PRENDRE PARTOUT
METTRE CHEZ-NOUS
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28 novembre 2007

21 novembre 2004: parte quarta

Quarto passaggio:

"L’autonomia è un fatto ormai compiuto, i suoi valori sono in quest'aula da tutti condivisi incondizionatamente. Su essa dobbiamo vigilare, certo, senza mai abbassare la guardia, affinarla, ma la gara a chi è più autonomista non ha più senso. In questo Consiglio tutti sono autonomisti, quale che sia la loro storia e provenienza. Lo hanno dimostrato in tutti questi anni in aula, in commissione, nei rapporti con i loro referenti a Roma e a Bruxelles.
L’autonomia è il fondamento della nostra Regione
, del quale oggi dobbiamo arricchire i valori storici con l’aiuto di tutti, con nuovi significati, al passo con la dinamica e l’evoluzione della Valle d’Aosta, dell’Italia e dell’Europa.
Sono profondamente convinto che, per il bene di tutti i valdostani, che vivono e lavorano in questa nostra terra, su queste nostre montagne, a tutte le componenti politiche presenti in quest’aula vada ormai riconosciuta pari dignità etica e morale, poiché tutte si riconoscono senza riserve nei valori fondanti della nostra autonomia.
Smettiamola di distribuire brevetti morali o di pretendere pedigree. Consegniamo il peccato originale alla storia, entriamo finalmente nel nuovo millennio.
Abbiamo bisogno di tutti."
(4 - segue, ancora una botta e ci siamo)

10 commenti:

  1. In valle si calpesta l'autonomia culturale , sacra , dei cittadini . Non c'è autonomia in regione, perchè conta meno del due di picche avere potestà primaria in questo o quello se poi uno deve fingersi un valdostano ante 1861 . Il locale " uv style " atterra a darwin ed è un pesce fuor d'acqua perchè gli mettono tra i piedi un francese che va lasciato a chi interessa . Ovviamente tale lingua inutile è il pilastro di una diversità fasulla che qualcuno vuol far attestare a tutti per ossessione compulsiva . La pari dignità richiesta a chi è nell'aula consiliare è una barzelletta : ha dignità chi non si piega alle panzane e non cambia opinione su impliciti ordini altrui . Questo punto 4 è una richiesta di essere accettati come subalterni , non come alleati , anche se ufficialmente non lo si può confessare . Dovresti ancora commentare quanto ti è stato scritto sulla seconda parte del tuo intervento , grazie .

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  2. bruno courthoud28 novembre 2007 11:40

    OK: autonomia (nel rispetto degli altri e di un vero federalismo fiscale)senza imposizioni ideologiche e pseudoculturali

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  3. In una famiglia un figlio se ne va : quando costui può definirsi autonomo ? Ovviamente se è autosufficiente economicamente . La valle non lo è , su 100 euro da mandare a roma ne ottiene 150 , è mantenuta dallo stato , non è autonoma ma vive coi soldi regalati dal prossimo . Smenarla con l'aggettivo " autonoma " serve solo per dimostrarsi sottomessi alle visioni rossonere . Altra fesseria : il definirsi federalisti . Non può farlo chi accetta tante macroscopiche elemosine . Il termine autonoma riferito alla valle è pura propaganda per sprovveduti e per aspiranti portaborse . Resta un fatto inconfutabile : conta poco o niente che certe decisioni le prenda un residente in valle o in basilicata o alle nazioni unite ; conta tanto che non si utilizzino i cittadini a supporto di teorie micronazionaliste da clinica per alienati . E purtroppo tu eddy ti 6 inserito in un team che aspira a soccorrere i micronazionalisti di cui sopra .

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  4. I contenuti di questo quarto capitolo sono sostanzialmente allucinanti . Si vuol dare un valore religioso al concetto di autonomia , quando però l'autonomia vera non esiste per il cittadino trattato dal palazzo quale pedina per le sue fantasie e quando uno abita in questa parte d'italia per i motivi più disparati ma escludenti la volontà di " arricchire i valori storici " che non so a chi realmente importino , ammesso esistano . Qui si fa del concetto distorto di autonomia un credo cui tutti dovrebbero uniformarsi : integralismo , fondamentalismo , mito di sè che nasconde una visione condominiale del mondo .

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  5. Questi discorsi sull'autonomia , peraltro inesistente , sono arzigogoli di palazzo che non fottono a nessuno ( semmai fottono chi ama girare il globo e deve a scuola perdere tempo con un francese che non serve a niente ma nel palazzo si borbotta che sarebbe la precondizione per un'autonomia che non esiste nè culturalmente nè economicamente visto che viviamo di regali altrui ) ma servono ai politicanti per testare se sono allineati o meno . Che ridere .

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  6. La vera autonomia è ben altro che il governo di una minoranza di profittatori che si nascondono dietro parole d'ordine di cui non conoscono nemmeno il significato.

    La libertà non sarà acquisita sin quando uomini come gli altri avranno il diritto di dominare e/o sfruttare gli altri.

    La direzione è quella dell'anarchia, il cammino è 'sì lungo da apparire inutile ad iniziarsi ma così non è.

    Ne vale la pena.

    Data la direzione basta fare un passettino alla volta, ma senza cedere alle lusinghe delle sirene d'Ulissiaca memoria.

    Finché ci sarà un uomo che eserciti il potere sugli altri esisterà il sopruso, prospererà lo sfruttamento e imperverserà la sopraffazione.

