Non sembri poi strano che una tassazione possa risultare tanto elevata da pregiudicare il suo obiettivo, e che al contrario, considerato
un sufficiente lasso di tempo per raccoglierne i frutti, una riduzione dell'imposizione abbia invece maggiori probabilità di riequilibrare il bilancio pubblico piuttosto che un aumento.
John Maynard Keynes
("Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta")
PRENDRE PARTOUT
METTRE CHEZ-NOUS
____________
14 maggio 2007
ma pensa un po', che su 'sto Keynes ce l'avevano contata tutta diversa!
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pensierino della sera
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tra cinema e realtà
"Nella vita reale si tende a considerare uno che crede in certi valori un pallone gonfiato, un molle. O un manicheo. Di un uomo integro molti dicono: Guarda che razza di stupido, lo teniamo in pugno.
Si pensa che un uomo onesto sia anche facile da gabbare; i politici lo guardano e dicono: Possiamo fotterlo quante volte vogliamo.
Il fatto è che noi siamo portati ad ammirare il giusto quando lo vediamo al cinema, ma non necessariamente nella realtà; l'integrità, la nobiltà d'animo, la coerenza non sono di moda."
(Kevin Kostner)
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13 maggio 2007
proverbio (pas seulement) beduino
Io contro mio fratello
io e mio fratello contro nostro cugino
io, mio fratello e nostro cugino contro i vicini
tutti noi contro lo straniero.
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tutti utili, nessuno indispensabile?

niente uomini della provvidenza,
fare sistema,
lavoro di squadra,
OK, tutto politically correct...
...però, per vincere nel salto in lungo, serve una persona che salti nove metri, non nove che ne saltino uno. E nessuno deve attraversare la pedana durante la rincorsa.
In fondo, la verità è che quasi tutti sono utili, e quasi nessuno è indispensabile.
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11 maggio 2007
parliamone
Italia Oggi di ieri (inevitabile l'ossimoro) pubblica un'inchiesta sul costo della politica nelle regioni. E' un tema che nel dibattito pubblico i politici (anche i nostri, o se preferite, anche noi) cercano sempre di evitare, poiché ogni argomentazione rischia di essere fraintesa a favore del populismo più demagogico. Ne farò oggetto di un sondaggio su questo blog. Gianfranco Stella e Sergio Rizzo, autori del libro (La Casta) che ha ravvivato le braci sotto le ceneri, mi hanno preceduto. Cliccando sulle due immagini potrete leggere alcune cosette interessanti.Non per dire - rimanendo per ora chez-nous - che 138.000 euro/anno, essendo il più basso emolumento di tutte le regioni italiane, siano pochi, per carità. Va detto però che il netto percepito è la metà, una volta detratte imposte e contributo al fondo per il vitalizio dei consiglieri.
Alla fine si tratta comunque di quasi 6.000 euro per 12 mensilità, pur sempre una bella cifra. Perché, però, non legare il giudizio anche alla responsabilità e le spese legate al ruolo, alla produttività di ciascuno, al minutaggio di presenza in aula e soprattutto in Commissione? Ecco un tema che, prima o poi, non sarebbe male affrontare senza falsi pudori. E poi, se l'indennità dei consiglieri valdostani è pari al 70% di quella dei parlamentari nazionali, com'è che nel Lazio e Calabria essa è addirittura il triplo? Percepiscono più dei parlamentari, in quelle regioni? Forse che un consigliere regionale valdostano percepisce il 70% di un parlamentare valdostano a Roma? Non è così, ovviamente, però la demagogia ha le sue regole e non accetta di prendere in esame tutti i dati dati del problema, bensì solo quelli utili alla propria tesi.
Ma, c'est clair, la differenza tra le indennità del nostro Consiglio e una pensione minima è tale da generare il timore anche solo di parlarne. Non svegliare il can che dorme, lascialo svegliare solo all'opposizione, che così può fare bella figura a costo zero. Campo libero ai proclami di coloro che, in Commissione, si lamentano perché non è stato ancora applicato l'ultimo adeguamento per legge del 5% (posteriore all'autoriduzione praticata del 10%), salvo poi urlare in aula che i consiglieri guadagnano troppo, e che è una vergogna. Appunto.
Per ora leggiamoci il libro di Stella e Rizzo. Magari ci troviamo altre cosette interessanti. Poi, parliamone.
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9 maggio 2007
l'informatica in campo contro i vandali
Imperversano in Aosta e dintorni i piromani che ogni notte girano incendiando i cassonetti dei rifiuti.
E' allo studio l'installazione in ognuno di una scheda a microprocessore dotata di appositi sensori e telecamere, collegata in rete wi-fi ad un server che segnali tempestivamente manomissioni o anomale variazioni di temperatura.
