Oggi è successa la prima vera cosa sgradevole da quando è partito questo blog.
Consentitemi un passo indietro:
- Il 3 ottobre, alle 13:10, è comparso un commento anonimo al post “cell blog” del 1° ottobre contenente affermazioni su due persone, affermazioni, per quanto ne sapevo, non provate, riferite peraltro a fatti non recenti. Subito un nutrito scambio di commenti di commento e, alle 15:52, l’anonimo ribadisce. Alle 18:00 mi collego, vedo questa roba e cancello immediatamente i due commenti (di cui rimane traccia con la frase “questo post è stato eliminato dall’amministratore del blog”. Ho lasciato affiché un altro commento, non anonimo, per il quale l’autore aveva postato spiegazioni sul crinale tra come l’aveva scritto ed i rischi di querela.
- Ho successivamente ricevuto una email privata, non anonima, il cui mittente si dichiarava l’autore dei commenti eliminati e sinteticamente confermava con riferimenti più precisi quanto anonimamente postato. Senza rivelare l’identità dell’autore, convinto, anche perché - quanto meno per grandi linee - ricordiamo tutti la vicenda, ho postato il giorno 8 ottobre alle 8:57 la breve precisazione ricevuta.
Questi i fatti.
Stamane alle 8:55 ho ricevuto una telefonata dall’interessato, visibilmente (esiste udibilmente?) alterato il quale, a parte altre considerazioni personali che considero private, ha dichiarato che quanto pubblicato è falso, accusandomi per ben tre volte di averlo lasciato online fin dal 5 ottobre. Non ho avuto modo di spiegargli il perché e il percome, era evidentemente più interessato a trasmettere che a ricevere.
Se quanto postato è falso, mi scuso.
Primo esercizio: un minuto dopo (tempo di boot) ho eliminato anche il post del 5 ottobre. In seconda battuta vorrei riflettere più a fondo su tutta la faccenda.
Quella di non moderare il blog è stata una scelta precisa che confermo. Si basa sul mio rispetto per la libertà d’espressione delle persone, sulla fiducia nel loro buon senso nel non superare certi limiti senza nulla aggiungere alla forza delle loro idee e sulla mia presunzione di essere in grado di mantenere in equilibrio il tutto, di rispondere alle provocazioni da un lato senza scantonare o evitare gli argomenti scomodi, dall’altro senza permettere lo scatenamento di flames, com’è avvenuto altrove portando alla chiusura o sospensione dei forum.
La presunzione di saper fare il pompiere, insomma, senza distruggere tutti i mobili con l’idrante.
Smascherata la mia presunzione, resto con la sola speranza.
La speranza che si possa discutere liberamente, senza azzannare nessuno, senza lanciare la pietra e nascondere la mano.
Fatemi sapere.
Separating AI’s Technological Problems from Its Capitalism Problems
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*This essay was written with Nathan E. Sanders, and originally appeared in
Tech Policy Press.*
AI represents the first time we humans can do cognitive wo...
18 ore fa