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25 novembre 2007

21 novembre 2007: parte seconda

Il brano successivo della dichiarazione in Consiglio:

"Ciò ha progressivamente portato ad una minore flessibilità di bilancio. I vincoli di destinazione, compresi quelli politici, sono inoltre aggravati dalla rigidità ormai strutturale dei bilanci degli enti locali. Dopo la riforma della finanza locale, pur disponendo di risorse ingenti come mai in passato, ai comuni restano solo quote risibili per gli investimenti.
Ecco allora arrivare di nuovo in soccorso la Regione: un circuito vizioso di cui non si vede la fine.
Oggi però il futuro, le prospettive economiche preoccupano: petrolio alle stelle, euro che penalizza le esportazioni. Si affloscia la bolla dei mutui sub-prime che propaga la crisi fino alle nostre borse, la Cina e l'India galoppano e risucchiano materie prime, spingendo i loro prezzi alle stelle.
Stati Uniti in pre-recessione, Europa che arranca su ritmi di crescita a dir poco gracili.
Italia che in Europa è il fanalino di coda: crescita del pil rivista al ribasso (1,6%), parallelo aumento del 3,6% del fabbisogno del settore pubblico, pressione fiscale alle stelle.
Scoperto in questi giorni un secondo tesoretto. Non preoccupatevi: sprecheremo anche questo. Risarcimento sociale, la stampella di un governo che ha riscoperto l’odio di classe.
Ultima per crescita in Europa l’Italia, addirittura sotto la media nazionale la Valle d’Aosta (dati Bankitalia).
Le nostre contraddizioni sono sotto gli occhi di tutti. Sul lato del welfare si chiede “più regione e meno pigione”, ai politici “più contributi e meno attributi”. Gli industriali chiedono “meno spesa e più impresa”, ma anche “più infrastrutture mirate e meno spalmature concertate” e infine “più progettualità e più produttività”.
I cittadini chiedono minori costi e minore invadenza della politica.
In sintesi, perché l’economia riparta davvero, servirebbe “meno regione e più ragione”.
Urge sburocratizzare e semplificare, ma il sistema è incartato. Oltre alle contraddizioni interne, pesa l’effetto del difficile momento che il paese attraversa. Il vento dell’antipolitica soffia gelido fin da noi. Ma la politica valdostana - lo dimostra la vicenda dei referendum - è bloccata, stenta a rinnovarsi, ad innescare quel processo di ricambio che risponda alle richieste della gente."
(2 - segue)

6 commenti:

  1. Alberto Grisero - Aosta26 novembre 2007 16:22

    Egregio Eddy Ottoz, tanto vale dirla tutta: negli Anni '90, durante la mia attività di cronista della carta stampata, ho scoperto che la Valle d'Aosta è stata coperta, fino al 2000, da un vero e proprio SEGRETO DI STATO fra Italia e Francia. Poiché, alla fine della guerra, gli Alleati si opposero, fortunatamente, all'annessione da parte dei francesi, essi furono autorizzati, in quanto Potenza Vincitrice, a porre severe condizioni allo Stato Italiano sconfitto:
    1) Roma doveva versare a Parigi l'intero P.I.L. della nostra regione, quale indennità di guerra, e questo dimostrerebbe come il mito dei 9/10° del riparto fiscale sia completamente fasullo: noi abbiamo sempre avuto i 4/10°, come le Regioni a Statuto Ordinario (!) e i restanti 5 finivano SEGRETAMENTE Oltralpe!
    2) in caso di rivoluzione comunista o di rigurgiti fascisti in Italia, le Forze N.A.T.O. autorizzavano la Francia ad invaderci militarmente ed annetterci.
    Per la serie: "questo è l'ombelico del mondo"!

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  2. bruno courthoud26 novembre 2007 21:29

    sono sostanzialmente d'accordo con quanto hai detto e credo che non sarebbero i jumbo o camion in più che Caveri o Rollandin porterebbero su da Roma, se fossero al posto di Perrin e Nicco, a sbloccare la nostra situazione di stallo. Come il tesoretto in campo nazionale, troveremmo attualmente il modo di spenderli malamente.