Ormai tutto va in rete. Dall'arpanet siamo passati all'internet, con le propaggini di varie intranet ed extranet. In Valle saremo quindi i primi ad avere kassonet.
Aggrappiamoci a quel poco che rimane della nostra povera privacy, prima che, per lo screening dei tumori al colon, colleghino anche la nostra tazza del cesso alla rete gabinet.
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8 maggio 2007
Marco Pantani: spinning o sniffing?
Proprio nel giorno in cui tutti i giornali si scapezzano sulla notizia di Ivan Basso, pentito del doping, la Rai regionale, con infelice tempismo, trasmette un lungo servizio del tg su Pedalando verso le stelle, manifestazione pseudo-sportiva organizzata al palazzetto di Châtillon, intitolata al pirata, uno degli esempi più negativi per i nostri giovani che si avvicinano allo sport.
Nella osannata manifestazione, anziché in bicicletta nella natura, si pedala come deficienti in una stanza chiusa a cavallo di una spinning-bike.
Dato che il tutto era dedicato a Marco Pantani, sarebbe stato più opportuno utilizzare una sniffing-bike.
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ieri ho fatto benzina
ieri pomeriggio avevo un po' di tempo e la moto a secco. Ho girato tre distributori, due in Aosta e uno in un comune della cintura. Cercavo benzina verde normale.
Tre pompe (tutte self service), tre prezzi: 1,337, 1,305 e 1,275 euro rispettivamente, 62 centesimi tra la più e la meno cara, oltre 120 lire vecchio conio.
Perché, oltre a segnalare i distributori e le farmacie di turno, i giornali non pubblicano anche il distributore meno caro e la farmacia che fa più sconti?
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Scherzo, refuso del proto o test per i lettori?
Varie sono le ipotesi.
Uno scherzo di un impaginatore al direttore, dimenticato poi nella tragica fretta della chiusura del settimanale, che talora impedisce le ultime verifiche? Un diavoletto all'interno del computer che ha aggiunto la "r" assassina? Un test per i lettori, un dov'è l'errore?, con premio a chi lo scopre (ma non se ne trova traccia nelle pagine del periodico)? Tutto possiamo pensare, meno che si tratti del lapsus freudiano di un redattore o, peggio, un odio inconscio nei confronti dell'Asiva, che non lo merita in una regione di montagna dove già scia solo il 15% della popolazione.
Meglio credere ad un puro e semplice refuso del proto che, nella frenetica serata del 29 aprile, ha passato indenne il controllo finale del n. 16 de Il Corsivo.
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7 maggio 2007
6 maggio 2007
Anche il progresso, diventato vecchio, votò contro. (Ennio Flaiano)
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5 maggio 2007
Dichiarazione d’indipendenza del cyberspazio
Governi del Mondo Industriale, noiosi giganti di carne e acciaio, io vengo dal Cyberspazio, la nuova patria della Mente. In nome del futuro, chiedo a voi del passato di lasciarci in pace. Non siete benvenuti fra noi. Non avete alcuna sovranità dove ci raccogliamo.
Non abbiamo governo eletto, né probabilmente ne avremo mai uno, perciò mi rivolgo a voi con un’autorità che non è maggiore di quella con cui parla la libertà stessa. Io dichiaro lo spazio sociale globale che stiamo costruendo naturalmente indipendente dalle tirannie che cercate di imporci. Non avete alcun diritto morale di governarci né possedete alcun metodo di costrizione che abbiamo veramente motivo di temere.
I governi derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati.
Non avete né richiesto né ottenuto il nostro. Non vi abbiamo invitati.
Non ci conoscete, né conoscete il nostro mondo. Il Cyberspazio non sta entro i vostri confini. Non pensate di poterlo costruire, come se si trattasse di un progetto di opere pubbliche. Non potete. È un atto di natura e cresce grazie alle nostre azioni collettive.
Non siete stati coinvolti nella nostra grande conversazione, né avete creato la ricchezza dei nostri mercati. Non conoscete la nostra cultura, la nostra etica, o i codici non scritti che già danno alla nostra società più ordine di quello che potrebbe essere ottenuto dalle vostre imposizioni.
Sostenete che fra noi ci sono problemi che voi dovete risolvere.
Usate questa affermazione come scusa per invadere i nostri confini.
Molti di questi problemi non esistono. Dove esistono conflitti reali, dove ci sono sbagli, li identificheremo e li affronteremo con i nostri mezzi. Stiamo formando il nostro Contratto Sociale. Questo modo di governarci nascerà in accordo con le condizioni del nostro mondo non con quelle del vostro. Il nostro mondo è diverso.
