PRENDRE PARTOUT
METTRE CHEZ-NOUS
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6 dicembre 2010

notizione, vere notizione,
solo notizione...

 Aldo Grasso, gramo sempre, banale mai.

Questa storia della nostra tv è ormai il testo di riferimento. Mette soggezione, ma del mattone ha solo la forma e lo spessore. In realtà si legge volentieri.

Molte le perle per chi vi si avventura. Come a pag. 355 e 356 questo pezzullo di trent'anni fa, pubblicato su l'Espresso a firma di Giovanni Mariotti.

Una chicca impagabile. Vi suggerisce qualcosa?
Commenti?



1 dicembre 2010


quale riforma è mai possibile
in un paese che all'eguaglianza
ha sostituito l'egualitarismo?


quale riforma è mai possibile
in un paese che confonde
il diritto al lavoro
con il diritto a "quel" posto di lavoro?


quale riforma è mai possibile
in un paese che confonde
il diritto allo studio
con il diritto al titolo di studio?


quale riforma è mai possibile
in un paese in cui i "ricercatori"
nulla c'entrano con la "ricerca"?

30 novembre 2010


quale riforma è mai possibile
in un paese socialmente utile?

27 ottobre 2010

18 ottobre 2010

15 ottobre 2010

il valzer degli aiuti ai paesi del terzo mondo

inviare il denaro dei poveri dei paesi ricchi ai poveri dei paesi poveri perché sia speso in modo da finire nelle tasche dei ricchi dei paesi ricchi...

21 settembre 2010

quasi storiche


Roberto Rossellini al Piccolo San Bernardo.
Colle già aperto, giusto post spazzaneve, probabilmente un fine maggio tardi anni '50.
Max Acerbi potrebbe venirci in soccorso per il modello preciso della Ferrari (GTB? Scaglietti? Non Ferrari?) con guida a destra.
Scendere a La Rosière, tra motore scorbutico, quota, freddo e pneumatici non proprio da neve, non deve essere stato uno scherzo...

12 settembre 2010

come ti frego i dati

esempio reale: ricevi una simpatica email da un sito con indirizzo HTML.it, la apri e vi trovi, belle ordinate per categoria o piattaforma (windows, mac, linux ecc.) delle interessanti novità software cha puoi andare a scaricare gratuitamente. In rete il software gratuito non è una novità, ma bisogna conoscere i siti, cercare su google ecc.
Qui tutto è più comodo, ti vengono segnalati man mano che sono disponibili. Bello, no?
Vai a dare un'occhiata e ti appare la schermata 1.
Sei interessato a Mac e fai scorrere in basso categorie e titoli finché non trovi quello che t'interessa (schermata 2).
Clicchi sul titolo del software e ti appare una pagina ineccepibile (schermata 3), con le specifiche del software che hai scelto e un bel freccione verde accanto a un download su cui cliccare. Fin qui tutto liscio e regolare.

Ovviamente procedi, ormai rassicurato dalla procedura, e arrivi alla la schermata 4. E qui sta il trucco. Appare un form azzurro che ti chiede i tuoi dati per procedere mentre l'occhio è sapientemente attratto da un perentorio bottoncione giallo in basso a destra che ti intima "INVIA", ovviamente dopo avere lasciato i tuoi dati. E, molto professionalmente (anche questo ti rassicura), li vuole proprio tutti e non ti permette di proseguire finché non hai completato l'input. Diligentemente riempi e clicchi.
Inizia allora il download?
Per niente, finisci sulla schermata 5 dove ti vogliono iscrivere ad un'altra lista ancora oppure, in opzione, iscriverti "solo" alla lista HTML.it che già ricevi (quella, cioè, alla quale ti hanno già iscritto...).


Se però stoppi un attimo la ciuccia e guardi meglio la precedente schermata 4 e il form azzurro che ti aveva istigato a procedere, trovi che sopra, in piccolo piccolo, c'è scritto come scaricare Flickr Uploadr 3.2.1, ossia quello che t'interessava.
Della serie statt'accuorto, da parte di questi signori nulla di illecito, per carità, semplice paraculaggine allo stato puro...
Tu clicca solo sulla scritta piccolina e avrai il tuo software gratis.
Della richiesta di dati personali, a questo punto, futtitinne.