    Naturalmente, non avendo 15 anni ma quasi 50, non sono l’illuso sognatore che ero da ragazzo, so benissimo che il mio orizzonte ideale è talmente lontano da essere escluso da una qualsiasi realistica progettualità (infatti sono iscritto ad un sindacato confederale e ci opero dentro),
    però, cristo, avere un’idea chiara del tipo di mondo che si vorrebbe è utile per segnare la direzione; per aiutare la povera gente a individuare le scelte da fare per realizzare delle approssimazioni sempre più simili all’obiettivo; o anche solo per condurre un’attività resistenziale coerente con i propri principi.

    E’ come per quel gruppo di formiche di Aosta che hanno deciso che è meglio vivere a Venezia, sanno già in partenza che non ci arriveranno ne loro ne i loro figli, però se si avviano in quella direzione e se sapranno spiegare ai loro discendenti il progetto, c’è la fondata speranza che un giorno le loro pro-pro-pro-nipoti possano abitare sulla laguna.

    E' sempre la teoria dei piccoli passi, però occorre segnare la direzione altrimenti si va a zonzo per niente e ci si tiene il problema.

    Ne dio ne stato,
    ne servi ne padroni.

    La Pecora Nera

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  7. Alberto Grisero - Aosta28 novembre 2007 16:41

    Al di là degli esilaranti deliri anarcoidi di Pecora Nera (come si fa a gestire il popolo somaro e bue, con l'anarchia?!) a mé pare, in relazione anche al mio post precedente, che oggi non ci siano francamente più le condizioni per assere una Regione a Statuto Speciale: è ora di guardare in faccia la realtà, in quanto, la Valle d'Aosta è destinata a tornare ad essere, in un tempo relativamente breve, una provincia del Piemonte. E' probabile che ciò accada nel 2026/27, quando sarà trascorso un secolo dalla creazione di tale Ente, da parte del nonno di Alessandra Mussolini.

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  8. mr.tambourine man28 novembre 2007 19:53

    Le dichiarazioni di eddy in consiglio sono in linea con il vocabolario che l'union vuole imporre alla valle e che in tanti casi ha effettivamente imposto . Caro eddy , tu hai democraticamente incollato qui il tuo discorso per innestare un dibattito che lo analizzi e ti dico che , a me e a chi ragiona prescindendo da quanto altri ( l'uv , non tu , sia chiaro ) cucinano sperando diventi rancio collettivo , pare , mutatis mutandis , un discorso di chavez o ahmadinejad . Quando questi campioni si esprimono lo fanno in base a parametri che in occidente sono giustamente ritenuti slegati dalla realtà . La stessa impressione offre la tua posizione : tu mi dirai che dovevi esprimerti così per sperare che fi si possa accoccolare sotto l'ala rossonera e " agire per un'evoluzione del padrone " . Certo madre natura ti ha donato uno stomaco che digerisce pure i mattoni ; però io penso che , anche supponendo che i tuoi commensali azzurri siano in buona fede come sono certo tu sia ( c'è il timore che aspirino al scendilettismo per autogratificarsi ), non caveranno un ragno dal buco per la disparità dei numeri , perchè l'uv non è nata ieri e perchè , per cambiare il micronazionalismo beota del leone , non si può accettare la politica micronazionalista a lui necessaria . Oltretutto il destino rossonero non credo dipenderà dai voti azzurri : il 9% della cdl nel 2003 scenderà al 6% per la sola fi , col rischio di non eletti o la possibilissima ininfluenza di 2 consiglieri .

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  9. bruno courthoud28 novembre 2007 19:59

    che cosa significa autonomia? possibilità propria (auto) di nomos (=legge): tutte le regioni italiane sono pertanto autonome, in quanto hanno possibilità legislativa propria; le regioni a cosiddetta "autonomia speciale" hanno ulteriori possibilità legislative rispetto a quelle a statuto normale (non entro nel merito). Tutto qui. Autonomia è pertanto un concetto totalmente diverso da quello di "indipendenza", concetto con il quale molte volte viene scambiato od equivocato. Io, nel mio giudizio, mi sono attenuto al significato etimologico di autonomia. Mi pare però, dal dibattito, che ci siano visioni e concetti diversi rispetto a questo. Ripeto: tutte le regioni italiane sono autonome, cioè hanno possibilità legislative in alcune materie; la regioni ad autonomia speciale hanno alcune ulteriori possibilità di legiferare. Il federalismo, o federalismo fiscale, è cosa diversa dall'autonomia. Ovviamente, se diciamo solo sono per l'autonomia (parola qui in VDA usata ed abusata), diciamo una cosa ovvia e vuota, anche se ai più non è scontato che sia così. Occorrerebbe aggiungere: per quale autonomia? A questo punto ripeterei quanto ho detto più sopra.
    Non so se sono stato sufficientemente chiaro.

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  10. un mendicante di porta pila29 novembre 2007 07:26

    Ogni regione ha la sua storia e chi vuole può considerare un valore il passato senza pretendere che tutti lo considerino tale ; quello che non è accettabile è il sottolineare tali soggettivi valori storici nella speranza di accompagnarsi al potente , visto che tale potente vive di passato e non di presente . Questo in quanto rimarcare tali presunti valori comporta lo schierarsi a difesa degli integralismi che sono il pane e formaggio del padrone stesso . Un italiano che decide di abitare in valle non deve pagare pedaggi culturali a chi vorrebbe tutti uniformati al trapassato , ma tu eddy anteponi a una visione liberale quella integralista e medioevale rossonera . Per questo il tuo scritto è criticabile e assolutamente non allineato ai valori che berlusconi porta avanti nelle altre regioni . E' sacrosanto invece rivendicare un aere in cui non si sentano più i triti quanto beoti ritornelli su autonomia-etnie-francese-indipendenza-federalismo di chi vive di elemosine statali e ha un settimanale scritto per posa in francese tranne ove si indicano i costi delle inserzioni o si consiglia di non votare i referendum .

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