Il Cyberspazio è costituito da transazioni, relazioni e dal pensiero stesso, disposti come un’onda stazionaria nella ragnatela delle nostre comunicazioni. Il nostro è un mondo che è al tempo stesso ovunque e da nessuna parte, ma non è dove vivono i corpi.
Stiamo creando un mondo in cui tutti possono entrare senza privilegi o pregiudizi basati sulla razza, sul potere economico, sulla forza militare o le condizioni in cui sono nati.
Stiamo creando un mondo in cui chiunque e ovunque può esprimere le sue convinzioni, per quanto singolari siano, senza paura di essere costretto al silenzio o all’acquiescenza.
I vostri concetti legali di proprietà, espressione, identità, movimento e contesto non si applica a noi. Sono basati sulla materia, e qui non c’è materia.
Le nostre identità non hanno corpi, perciò, a differenza di voi, non possiamo ottenere l’ordine per costrizione fisica. Crediamo che dall’etica, dall’interesse illuminato e dalla comunità emergerà la nostra forma di governo. Le nostre identità possono essere distribuite su molte delle vostre giurisdizioni. L’unica legge che tutte le nostre culture costitutive riconosceranno in generale è la Regola Aurea. Speriamo di riuscire a costruire le nostre soluzioni particolari su quella base. Ma non possiamo accettare le soluzioni che state tentando di imporre.
Negli Stati Uniti, oggi avete creato una legge, il Telecommunications Reform Act, che ripudia la vostra stessa Costituzione e insulta i sogni di Jefferson, Washington, Mill, Madison, DeToqueville e Brandeis. Questi sogni ora debbono rinascere in noi.
Siete terrorizzati dai vostri stessi figli, perché sono originari di un mondo in cui sarete sempre immigranti. Poiché li temete, affidate alle vostre burocrazie le responsabilità di genitori che siete troppo codardi per affrontare in prima persona. Nel nostro mondo, tutti i sentimenti e tutte le espressioni dell’umanità, dalle più disprezzate a quelle angeliche, fanno parte di un tutto senza soluzione di continuità, la conversazione globale dei bit. Non possiamo separare l’aria che soffoca dall’aria su cui battono le ali.
In Cina, Germania, Francia, Russia, Singapore, Italia e Stati Uniti, cercate di allontanare il virus della libertà erigendo posti di guardia alle frontiere del Cyberspazio. Potranno tenere lontano il contagio per un po’ di tempo, ma non funzioneranno in un mondo che presto sarà coperto da media che veicolano bit.
Le vostre industrie dell’informazione, sempre più obsolete, si perpetueranno proponendo leggi, in America e altrove, secondo cui pretenderanno di possedere la parola in tutto il mondo. Queste leggi dichiareranno che le idee sono un altro prodotto industriale, non più nobile della ghisa. Nel nostro mondo, qualsiasi cosa la mente umana possa creare può essere riprodotto e distribuito all’infinito senza costi.
La comunicazione globale del pensiero non richiede più le vostre fabbriche.
Queste misure, sempre più ostili e di stampo coloniale, ci mettono nella stessa posizione in cui si trovarono quegli amanti della libertà e dell’autodeterminazione che nel passato hanno rifiutato l’autorità di poteri lontani e non informati. Dobbiamo dichiarare i nostri io virtuali immuni rispetto alla vostra sovranità, anche se continuiamo ad obbedire alle vostre leggi sui nostri corpi. Ci diffonderemo sul pianeta in modo che nessuno potrà arrestare i nostri pensieri.
Creeremo una civiltà della Mente nel Cyberspazio. Possa essere più umana e corretta del mondo che hanno fatto in precedenza i vostri governi.
John Perry Barlow
Davos, Svizzera
8 febbraio 1996
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venerdì farcito (kultur und politik)
Capita, come ieri, che alle sei del mattino ti trovi già in ufficio a preparare emendamenti su due nuovi disegni di legge per la V Commissione che attacca alle nove. Lì poi tutto regolare, salvo lo scazzo con il ragazzo di Cervinia. Ok, ha appena nevicato, questo però non autorizza interpretazioni del regolamento ad usum unionis. Tra audizioni, discussioni e votazioni non si finisce comunque prima dell'una meno un quarto e mi tocca mendicare a Dario Comé un passaggio, ero sceso ad Aosta in moto e non attrezzato per la pioggia.
Trangugio qualcosa e giù di nuovo: alle due e mezza tavola rotonda su TFR, previdenza integrativa e dintorni. Il tema attizza.
