PRENDRE PARTOUT
METTRE CHEZ-NOUS
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27 maggio 2013

perché investire in pubblicità
il cinque o l'otto per mille?



Il mio cinque e il mio otto per mille non saranno spesi in pubblicità.


Non li darò a chi spende soldi in costose campagne pubblicitarie. TV, radio, giornali e pubblicazioni varie sono pieni di annunci a pagamento per sollecitare i contribuenti.
La trita e ritrita frase: "ogni euro del tuo cinque per mille sarà investito nella ricerca contro..." m'infastidisce.
In realtà, dovrebbero avere il coraggio di dire: "ciò che rimarrà del tuo cinque per mille, detratte le decine (centinaia) di migliaia di euro spesi per fare pubblicità alla nostra raccolta del cinque per mille, detratti poi tutti i costi della nostra organizzazione, sarà molto probabilmente speso nella ricerca contro...", ecc.

 
Darò il mio cinque per mille a chi non fa pubblicità a pagamento, a chi sensibilizza i contribuenti sui social network gratuiti o facendo del volontariato vero. Punto.

Idem per l'otto per mille, per il quale ogni pubblicità a pagamento ha ancora meno senso. Sorvolo sui dettagli del meccanismo di ripartizione, oggi mi sento buono.

superpacco
in arrivo
urge mobilitarsi



















Ci provano e ci proveranno in tutti i modi.
Il governo americano aveva già tentato con tre successive proposte di legge, chiamate SOPA (Stop Online Piracy Act), PIPA (Protect IP Act) e CISPA Cyber Intelligence Sharing and Protecting Act), regolarmente stoppate dalla mobilitazione del popolo della rete, sensibilizzata dalla Electronics Frontiers Foundation (EFF)
La EFF è stata fondata nel 1990 per difendere la libertà sulla rete da Mitch Kapor, Presidente di Lotus, John Perry Barlow, allevatore dello Wyoming e paroliere dei Grateful Dead (di cui ho postato qui anni fa la Dichiarazione d'Indipendenza del Cyberspazio: http://tinyurl.com/oqold5f) e John Gilmore, dipendente della Sun Microsystems. Tra le sue attività iniziali la EFF supportò finanziariamente la Steve Jackson Games nella sua causa vittoriosa contro lo Unites States Secret Service relativa a GURPS Cyberpunk, ritenuto dall'USSS un pericoloso manuale di hacking.

Ora, dopo i fallimenti di SOPA, PIPA e CISPA, il governo americano ci riprova con CALEA (Communications Assistance for Law Enforcement Act), e la mobilitazione riparte.

Non è che in Europa stiano fermi, si sa. Ci siamo tutti dati da fare contro ACTA (Anti-Counterfeiting Trade Agreement), finora con successo.


Anche in Italia si stanno dando da fare per prepararci il pacco. Nel nostro piccolo, in Valle, i firewall della Regione mutilano gli accessi dei dipendenti e si spera (siamo ottimisti) che non si diffondano i keylogger.








E' in atto, insomma, una dura battaglia per la libertà di comunicazione. Della parola si sapeva dal 1789, della stampa dal secolo successivo. Ora la frontiera è il web, l'ircocervo che i nostri politici demonizzano perché non lo capiscono, lo temono e non sanno usarlo, fermi, come sono, ai buoni vecchi metodi del binocolo, il buco della serratura, l'orecchio alla porta, il bastone e la carota.

La guerra è stata dichiarata, sapevatelo.
Meditate, gente, meditate.


23 maggio 2013

vent'anni dopo
quale giustizia?



Gli anniversari non servono solamente a non dimenticare.

Ripercorrere gli eventi che li hanno consegnati alla storia, ripensare alle vicende e ai personaggi che li hanno voluti, decisi e provocati, confrontare l'allora e l'oggi ci aiutano a smascherare le troppe mistificazioni del pensiero unico, del pervasivo quanto ipocrita politicamente corretto.

 Quanti si sciacquano la bocca con il sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino da un lato, ma inchiodano pretestuosamente qualsiasi riforma della giustizia che vada nella direzione da loro auspicata?

Leggetevi bene questo pezzo di Marco Galluzzo sul Corriere della Sera online di oggi.

http://tinyurl.com/pkjy3m6

Ne vale la pena.