi cammei linguistici, ora francesi ora italiani. C'è chi non era d'accordo su "aver compreso tra i figuri compatibili..." e chi "volevo fare due riflessioni sull'impiantito elettorale della Valle d'Aosta".
C'era poi chi "c'est difficile, nous avons prouvé, nous avons spérimanté..." e chi provava "délusion" perché non erano andate a buon fine delle "opérations similables", concludendo "c'est une question de percentuál..."
Vertici linguistici irrangiungibili anche per il grande Totò, famoso per il suo "nous voulévons savuár", ma sublime ne "Il ratto della Sabine" col suo poderoso "cochon la misuár".
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11 luglio 2007
de lingua condenda
il corpus degli interventi in aula dei consiglieri costituisce un vero e proprio laboratorio dove si sperimentano le più ardite forme d'innovazione linguistica. Molte espressioni costituiscono perle degne di apparire su grandi successi di alcuni anni fa, quali "Io speriamo che me la cavo" e "Il dono dell'obliquità".
Limitiamoci ai peccati e salviamo i peccatori. Si va da "è stata una relazione esaustiva e articolare" a "il suo, Assessore, è un comportamento omettitorio", a sortite tipo "bisogna rivalutarizzare questo discorso". Trionfo finale: "sti cafoni, neanche una segretaria al telefono, ti risponde un cold center".
Ma è sulla bandiera del francese che infuria la battaglia più furibonda. Abbondano le "diminutions en percentual", si afferma "c'est difficile, nous avons prouvé et spérimenté", ma la madre di tutte le perle rimane "faut diminuer les "q" de la politique". L'autore de "La foire aux cancres" ne andrebbe fiero.
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