Mons. Anfossi approfondisce gli aspetti etici di una società ormai a geometria variabile, Joseph Rivolin à vol d'oiseau ripercorre
la storia della solidarietà in questa valle dalle corvées alle confraternite religiose fino alle società di mutuo soccorso, insomma dal medioevo a stamattina, quindi la parola va ai tecnici. In particolare il Prof. Gianfranco Cerea illustra le tragiche proiezioni del carico delle pensioni sulle risorse del paese se si va avanti così, e l'esperienza delle province autonome di Trento e Bolzano, dove si è riusciti ad innescare un
interessantissimo meccanismo virtuoso del quale tassello non secondario è l'accoppiamento di un fondo regionale (PensPlan) con i benefici conseguenti sul riparto fiscale. Resta irrisolto il nodo della comunicazione.
Chiosa e modera Aurelio Marguerettaz, che suggestivamente identifica nella previdenza integrativa la chiave di svolta per la soluzione del problema. Segue interessante, interessato e partecipato dibattito. Il tempo vola e sono ormai quasi le sette, giusto il tempo di passare da casa,
rispondere alle email del giorno e partire senza mangiare per Verrès a sentire l'acchiappavirus Paolo Attivissimo e la sua conferenza Ma che male fanno le bufale? Miti e disinformazione creano paure tecnologiche: come fare chiarezza (praticamente come difendersi dalle bufale metropolitane che imperversano sull'internet). Il dibattito si protrae fino a mezzanotte, poi si rientra ad Aosta per una pizza al Bataclan con Elena e Angelo. Alle due a letto.
Ventuno ore, una bella giornata.
3 maggio 2007
sgambitto
Stamane Piero Ferraris e Giulio Fiou hanno lasciato il gruppo della Gauche Valdôtaine ed hanno costituito un nuovo gruppo in Consiglio chiamato - dinne una a caso - Partito Democratico. Grandiosi!
What now, compagno Sandri?
Palla al centro.
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2 maggio 2007
la verità?

Amico mio, la verità autentica è sempre inverosimile...
...per rendere la verità più verosimile, bisogna assolutamente mescolarvi un po' di menzogna.
Fjodor Dostojevskij
(Stepan Trofimovic, "I demoni" )
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30 aprile 2007
Che ci posso fare io, se l'Italia è fatta così? (et chez-nous?)
La comunicazione politica si rivolge ad un'Italia che esiste? E' questo il nodo irrisolto di cui mai si parla, il convitato di pietra al tavolo della costruzione del Partito Democratico. Troppa o non abbastanza sinistra?
Le argomentazioni di illustri intellettuali e opinionisti politici su giornali e tv forano il mezzo e giungono agli elettori? Sono efficaci? I partiti si rivolgono a chi credono di rivolgersi? Perché tutti hanno il cuore a sinistra e il portafoglio a destra?
Partiamo da un punto fermo: lo studio di Alessandro Amadori (Coesis Research) commissionato da Romano Prodi nel 2005. Cerchiamo di capire chi sono gli italiani che votano.
In Italia il 54% degli adulti (la maggioranza degli elettori) non lavora. Tra gli adulti un italiano su 4 è pensionato, uno su 5 è impiegato o insegnante, uno su 6 è casalinga, uno su 12 è studente, uno su 14 è operaio specializzato o qualificato, gli agricoltori sono l'uno per cento della popolazione, i professionisti il 6%, i commercianti e artigiani il 3%, gli operai comuni il 2%, solo il 10% è laureato, il 42% è diplomato, il 14% ha solo la quinta elementare o neppure questa, un italiano su tre si è fermato alle medie inferiori, l'87% si dichiara credente, ma solo la metà frequenta la Chiesa con una certa regolarità, l'81% delle famiglie possiede un videoregistratore,
solo il 48% ha la lavastoviglie, il 62% delle famiglie ha il computer e il lettore dvd, il 53% si collega ad internet, il 17% è abbonato a Sky e, addirittura, quasi il 12% ha il digitale terrestre (così era nel 2005, oggi questi dati in corsivo sono certo variati in modo significativo).
Se chiedete agli italiani quale sia il loro interesse principale, la cultura precede lo sport e lo spettacolo (date un'occhiata qui sotto in commenti).
Il problema, per Prodi, era capire che cosa vogliono gli italiani dalla politica.
Un problema che, applicati i dovuti aggiustamenti alla specificità della nostra petite Vallée, dovrebbe porsi anche qualcun altro.
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Comune di Aosta: 283.000 euro di premi...
... saranno erogati ai 10 dirigenti del Comune di Aosta.