(clicca sulle immagini per ingrandirle)

3 settembre 2010

aperta finalmente ad Aosta
la concessionaria che mancava


la Dacia Duster se l'era ormai accaparrata la Renault, bisognava trovare altro.
Da oggi, grazie a Federico Borluzzi, è disponibile in Valle il prodotto Fini.
Il maggiore imbarazzo lo soffrirà Alberto Zucchi, che non potrà più ripetere ai quattro venti il mantra "oggi ho sentito Fini al cellulare, mi ha detto... ecc.".
Per rispondere efficacemente a questa aggressione i tre coordinatori del PdL potrebbero lanciare una bella campagna di rottamazione: dai dentro etica e valori liberali, che non servono più, e ti porti a casa a costo zero una bella scorta di chiacchiere e distintivo.
Resta da vedere se altri produttori, per nulla soddisfatti delle vendite della loro attuale concessionaria (Udc e Lega, per citarne un paio) vorranno rivedere la loro rete commerciale valdostana.

27 agosto 2010

senza memoria, quale gloria?

Mercoledì, all'apertura delle celebrazioni del cinquantenario dell'Olimpiade di Roma 1960, in Campidoglio brillava l'assenza della Fidal.




Assente il Presidente, i vicepresidenti, il segretario, niente dirigenti, niente Livio Berruti, niente Giusi Leone. L'unico meritorio consigliere federale, era lì a titolo personale e a proprie spese...
Chi non celebra il proprio passato non sa vivere il presente e non prepara certo bene il futuro.
Quelle honte!

27 luglio 2010

davanti e dietro la notizia

Sulla prima delle pagine locali odierne de La Stampa una notizia importante. Nel brevissimo articolo mancano però alcuni elementi: dove si terrà il processo, da dove sono scattate le indagini, quali magistrati le hanno condotte ecc.
Ad una lettura frettolosa il testo dà l'impressione che tutto sia partito di qui, anche se, a dire il vero, leggendo con attenzione fa timidamente capolino l'Antimafia torinese. Non avrebbe guastato qualche considerazione sul fatto che molte operazioni in Valle, talora le più consistenti, da anni partono da procure lontane, anche se spesso non se ne sa poi più nulla. Qualcuno ha notizie sulla truffa dei video poker, sulle centinaia di milioni di titoli offshore sequestrati e, come piace dire a qualcuno, su quant'altro?

Una significativa novità troviamo invece all'interno, nel pezzo sugli incentivi ai manager dell'USL. Non certo per l'esistenza di incentivi, nulla di nuovo, ma per il fatto che essi non sono stati liquidati per intero, dato che "nel 2008 l'USL non ha raggiunto tutti i 19 obiettivi prefissati". Il fatto che questi incentivi, al di là dei proclami, siano effettivamente legati ad aspetti meritocratici è una boccata di aria fresca. Non possiamo dimenticare dirigenti del Comune al tempo giudicati e giudicanti che attribuivano a sè e ai propri parenti incentivi ben più sostanziosi di questi dell'USL, capace tra l'altro quest'ultima, nel 2008, di realizzare un avanzo di bilancio di quasi un milione di euro. Il giochetto, tutti d'accordo, diciamocelo chiaro, era fin qui molto semplice: fissare obiettivi facili facili da raggiungere per trasformare gli incentivi (parte variabile del trattamento economico che dovrebbe essere legata all'impegno sul lavoro) in un diritto a prescindere, ossia un elemento del salario di posizione.
Che il clima stia finalmente cambiando?
In effetti non sono più le stagioni di una volta.

30 giugno 2010

dhagli Appennini halle Ande

Di spalla, oggi su La Stampa, "Un liceale su tre non sa scrivere in italiano", un pezzo di Mario Baudino. Elena Ugolini (Invalsi), dichiara con amarezza: "...dopo 13 anni di scuola ci troviamo davanti a ragazzi di un'estrema povertà dal punto di vista linguistico. La mia rabbia è constatare che non siamo riusciti a insegnare loro a scrivere".
A scanso di equivoci, e a beneficio di chi dice: "che goduria, ricevere le vostre vituperie...", spara “cancellamento“ al posto di “cancellazione“ e accusa gli altri di essere "villantatori", chiarisco che Invalsi non è il passato remoto di invalere. Trattasi invece dell'Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione.
En tout cas la conclusione è che la gente non sa più scrivere.
La Stampa se ne accorge oggi, 30 giugno? In Valle siamo più avanti, lo sapevamo già da alcuni giorni. Lo testimonia il comunicato qui sotto.

