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31 marzo 2007

La (petite) politique d'abord, l'idéologie suivra.

Scampoli di politica di fine marzo. Come al solito di tutto un po', ma tanto per cambiare prevale il così così. Non si butta via niente.
Sul versante dell'accettabile, sabato, una dichiarazione carpita al volo alla radio da un anonimo radicale: "combattiamo l'occupazione perpetrata dalle municipalizzate (in patois APS), che mentre sostengono di gestire come farebbero i privati, in realtà operano una spartizione peggiore di quelle della prima repubblica". Brava anche una delegata al congresso nazionale della Margherita ("non siamo all'altezza di ciò che chiedono gli elettori; i partiti sono ormai merce avariata").
Sul versante del facciamoci del male (sempre sentita alla radio) sta invece Franco Giordano. Per migliorare la coesione dei rifondaroli con Mastella & soci, contestando duramente un'affermazione di Montezemolo sulla necessità di indirizzare allo sviluppo del paese le impreviste entrate aggiuntive, il similbertinotti sbraita: "dobbiamo utilizzarle a scopo di risarcimento sociale". Poi, illuminato da autentico spirito democratico, sulla legge elettorale: "Il referendum semplifica in maniera arbitraria la rappresentanza politica". Giordano sembra telepaticamente connesso con il mondo politico valdostano, ma dalla parte (per lui) sbagliata...
Sul fronte del modernariato politico, spostandoci su Aosta, scopriamo che esisteva (ma non se ne sapeva nulla) una disputa su chi fosse il proprietario dello scudo crociato. Ricordate, quindici anni fa, le discussioni in Piazza del Gesù, la coabitazione dei vari tronconi DC? Di chi è la sede? Quale piano è di Buttiglione, qual'è l'ufficio di Casini? A chi va la proprietà del simbolo? Ti va bene lo scudo se mi tengo "libertas"? Chi sono i veri democristiani? Ricordate la dispersione, UDC, CDU, UDEUR, CCD, Margherita, Popolari e chi ha più DC più ne metta? Lo stesso dibattito è ora giunto in Valle col dovuto ritardo, come ogni novità che si rispetti, buona o cattiva che sia. Per il momento sembra essere in pole Silvestro "parà" Mancuso, che però ha intanto appeso lo scudo sulla panoplia della Fédération. La politica delle concessionarie, come la definirebbe Bruno Milanesio. Ci sarebbero ancora la Trabant e la Simca libere.
Intanto, mentre si déroula il congresso della Margherita, e Réan, Tonino e Florio si disputano l'assist di Violante (sarebbe meglio Placido, ma è Luciano), Aosta è invasa da curiosamente contigui manifesti di sostegno a Prodi, vistosamente firmati dai comunisti. Casuale coincidenza o bacio avvelenato alla panchina lunga dell'Unione? La Margherita esulta o rosica? Può fiorire in un prato, tra co-co e pro-pro?
Non ci sono più le idee chiare di una volta.
Eccovene qui a destra un campione.

27 marzo 2007

Missoni e la luna a Saint-Barthélemy

Sabato 24 sera, nella più totale assenza di qualsiasi mezzo d'informazione (la nostra Rai era totalmente assorbita dal valdostano congresso della Margherita), vernissage all'osservatorio di Lignn della bella mostra fotografica di Luca Missoni, seguita da una serata di poesia e prosa all'ostello del villaggio, all'insegna della contaminazione tra arte, matematica, fisica e musica.
Anfitrione Enzo Bertolini, che dirige il centro, ne coordina la ricerca scientifica e combatte perché appunto quella della ricerca sia riconosciuta come vocazione primaria dell'osservatorio e il percorso verso l'eccellenza esca dai consueti sentieri dell'autoreferenzialità. Gremita, malgrado il freddo boia, la terrazza di osservazione, dove tutti i telescopi puntavano sulla luna, protagonista, vestita dei colori di Missoni, delle opere esposte. Festeggiati Ottavio e Rosita, attorniati da nipoti e nipotini, che hanno stoicamente resistito fino in fondo al potpourri di poescienza e matemusica, ineludibile cammino iniziatico per accedere al cassecroute finale, un trionfo di salumi, vino e formaggi, quale di norma si riserva alla parte più importante dei comizi elettorali, quella che si addentra nel profondo delle notti dei lunghi opinel.

23 marzo 2007

Le lois inutiles affaiblissent les lois nécessaires.