Se, come si legge sui giornali, trattasi di "premi di produzione" a fronte del raggiungimento di obiettivi raggiunti, nei cittadini nascono curiosità e alcune domande parrebbero lecite:
- hanno avuto un premio tutti i dirigenti?
- se si, esiste per ciascuno una graduazione del premio rispetto alla percentuale di raggiungimento degli obiettivi che aveva?
- è possibile, per i cittadini, conoscere l'elenco dettagliato di chi l'ha avuto e chi no, e quale percentuale è stata raggiunta da parte di ciascuno?
- si tratta di obiettivi difficili da raggiungere, che giustificano appieno il premio, o di obiettivi facili, che rischiano di renderlo un privilegio legato al ruolo?
- per commisurare i premi si utilizza il parametro della soddisfazione dei cittadini-utenti-clienti?
- e il parere dei funzionari sottoposti ai dirigenti stessi?
- chi stabilisce i premi all'inizio dell'anno (i dirigenti stessi, il capo del personale, il Sindaco, una concertazione con i sindacati)?
- esistono meccanismi di "giustificazione" (non l'hai raggiunto, ma è come se, non è colpa tua, ti do il premio lo stesso)?
- l'ammontare dei premi è in media con gli altri comuni del Nord-Ovest di 35.000 abitanti?
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29 aprile 2007
Anonimo e luoghi comuni
Un anonimo accusa questo blog di contenere troppi luoghi comuni. Se così è potrei cambiargli nome, da "la versione di Eddy" a "i luoghi comuni di Eddy".
A meno che, per luoghi comuni, anonimo non intenda le cose che a lui non piacciono, e come luoghi speciali ed ameni solo le idee che condivide ed apprezza. Si chiama intolleranza. Mi faccia sapere. Potremmo farci un sondaggio.
Per essere certo che, ogni volta che lancia accuse, si possa almeno sapere che si tratta proprio di lui, anonimo potrebbe firmarsi, che so, anonimo comune, senza per questo rinnegare la sua mancanza di coraggio di firmarsi, che nulla ha di poco comune.
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Sulla strada del Partito Democratico
Ieri, sabato 28 aprile, dibattito ad Aosta. Vi ammannisco le mie note sugli interventi. Se sembrano confuse è sia perché non sono bravo a prendere appunti, sia perché sul tema pare esserci una certa confusione. Fate voi.
I commenti non sono granché (difatti sono miei).
Simona D’Agostino (introduzione)
- Si sente bisogno di un nuovo protagonismo (?).
- Le forze democratiche e autonomiste che si riconoscono nel centrosinistra (virgola o no, dopo autonomiste?).
Carlo Perrin
- Opportuno che si apra questo dibattito in Valle d’Aosta.
- L’abbiamo percepito nel nostro movimento.
- Dibattito che si era fermato per il modo di fare politica.
- Il messaggio del 10 aprile è orizzontale.
- I DS: la ragione ci spinge a questo progetto, il cuore e la storia pongono difficoltà.
- Il centro-destra sta diviso.
- In VdA grossa componente autonomista che lega e permea, poi federalismo legato alla gestione, anzi solidarietà.
- Restaurazione, tendenza allo status quo. La legge elettorale è la conservazione dei vecchi diritti (salvo alcuni spunti) e così nasce la cultura referendaria, la nostra gente deve potersi esprimere.
- Abbiamo una matrice comune con i DS. (applauso)
Roberto Nicco
- Non sarò reticente.
- No a frammentazione nazionale e regionale, che comporta minore democraticità.
- PD strada giusta o no, non so.
- In VdA DS+Margherita significato politico di scarso rilievo, la gente vuole altri segnali.
- Unione di DS, Margherita, Renouveau e Aoste Vive, ma non in tempi biblici e senza complesse liturgie, alchimie ecc. e senza manuale Cencelli.
- Il Panteon (ma il PD non è una tomba, ndr), le famiglie politiche del 900, la gente, ognuno deve dire i quadri che vuole sul muro.
- Ragionare sul programma, pochi punti ma buoni.
- Europa, ma non quella degli eurocrati, quella dei cittadini e dei popoli.
- Stato laico, perché c’è una continua, fastidiosa, inquietante ingerenza, serve uno Stato tollerante ma garante.
- Economia, in cui lo Stato sia un regolatore attento, ma non un attore.
- Un passo indietro, anche in Regione, sull’assistenzialismo falsamente egualitario.
- Promozione delle opportunità e premio al merito.
- Superare la cultura del privilegio.
- Misurarsi con l’esterno, fuori Valle, sia dal punto di vista economico che da quello umano.
- Semplicistico? No, necessario.
Elio Riccarand
- Vediamo favorevolmente la nascita del PD.