(cliccate sulla foto per leggere)

Sorvolate sulle virgole che mancano, quelle che sono di troppo, lo stile (!) circonvoluto, il valzer degli incisi e delle coordinate, il testo che gratta e fatica, le parole inutili che allungano il brodo.
Cercate the big kahuna.

27 giugno 2010

46 anni or sono

Nel giorno dell'anniversario della sua scomparsa ho cercato di trovare qualche foto di Bruno Salvadori tra quelle che ho recentemente digitalizzato per archiviarle. E' un momento della festa di fine stagione, a Saint-Pierre direi, di quello che si chiamava all'epoca Cral Cogne sezione atletica.

Da sinistra Tonino Boscariol, "il geometra", risponde all'attacco di una strofa chiamata dal dito puntato (di Iky Rollandin) che entra imperioso da destra fuori campo, io sostengo il controcanto, Bruno (era quattrocentista, assieme a Silvio Montini e Angiolino Carello) ci guarda cercando di ricordare le parole della canzone. Umberto Parini tiene la nota divertito.
Niente politica, molta atletica, grande divertimento.

(clicca sulla foto)

18 giugno 2010

meditate, ingegneri, meditate...

Quando si vede uno Space Shuttle sulla rampa di lancio, si notano i due booster attaccati al serbatoio principale; questi due propulsori sono due razzi a combustibile solido o SRB, che sono stati costruiti dalla Thiokol nei propri stabilimenti situati in Utah. Gli ingegneri che li hanno progettati avrebbero voluto farli un po' più grossi, ma gli SRB dovevano essere trasportati in treno con un lungo viaggio dalla fabbrica fino alla rampa di lancio in Florida.
Poiché la rete ferroviaria, nel suo percorso tra lo Utah alla Florida, incontra moltissime gallerie, i razzi dovevano essere costruiti in modo da passarci dentro. I tunnel ferroviari sono poco più larghi di una carrozza ferroviaria, la cui larghezza è a sua volta dettata dallo scartamento dei binari (distanza tra le due rotaie). Lo scartamento standard degli Stati Uniti è di 4 piedi, 8 pollici e mezzo (la stessa misura europea, solo che noi la esprimiamo in millimetri).
A prima vista questa misura sembra alquanto strana. Perché è stata scelta? Perché questa era la misura utilizzata in Inghilterra, e perché le ferrovie americane sono state costruite da progettisti inglesi.

Ma perché gli inglesi le costruivano in questo modo?
Perché le prime ferrovie furono costruite dalle stesse persone che, prima dell'avvento delle strade ferrate, costruivano le linee tranviarie usando lo stesso scartamento.

Ma perché i costruttori inglesi usavano questo scartamento?
Perché quelli che costruivano le carrozze dei tram utilizzavano gli stessi componenti e gli stessi strumenti che venivano usati dai costruttori di carrozze stradali, e quindi gli assi avevano la stessa larghezza e lo stesso scartamento.

Bene! Ma allora, perché le carrozze utilizzavano questa curiosa misura per la larghezza dell'asse?
Poiché, se avessero usato un'altra distanza, le ruote delle carrozze si sarebbero spezzate percorrendo alcune vecchie e consunte strade inglesi, in quanto questa era la misura dei solchi scavati dalle ruote sul fondo stradale.

Ma chi aveva provocato questi solchi sulle vecchie strade dell'Inghilterra?
Le prime strade di collegamento costruite in Europa (e Inghilterra) furono quelle costruite dall'Impero romano per le proprie legioni. Prima di allora non vi erano strade che percorressero lunghe distanze.

E i solchi sulle strade?
I carri da guerra romani produssero i primi solchi sulle strade, solchi ai quali poi tutti i veicoli dovettero adeguarsi per evitare di rompere le ruote.

In conclusione, lo scartamento standard di 4 piedi e 8,5 pollici deriva dalle specifiche originarie dei carri da guerra dell'Impero Romano ed è la misura necessaria a contenere i sederi di due cavalli da guerra.