Charles-Louis de Secondat baron de La Brède et de Montesquieu
(Paris, 18 janvier 1689 - 10 février 1755)

21 marzo 2007

Un mezzo genio e un mezzo buffone




"Un mezzo genio e un mezzo buffone, due qualità complementari: con la prima si trova la verità, e con la seconda il coraggio di dirla."
Così un suo anonimo collega scienziato ha sintetizzato la vita e l'opera del premio Nobel Dick Feynman.

17 marzo 2007

Porcellum, Pisellum e Fornellum

Sotto schiaffo di referendum fervono le consultazioni tra i gruppi politici per trovare la quadra sulla nuova legge elettorale regionale. In Italia, com'è noto, siamo passati dal Mattarellum al Tatarellum, per finire con il Porcellum. In Valle d'Aosta, diciamocela tutta, siamo più bravi. Coordina le trattative Guido Cesal, con l'obiettivo di una legge partagée, capace di mettere d'accordo 32 consiglieri, ossia tutti meno i tre arcobaleni verdi referendari, le cui proposte, secondo gli antireferendari, porterebbero ad un Bordellum (prendetela com'è, non è colpa mia se il relatore Bortot non si chiama Bordot...). La Fédération ha buttato sul tavolo due proposte (Lavellum e Foyellum), due anche i DS (Fontanellum e Sandrellum), mentre Forza Italia spinge il Latticellum. La Stella Alpina tace ma non acconsente. Cesal, su indicazione degli shogun che condividono la cabina di regìa del Conseil Fédéral, si è avvalso della consulenza del noto costituzionalista Don Fabrizio Corbera. La succulenta proposta Cesal si chiamerà Cesellum e si annuncia rivoluzionaria, soprattutto per il nuovo numero delle preferenze, che saranno, incredibile a dirsi, tre, per di più innestate su un inedito sistema proporzionale con sbarramento a due consiglieri. Pare che i costruttori potranno proporre la sfiducia e che i consiglieri potranno esternare le proprie emozioni ad un singolo assessore. Da definire bene ancora incompatibilità ed ineleggibilità. In Valle d'Aosta avremo dunque il Cesellum. A Roma, Romano Prodi parrebbe intenzionato ad affidare la trattativa alla Sen. Silvana Pisa (Ulivo): si passerà così dal Porcellum al Pisellum.
Italiani, attenti al Fornellum.

Ogni azione di difesa dei produttori comporta un analogo danno per i consumatori (Milton Friedman)

L'esilio del pensiero è il disuso della capacità critica, il pensiero unico.

15 marzo 2007

Cari fenomeni (ricevo & posto)

Caro compagno Sandri,
che si sappia: chi critica i viaggi di Ego è contro la egocultura. Gli ego-trip s'inseriscono, infatti, in una egostruttura funzionale di egoincentivi che alimentano una egonomia egocompatibile durable, per la quale tutto il pianeta è un'unica egosfera, gli egosistemi sono interdipendenti e non c'è trippa per le egomafie. Un'egonomia in cui i benefici fiscali dei buoni benzina sono estesi all'egodiesel, si colpiscono con egotasse gli spostamenti motorizzati inutili, si promuovono i servizi informatici, s'incentiva l'e-gommerce, e si prenotano i servizi medici via internet, riducendo le liste di attesa per le egografie e le egocardiografie.
Ogni critica agli ego-trip è perciò pura e demagogica deriva populoperronista. Ego non è un egomostro. Non è egocentrico. Non commette egoreati e, appena può, se il CDP lo autorizza, viaggia in egonomy class. Ha imposto un severo controllo di gestione all'egonomato. Per lui Paola Perego ha chiesto di modificare il suo cognome in Per-ego. Non confondiamolo con il suo alter ego (è Ego-Jeckill, non Ego-Hide). Con lui i finneghismi si sublimano in finn-ego-ismi.

Umberto Ego

14 marzo 2007

Appropo' entra nel quarto millennio

3.000 accessi!

Ritrovato Marco Vierin: era ad Hanoi

Ma quale Martinica! Marco Vierin era ad Hanoi con Roberto Vicquery. Sempre APF, ma altra commissione. O non era l'APF? Boh... attendiamo fiduciosi.
Fatto sta che, allora, Ego Perron si è sacrificato: in Martinica c'è andato da solo.
Un vero ego-trip.