- Caveri a due facce sul referendum: qui li combatte vergognosamente, a Roma firma per il referendum abrogativo della legge elettorale…
- Il Consiglio ha approvato leggi elettorali corporative.
- Il PD deve dire prima di costituirsi da quale parte sta.
- Il PD deve avere due gambe: riformista e autonomista.
- Il PD deve essere costituito da tutte le forze del galletto del 9 maggio.
Enrico Bich (a freddo, era appena arrivato)
- In VdA un seguito importante a quanto avverrà in Italia.
- Laicità e diritti civili e individuali sono prioritari.
- Non le due gambe di Riccarand, ma tre: riformista radicale, riformista moderata, autonomista (tre gambe o due colonne? Ndr).
Rollandin (Giuseppe)
- Partiamo stamattina, subito.
- Necessaria approvazione della proposta Castagnetti per l’applicazione dell’articolo 49 della Costituzione.
- Se necessario, i banchetti (quelli referendari o quelli del Qoelet? Ndr).
Flavio Martino
- Facciamo di testa nostra.
- Angius, ma non mozione, bensì Gavino.
- Non sono Rosa nel pugno, ma Associazione Fortuna.
Robert Vicquery
- PDS unico partico che ha avuto il coraggio di mettersi in discussione.
- Neanche l’Union è riuscita a farlo.
- UV di centro regionalista, autonomista federalista.
- Laicità o laicismo? I DS devono chiarire. C’est différent.
- All’UV il PD piace, ma piace unito.
- C’è chi pensa che l’UV stia andando a destra. Errore grossolano.
- la Giunta Dino Viérin UV-DS è stata la migliore degli ultimi decenni.
- Mandato del Congrès a riaprire ai DS.
- Il mandato del Congrès non è in discu
ssione, per modificare la scelta di riaprire ai DS servirebbe un altro Congrès.
- Non spaccatevi.
- Le leggi elettorali appena approvate accolgono parzialmente alcune istanze referendarie, altre no.
- Il fatto che si prevedano alleanze preventive è importante, si dovrà dire prima con chi si sta, non ci potranno essere crisi come l’ultima, che è stata extra-istituzionale, un golpe delle segreterie, al quale però i DS non sono stati estranei. Per questo le nuove leggi elettorali introducono la sfiducia costruttiva, per riportare la politica dalle segreterie in Consiglio.
Piero Valleise
- Basta con ‘sti valori cristiani.
- Grave errore DS permettere anche solo di parlare a personaggi come la Binetti, che ha ammesso di portare il cilicio.
- Errore di alcuni DS che appoggiano Sarkozy.
- Traspare il tentativo di mettere il contenitore davanti al contenuto (forse intendeva il carro davanti ai buoi, ndr).
- America latina, sinistra in essor. Europa, sinistra in essor. Altrove, sinistra in essor.
- Ciò non è considerato, situazione politica non indagata o indagata con le lenti del secolo scorso.
- Via i vecchi. A casa gli over 65 che al tavolo di congressi e seminari dicono di non saper accendere un computer e che non utilizzano l’email.
- E poi, che cosa ci fanno qui tutti ‘sti politici in passerella, dobbiamo parlare tra di noi, non alla presenza di questi che con noi non hanno niente a che fare. Vengono qui a fare il loro discorsetto, di cui non ci frega niente.
- Rinnovamento secco.
- Sinistra-sinistra (sostantivo-aggettivo o sostantivo-sostantivo, à la caffè-caffè? Ndr).
- Bertinotti, Cossutta, Angius, Mussi: tutti gattopardeschi.
- E qui, se il frutto sono i soliti 10 nomi DS che da 25 anni leggo su La Vallée, siamo bolliti.
- Se volete che il PD funzioni, rinnovamento secco.
Marisa Bracci
- Cattivi con una persona degna come Perrin.
- Potere o consenso?
- Laicità.
Enzo Calì (ou de l’autogol, sauf si…)
- La Margherita era già nata come partito a tempo, nata per sciogliersi raggiunti gli obiettivi.
- Il dibattito sulla costituzione del PD, qui ad Aosta, ha poco senso, è già stato tutto deciso.
- Fortunatamente queste decisioni sono prese a Roma e il processo è guidato da Roma.
- Quindi c’è poco da far dibattiti.
- Io auspico che partecipino anche le culture autonomiste, Galletto e Renouveau.
- Ci siamo bruciati i vascelli alle spalle e ora possiamo andare solo avanti, siamo in mare aperto (o intendeva bruciare i ponti, oppure nuota molto bene, ndr).
- Valle d’Aosta: regime oppressivo, economia pianificata e cloroformizzata.
- Uscire dalla logica di un’autonomia accattona.