Morale:
1 - la prossima volta che ti capitano in mano delle specifiche tecniche e ti stupisci per il fatto che le misure sembrano stabilite con il culo, magari hai proprio ragione;
2 - la misura standard adottata nel più avanzato mezzo di trasporto progettato nel XX secolo (i booster dello Shuttle) è stata determinata oltre due millenni fa, prendendo a modello due culi di cavallo!

Meditate, ingegneri, meditate...

17 giugno 2010

bravi, così si stronca la pedofilia...

Legge sulla sicurezza. Emendamento 1707:

"niente obbligo di arresto per chi verrà sorpreso a compiere violenze sessuali "di lieve entità" verso minori."

I firmatari della legge: Maurizio Gasparri (PdL), Federico Bricolo (Lega), Gaetano Quagliariello (PdL), Roberto Centaro (PdL), Sandro Mazzatorta (Lega), Sergio Divina (Lega).

d'altra parte:

24 maggio 2010

il senno del prima

Domani sera (data l'ora, meglio stasera...) conosceremo i risultati di queste elezioni comunali, specie quelli di Aosta, che più contano.
Due gli scenari possibili: vittoria al primo turno della coalizione Union Valdotaîne-Fédération Stellare Della Libertà Alpina-Mini Lega Nord, oppure ballottaggio, risultato della campagna sotterranea per il veto utile.
In caso di vittoria al primo turno la conclamata attrazione fatale di almeno tre dei Consiglieri regionali del PDL per l'UV consentirebbe a quest'ultima di incasssare la vittoria senza dover ingoiare i passati pacta sceleris con il PD ad un costo relativamente accettabile, quanto meno stando alle ripetute dichiarazioni pubbliche dei due presidenti UV (mouvement e Giunta) sul non ingresso bilaterale organico del PDL nella maggioranza regionale, niveaux différents, tout le bazar ecc.
Il fatto che gli stessi possano, eventualmente, forse, magari, chissà, avere ipoteticamente garantito cose assai diverse ai vertici del PDL valdoromano poco conterebbe finché questi ultimi, dall'infatuazione e dall'innamoramento non passassero ad un amore più maturo, il solo che comporterebbe l'auspicato ripristino del pensiero razionale.
Nel frattempo si celebrerebbe l'avvio della stagione delle grandi opere (non disturbiamo il singolare) e, cela va sans dire, dei grandi appalti (non disturbiamo il manovratore). Un aperçu dell'abilità comunicativa dell'Avatar Giordano Bruno si è già avuto con la metropolitana. Chiamarlo termovalorizzatore nobilita un inceneritore? Bene, ecco che la metropolitana diventa people mover. In inglese però people mover significa "che commuove la gente". Gli elettori, che con la metropolitana si erano incazzati, si saranno poi commossi con il people mover?
Se invece (meno probabile) ballottaggio sarà, voleranno gli stracci. Gli elettori non avranno capito, le message ne sera pas passé, grave attentato all'autonomia. La colpa sarà attribuita a quelle forze clandestine plautoduomomassoterapiche dell'envers che, si dirà, già stanno prenotando bambini per mangiarli a Natale. Si chiameranno a raccolta tutte le truppe per l'assalto finale, preceduto però da una breve quanto intensa e generosa campagna di minacciosi acquisti.

Due settimane sono poche, d'accord, ma sotto stress si dà il peglio di sé.
Plombières 2010

17 maggio 2010

vintage sport: l'atletica di quella volta là

Google Alert mi segnala oggi che su YouTube è stato appena inserito questo spezzone Rai del 1969 (io sono il bambino con baffi e occhiali). Mi toccherà archiviarlo assieme alla montagna di foto che da un anno sto digitalizzando.

11 maggio 2010

mucho calor, mucha cerveza

mucho dinero, muchos trabajos
muchos trabajos, muchos contratos
muchos contratos, mucho dinero