13 marzo 2007

Esiste una seria tendenza al capitalismo tra i contadini benestanti. (Mao Tze Dong)

Aiutateci a ritrovarli! (APF cercasi disperatamente)














Che il Presidente del Consiglio Ego Perron e il mentore della Stella Alpina Marco Vierin fossero in missione ai Caraibi si sapeva. Che fossero là per la Commissione Cultura dell'APF si sapeva. Che però, mentre lavoravano ignari in Martinica, in pieno Consiglio regionale Giovanni Sandri li facesse bersaglio dei suoi feroci strali, non è stato bello. Avvisiamoli, diamo loro modo di difendersi. Cerchiamo però di capire in quale APF si sono cacciati, poiché di APF l'internet pullula. Qual'è la loro?
Navigatori della rete, dateci una mano. Iniziate dagli indirizzi qui sotto. Poi a palla su Google, ma veloci, non è più aria!

Agence Parisienne de Formalités
Association des Paralysés de France
Association de la Presse Francophone
Association Psychanalytique de France
Association des Professeurs de Français
Assemblée de la Polynésie Française
Association Protection Foudre
Anarcho Punk Fédération
Association Pour les Fonctionnaires
Agence Portes Fenêtres
Association Pompes Funèbres
Assemblage de Fond de Panier
Amicale des Plongeurs Fresnois
Activateurs Dentaires Souples
Association des Producteurs de Fiction
Association des Palestiniens de France
Associação Para o Planeamento da Família
Asociaciòn de Profesores de Francés de Chile
Association de la Proprièté Foncière

...ah, dimenticavo, e se fosse
Assemblée Parlementaire de la Francophonie?

Tutti pazzi per la Valle d'Aosta

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Tout parti vit de sa mystique et meurt de sa politique. (Charles Péguy)

11 marzo 2007

finesse oblige

I dibattiti in aula permettono ai senatori di esprimere il meglio di sé. Le pari opportunità comportano poi il diritto alla pari volgarità. Dopo la votazione che il 21 febbraio ha costretto Romano Prodi alle dimissioni, si potrebbe assegnare il Trofeo 8 marzo Finesse Oblige alla senatrice più educata. Qualora i mediagossip fossero veritieri, premiereste Manuela Palermi che avrebbe inveito contro Fernando Rossi dandogli del "pezzo di me..a" o la compassata e razionale Anna Finocchiaro che avrebbe urlato a Franco Turigliatto "vota, testa di ca..o!"?
Oppure aspettereste, per vedere se il rifinanziamento della missione in Afghanistan, in discussione questa settimana, ci porterà elementi di maggiore chiarezza?

E' un'idea socialista che realizzare profitti sia un vizio; io ritengo che il vero vizio sia realizzare perdite. (Winston Churchill)

La rana cinese

L'immagine politica di Riccardo Illy, dapprima industriale del buon caffé, quindi buon sindaco di Trieste e oggi governatore del Friuli-Venezia Giulia, è di prima grandezza. Alla guida della società civile di una regione di frontiera, affacciata ad est, dove tutto accade tumultuosamente mentre il resto del nostro paese rifiuta il mondo che cambia, Illy ha riscattato per la sua città il ruolo di nuovo faro mitteleuropeo che illumina l'Adriatico.
Per questo dal suo libro mi aspettavo di più. Il tema è fin troppo attuale: come affrontare la globalizzazione e non restarne succubi. Lo svolgimento è però banale, farcito di luoghi comuni. L'analisi della situazione italiana pecca di troppo vistose omissioni. Qualche timido sprazzo sui sindacati, ma lontano dalla lucidità di Ichino. Lieve sulla burocrazia. Mafia mai. Il prode Riccardo indulge poi eccessivamente nell'autocompiacimento del ma come sono bravo. La soluzione proposta non ha spessore alcuno. Non è certo commercializzando la mollezza del senso estetico della qualità della vita che abbatteremo la muraglia commerciale cinese.
Può fare di meglio. Un'occasione perduta. Quel dommage.

Questo potere esecutivo, con la sua enorme organizzazione burocratica...

...e militare, con il suo meccanismo statale complicato ed artificiale, con un esercito di mezzo milione di impiegati, accanto ad un altro esercito di mezzo milione di soldati, questo spaventoso corpo parassitario... avvolge come in un involucro il corpo della società francese e ne ostruisce tutti i pori.
(Karl Marx, "Der 18. brumaire des Louis Bonaparte")