- Il PD deve essere forza trainante di tutte le forze che hanno fatto vincere il Galletto, niente inciuci con l’UV.
- Vi siete fatti tutto in casa, non ci avete neppure invitati, avete ignorato la Margherita nell'organizzare questo incontro, è un comportamento scorretto. Il PD non è vostro.
- La margherita cresce (se così è, sarà una marghetira, ndr), con noi dovrete fare i conti. (un applauso, ma proprio uno...).
- Lavoriamo per sconfiggere l’UV ed i suoi alleati.
Guido Dondeynaz
- Il problema è la crisi delle politica nazionale.
- Io non mi ritarderò a guardare i particolari che compongono questo processo.
- Confermiamo l’alleanza senza fare confusione.
- Siamo regionalisti con particolare attenzione all’area progressista (segue analisi semantica del progressismo).
- Auguri.
Lorella Vezza
- Siamo nell’area autonomista.
- Spiace che questa roba sia venuta dal vertice, siamo per le cose più partecipate.
- L’UV non è autonomista.
- L’UV parla di DS ma si rivolge da tutt’altra parte.
- Noi di Renouveau stiamo aspettando che la polvere si posi, che la confusione diminuisca.
Claudio Viale
- Parte iniziale di puro bianco mangiare (isdr).
- Poi, sostanzialmente famo in fretta, ma famo bene, se no non sono d’accordo.
- Partenza in salita.
Giancarlo Barucco
- Bianchissimo mangiare, da analizzare à la Seldon, direbbe Isaac Asimov nella plurilogia della Fondazione (isdr).
Ornella Cheillon
- Non sono iscritta in alcun organismo, partito o movimento, rappresento il là fuori.
- Non dimentichiamo il sentimento di valdostanità.
- No valdostanità, no party (sdr).
Calì (the brother)
- Eufemesegeta del fratello per limitarne i danni (sdr): il primato romano sul PD è in realtà un primato giuridico, tutto è iniziato lì, ma, per carità, decideremo qui tutti assieme.
- Suggestivo plot sulle nuove leggi elettorali: Caveri si dimetterà a settembre per mandarci ad elezioni, poiché non incombe più il rischio del Commissario, così salteranno i referendum.
(trasmettere a Faletti e a Bravo Grazie, ndr).
Ottoz (VUE)
- Dato che non parteciperò alla sua formazione, né m’iscriverò al PD, dopo quanto ha detto Piero Valleise potrei anche andare a casa. E' la conferma che non è morto il metodo facciamoci le nostre cose tra di noi, a porte chiuse… (à la Zucchi, ndr) che non sta a me commentare.
- Apprezzo l’appello di Ornella Cheillon alla valdostanità, a mio avviso archetipo prepartitico, una tutta nostra prestruttura della politica che condividiamo.
- Il mio DNA è referendario, nella gerarchia delle fonti di sovranità al primo posto sta il popolo e l’ho dichiarato in Consiglio. Sui contenuti ognuno ha la sua opinione, ma lo strumento del referendum non si discute. Le tre recenti leggi elettorali non sono forse il massimo, ma, se i referendum s’incagliano, sarà molto meglio votare con queste che con quella precedente. D’altra parte, da indipendente nel gruppo UV, non ho votato l’art. 30 ed ho distinto la mia posizione anche su altri articoli ed emendamenti.
- Di quella su ineleggibilità e incompatibilità tutti parlano male. Non l’hanno letta bene. Non è corporativa. E’ figlia della necessità di coagulare un vasto consenso e della vischiosità che rende inestricabili economia e politica in Valle. Ha ottenuto un largo appoggio, da Frassy a Sandri passando per gli altri in mezzo, anche se Sandri, al solito, dopo averla firmata, gli si è subito rivoltato contro. Un ormai quasi comico déjà-vu. Non sarà poi una tragedia se Louvin dovrà evitare farsi la campagna elettorale in classe. I suoi studenti all’università capiranno.
- Il travaglio del non abbastanza sinistra richiede la lettura di un’Italia e di una Valle d’Aosta che non sono più quelle che i partiti pensano. Lo testimonia lo studio Coesis che Prodi si fece fare nel 2005 (dovrò proprio postarlo qui sul blog, ndr).
- Laicità ok, ma non laicismo, combattiamo tutti gli ismi. E lo Stato sia Stato, senza bisogno di aggettivi.
- Bene il PD come semplificazione del quadro politico, un passo avanti sul cammino della democrazia dell’alternanza.
Simona D’Agostino 2
- nessuno voleva lasciare fuori la Margherita, semplicemente oggi abbiamo organizzato noi.