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  3. mr.crocodile dundee27 novembre 2007 08:11

    Qui eddy sciorina , con bel linguaggio , un'analisi sull'economia/politica valida oggettivamente e poi si augura che quanto evidenziato venga recepito in valle . Ok , ma est modus in rebus . Astrattamente , cioè , tutto giusto , ma in concreto c'è un errore che vanifica il discorso a monte : prima si deve " bonificare " la regione e solo dopo potrà attecchire il discorso di eddy . Non si poteva pensare nell'urss di impostare discorsi sulla libertà economica o sulla non invadenza della politica nella vita del cittadino in quanto a monte andava bonificata la mentalità di chi sedeva sugli alti scranni . Tale sistema è crollato per cause esterne unite a insoddisfazioni interne mai esplose ma covanti . In valle un partito controlla tutto , impone pure l'obbligo di sostenere un test di francese a chi vuole insegnare il tedesco e su ciò eddy tace per non infastidire i compagni di viaggio che si è scelto : se non si agisce sulle visioni trogloditiche del leone , la politica e l'economia saranno sempre quelle attuali con il partito-stato che tutto tiene sotto controllo . La " filosofia " del leone è da lettino dello psicanalista ( non lo scrivo per eddy che certo tanto condivide quanto slalomizza ) e si contribuisce a guarire il malato solo urlando le insensatezze del suo integralismo e del suo voler costruire un presente quale continuum del passato . Un leone che vada in bagno a eliminare le sue scorie talebaniche potrà poi avere il cervello recettivo verso una politica/ economia aperte , rinunciando al concetto di partito-stato che ora ritiene di dover interpretare perchè s'è ingessato in tale compito . Compito che purtroppo non sarà posto in crisi da chi parte col piede cicisbeo per potergli stare al fianco e godere della luce riflessa .

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  4. Alberto Grisero - Aosta27 novembre 2007 16:07

    Chiedo scusa se ho la presunzione di voler tornare sul mio post (evidentemente certi navigatori preferiscono sorvolare, quando non fa comodo affrontare l'argomento...) ma, siccome voglio accreditarmi il merito di avere lanciato un'esca quantomeno insolita, ritengo che valga la pena di approfondire: da ciò che io ho detto a proposito del compromesso fra l'Italia e la Francia sulla Valle d'Aosta, credo si possa anche ipotizzare che l'Alliance Francaise non sia affatto un'associazione culturale, ma una vera e propria "Ambasciata occulta" con cui Parigi controlla che il Nostro Paese adempia agli obblighi relativi alla nostra Regione, derivanti dalla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale. Tra l'altro, l'Union Valdotaine, sarebbe stata fondata, di comune accordo tra le due Nazioni, al solo scopo di evitare che i valdostani eleggessero due comunisti (o, caso più improbabile, due fascisti) al Parlamento Italiano. Egregio Eddy Ottoz, data la sua lunga militanza all'interno del "Mouvement", è assolutamente impossibile che lei non ne sappia nulla: vogliamo affrontare seriamente l'argomento o preferiamo nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi?

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  5. Alberto Grisero - Aosta27 novembre 2007 17:24

    Desidero informare i frequentatori (ammutoliti) di questo sito che, se volessero saperne di più sull'argomento "scabroso" (!) da mé intavolato, possono andare a leggere i tre links che ho postato sul forum dell'Union Valdotaine, tra giugno e luglio, e che sono relativi a questo discorso specifico (in realtà, io, sul loro blog, ho imperversato molto di più!) Essi, per la cronaca, s'intitolano: "Segreto di Stato", "La prova che cercavate" e "La prova/2". Buona lettura a tutti!

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  6. Qui eddy chiede minore invadenza della politica . La maggiore invadenza è quella costituita dal francese tra i marroni , ma eddy tace in merito . Chiarezza ci vuole , non i trasformismi alla dario frassy !

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