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12 novembre 2007

tribune referendum: regolamento all'italiana

per il referendum si terranno cinque tribune elettorali televisive oltre a quindici messaggi autogestiti. In applicazione di un'apposito (e tardivo) decreto ministeriale, si è dovuto organizzare tutto di corsa: giovedì sera scadenza delle richieste di partecipazione delle forze politiche, venerdì mattina riunione dei richiedenti con Co.Re.Com. e Rai, domenica si registrano già le trasmissioni in onda lunedì, che sarebbe oggi.
Il Co.Re.Com. è il Comitato Regionale Comunicazioni, garante sul territorio della vigilanza sull'applicazione della par condicio.
Il decreto impone (in modo assurdo) di dividere in due i partecipanti: da una parte i sostenitori del si, dall'altra i sostenitori del no, e di associare a quelli del no anche i predicatori dell'astensione.
Primo problema: le proposte sono cinque e non una, per cui chi non è per il si o il no a tutte si trova comunque infilato da un parte o dall'altra. Secondo: per i sostenitori del diritto di esercitare comunque il diritto di voto esprimendosi poi liberamente, magari in modo differenziato sulle varie proposte, non c'è cittadinanza specifica, di qui o di lì. Terzo: gli spazi sono comunque limitati, per cui tra partiti, movimenti e comitati vari (soprattutto dalla parte del si) non c'è sufficiente spazio per tutti; risultato: o si da a tutti giusto il tempo di dire nome cognome indirizzo, chi rappresenta e che cosa votare e stop, oppure si organizzano le cose come si può.
Personalmente, ne parleremo in appositi post, sono favorevole ad alleanze preventive e quote rosa, contrario all'elezione diretta (così come proposta) e ospedale nuovo, e dubitativo sulla preferenza unica (pro & contro). Per assicurare a tutti più spazi e diritto di esprimersi sono stato così, in funzione di questo assurdo regolamento, inserito nel gruppo del no.
More to come.

9 commenti:

  1. Mi sembra giusto , posto che anche forza italia è in tale gruppo .

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  2. per quanto ne so forza italia è per il no a tutte le proposte. Oggi alle 13.00 circa, sulla Rai, va in onda la prima tribuna elettorale.
    Tema: la preferenza unica.
    Dai un'occhiata e valuta liberamente.

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  3. Forza italia fa ciò che deve fare chi vuol dimostrare certe disponibilità , anche con inversioni di marcia rispetto a posizioni precedenti , mentre tu " al momento " non sei tenuto a rispettare ordini di quella scuderia . Anyway , credo che l'audience sarà minima e totalmente ininfluente sull'esito referendario , il che è come dire che tu hai preso con troppa serietà tali tribune forse non a caso intrise di frettolosità .

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  4. bruno courthoud12 novembre 2007 12:58

    siamo a -6 giorni. Tribune elettorali varie (inutili). La parola ora passa ai luoghi sotterranei pi� vari e disomogenei (piole, tampe, crotte, barmi, ecc. non esclusi i nuovi mezzi telefonici e telematici di comunicazione, sempre sotterranei)ed � l� che si decider� la vera sorte dei referendum (non andare a votare, il vero problema).
    Io andr� a votare (non � escluso che sia l'ultima volta, visto anche lo scenario politico che si sta preparando).
    In ogni caso, qualora il referendum non raggiunga il quorum, restituir� immediatamente a Grimod, che a suo tempo me l'ha data, la tessera elettorale (raccomandata A.R.). Spero che qualcun altro mi imiti.
    Come previsto a Cormaiore l'accoppiata Unione Valdostana (gi� Union Valdotaine) e Force Italie (gi� Forza Italia), ha finalmente restituito questo Comune all'Ita(g)lia. Prossima tappa: si punta decisamente ed immediatamente sulla Provincia di Aosta.
    Ci risentiamo (forse) dopo il referendum. Parlare in questo periodo � troppo pericoloso.
    bc da san giorgio di rema

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  5. l'audience sarà quello che sarà. Se ti fa piacere, dai un'occhiata e fatti un'idea, magari un po' più informata.

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  6. Alberto Grisero - Aosta12 novembre 2007 16:33

    La vittoria di Forza Italia a Courmayeur, al di là delle divisioni tra Destra e Sinistra, è da salutare come un fatto positivo perché costringerà l'Union Valdotaine ad un imbarazzo clamoroso: quella finta alleanza, infatti, è da considerarsi come un abbraccio mortale per il Leone Rampante!

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  7. bruno courthoud12 novembre 2007 18:54

    per eddy
    l'idea ce l'ho già sufficientemente chiara da tempo. In ogni caso, per quanto concerne alcuni quesiti (ospedale, voto diretto del Presidente e della Giunta, preferenza unica o meno, quote rosa), il risultato del voto mi è sostanzialmente indifferente (ognuno ha torti e ragioni). Ci terrei unicamente:
    1) che venga raggiunto il quorum (ho qualche dubbio, sentendo ed annusando l'aria che tira)
    2) che, in caso di raggiungimento del quorum, vinca il quesito relativo alla predifinizione di alleanze e di programmi di governo.
    Ho praticamente per tutta la vita, salvo poche eccezioni, dato voti di protesta, non volendo dare inutili deleghe in bianco. Se si continuerà su questa strada (adesso sembra che anche Veltroni sia d'accordo a livello nazionale sul ritorno al proporzionale senza alleanze predefinite), alla mia età, senza alcuna ambizione politica, che vado ancora a votare a fare? Mi dedicherò ad altre cose più interessanti e più serie ad esempio a problemi più culturali (l'ignoranza in cui viene tenuto il "peuple valdotain" per poterlo strumentalizzare è a dir poco abissale) che politici.
    per Grisero
    spero anchio, qualora dovesse davvero avvenire anche a livello regionale, che l'abbraccio tra UV e FI sia "mortale" per il leone rampante, al dilà di "destra" (liberale e democratica)e "sinistra" (democratica e liberale)ancora entrambe al di là da venire

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  8. Alberto Grisero - Aosta12 novembre 2007 19:01

    Egregio Bruno Courthoud, se lei vuole veramente cambiare il sistema politico della Valle d'Aosta, è opportuno che lei voti SI' a tutti e 5 i referendum: questa è l'unica maniera per riuscire, dopo 60 anni, a mandare in corto circuito l'Union Valdotaine.

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  9. bruno courthoud12 novembre 2007 19:30

    lo farò, a livello personale; il mio commento si limitava ad alcune considerazioni di carattere generale nel merito, senza entrare in sterili discussioni sui singoli problemi (non mi pare il momento e non ci sono le precondizioni "democratiche"). E' infatti questo l'unico modo per cercare di rispondere a chi fa e farà di tutto (ricorso alla Corte Costituzionale, Guzzanti già interpellato) per "toglierci" il diritto di votare dopo avercelo dato. Dubito che ci troviamo ancora in un sistema democratico (lo è tale solo formalmente, ma non sostanzialmente). Vedo tempi duri.

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