Vanni Florio (conclusione)
- Lamenta confusione fatta tra ineleggibilità e incompatibilità.
- Apprezzabile analisi del quadro politico (dal suo punto di vista, ndr).
- Discorso di Vicquery abile, ma soprattutto scaltro, non ci facciamo abbindolare.
- Buona sintesi finale.
Leggenda:
DS: Democratici di Sinistra - ndr: nota del redattore - sdr: sintesi del redattore - isdr: italica sintesi del redattore - PD: Partito Democratico - UV: Union Valdôtaine - VdA: Valle d'Aosta - VUE: vostro umile estensore.
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27 aprile 2007
Ascella selvaggia
L'acqua scarseggia?
Colpa nostra, ci laviamo troppo!
Avete sentito anche voi l'intervista di Fulco Pratesi alla radio, andata in onda ieri? Secondo il presidente del WWF è sufficiente lavarsi mani, faccia, ascelle, piedi e poi "in basso". Lavarsi il resto distrugge quel prezioso strato lipidico che protegge e rende bella unta la nostra pelle. Per essere puliti è sufficiente cambiarsi la camicia. Chi si fa la doccia spreca acqua ed è un nemico del pianeta. Solo gli italiani, secondo Pratesi, hanno questa mania di lavarsi. Chi poi, alla mattina si lava i denti, è un cretino, basta lavarseli dopo la prima colazione.
Che senso avrebbe rilavarseli al risveglio, dopo esserseli già lavati dopo cena, la sera prima?
Vasca da bagno off-limits, avviso di garanzia alla doccia, bidet agli arresti domiciliari.
Siamo al trionfo di ascella selvaggia. Al Testaccio, le pasionarie delle animelle e della pajata lo sostengono da sempre: "pe' esse omo, l'omo ha da puzza'..."
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12 aprile 2007
quelli che stanno tre metri sotto il cielo

Sintesi della quotidiana sintesi di costume di Massimo Gramellini su La Stampa. Una frase vale tutto il pezzo: "...il deserto morale che scorre sul computer non nasce lì dentro, ma dalla vita reale."
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guerra e pace
Al gr1 di stamane commenti sull'imminente processo a Roma sulla sciagurata vicenda dell'uccisione di Nicola Calipari dopo il salvataggio di Giuliana Sgrena in Iraq. Di Mario Lozano ripresi alcuni passaggi dell'intervista andata in onda ieri sera, alla giornalista de Il Manifesto invece l'onore di intervenire direttamente.
Dopo aver dato del bugiardo su tutta la linea a Lozano, la Sgrena conclude concedendo un'unica giustificazione: "...sappiamo che i soldati in Iraq sono terrorizzati, molti però hanno saputo ribellarsi."
Chi, quali? Che la ribellione dei soldati sia proibita solo in guerra, ma meriti una medaglia in tempo di pace? E in quale tipo di pace?
Sulla scacchiera delle guerre "regionali" ci sono oggi in giro molti Chamberlain, più d'un Von Ribbentrop e troppe Monaco. Ma un solo, grande casino.
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8 aprile 2007
7 aprile 2007
risultati degli ultimi sondaggi
L'88% dei partecipanti al sondaggio ritiene che, trasformando il passaggio a livello di fronte alla Cogne, si alleggerirebbe il traffico costantemente congestionato dei semafori che dal Pont Suaz, dopo la Cidac, portano in centro.
Il 92% ritiene che sia stato giusto denunciare pubblicamente il video hard girato con un telefonino all'istituto ragionieri di Aosta (solo l'8% ritiene che fosse meglio tacere il tutto).
Il 96% ritiene che non era il caso di congestionare ulteriormente il traffico situando la nuova sede di Finaosta in centro (un misero 4% la pensa diversamente).
L'86% ritiene che i valdostani non conoscano il francese bene come l'italiano, ossia che, di fatto, non siano poi così bilingui (ben il 14% pensa che invece lo siano).
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1 aprile 2007
vivere la montagna lasciandola vivere
Ieri Convegno della Fondazione Courmayeur e della Fondazione Montagna Sicura sul tema Educare e rieducare alla montagna, con la presentazione del Codice ambientale della montagna, in tre lingue. Meglio la definizione ethics in inglese che galateo in italiano, ma sarebbe un discorso lungo.
Stupendo il DVD A letter from the Alps, volata mozzafiato in cresta che tutti dovrebbero poter vedere.
Esemplare e commovente la testimonianza di Renzino Cosson per ricordare i suoi quattro maestri: Toni Gobbi (la montagna), Gigi Panei (lo sci), Vittorio Garda (il soccorso) e Giorgio Bertone (la vita).
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