13 aprile 2010

octopus dei


fin dal Rinascimento, nottetempo, anonimi poeti attaccano a Roma versi satirici sulla statua di Pasquino. Un tazebao con cui da sempre il popolino dileggia i papalinopotenti della capitale. L'ultima pasquinata:

opus dei
qui tollis pecunia mundi
dona nobis partem

chi conta tace, chi non conta fa la conta

Scorrendo i giornali locali degli ultimi giorni, dove campeggiano commenti e dichiarazioni sulle prossime comunali, soprattutto quelle di Aosta, pare che le dimensioni di foto e titoli siano inversamente proporzionali alla reale capacità dei personaggi d'incidere sulle scelte che contano. Chi conta tace.
Mi sovviene un racconto anni '60 di Woody Allen, Il diario del rivoluzionario Vargas, una parodia delle avventure nella Sierra che portano due fratelli e la loro banda di guerriglieri, per un gigantesco equivoco finale, a scacciare un tiranno fantoccio e prendere il potere.
Quando stremati ("oggi va meglio, riporta il diario, le defezioni sono limitate a quanti sono in grado di camminare...") si tiene un ultimo lungo conciliabolo notturno (decideranno di arrendersi) attorno al fuoco dell'accampamento, Vargas scrive: "...e io assistevo ammirato a come discutevano ed avevano una soluzione per tutti i maggiori problemi del pianeta. E pensare che, fino alla settimana scorsa, facevano tutti e due i lustrascarpe all'Hilton!"

301, facebook follia

venerdì sera un improvviso attacco di febbre. Lasciata la moto al gentile ristoratore, un amico, mi sono fatto riaccompagnare a casa: 40° o giù di lì. Notte, diciamo, non bella, sabato peggio, domenica di m...a, febbrone che non molla. Ieri, lunedì, qualche spiraglio sotto i 39 e comparsa di problemini. Vi risparmio i dettagli.
Per la prima volta in vita mia non sono stato in grado di leggere, guardare la tv. Di computer neanche parlarne. Insonnia vera, h24. Brutto, credetemi.
Ora va un po' meglio, ho acceso il portatile a letto e mi trovo, oltre alla normalposta, 301 messaggi da facebook, trecentouno! Toglietene pure 100 di gente che t'invita ad aderire a qualcosa, a diventare fan di qualcun'altro, roba alla quale per principio non rispondo se non rarissimamente. La gestione degli altri 200 richiede però un numero di ore non compatibile con la mia vita normale.
Aprirli, rispondere a chi ritrovi dopo tanto tempo, o con cui stai sviluppando su fb un discorso fin qui ok), poi accettare la cosiddetta "amicizia" degli altri, e qui parte il casino.
Ringraziare, copiarsi a mano l'email address (facebook non consente, e volutamente, di effettuare un download delle email di tutti i tuoi contatti (chi ha fatto appositi software si è trovato in tribunale), inviare ogni sera gli auguri di compleanno a quelli che sono veri amici, tutto questo costringe a trascurare cose veramente importanti.
Voi come fate?

30 marzo 2010

leggere le percentuali o contare i voti?

Regionali, pensieri in libertà:
- penoso il livido comportamento di Mercedes Bresso dopo il risultato; un po' di sport da giovane le avrebbe insegnato a perdere da signora;
- capire dalle percentuali il "chi sale e chi scende" è impossibile, vanno presi i voti in assoluto, non le percentuali. Due esempi: il PD sarebbe cresciuto in Toscana. Falso: in realtà ha perso oltre centomila voti. La Lega è cresciuta in Piemonte. Falso: nei fatti ha perso sessantamila voti. Sono stati gli astensionisti a gonfiare e sballare le percentuali, è il loro partito il vero vincitore;
- Di Pietro ha rotto la stantia tradizione del "hanno vinto tutti", dichiarando con chiarezza esemplare che il centrosinistra è stato sonoramente sconfitto. Bravo Tonino, una boccata di aria fresca;
- certamente ha perso Gianfranco Fini: novella Penelope dovrà ricominciare da capo a tessere la sua tela;
- Porta a Porta, déjà vu: la maleducazione di Rosy Bindi è sempre più insopportabile. Che sia una quinta colonna del PDL? Ogni volta che apre bocca, il PD sanguina voti.

24 marzo 2010

bataille des rennes

Mentre le tribù (oops, Nations) della British Columbia si sono prodigate nell'organizzazione di Giochi Olimpici e Paralimpici, nel Quebec per le tribù Pat-woo-hah è già iniziata la stagione della "bataille des rennes". Qui sotto una fase della finale dello scorso anno, nel rennodromo di Baie James, dove Bum-been-ah ha conquistato il titolo battendo Thor-meant-ah.


mameli valdôtaines

Medal Plaza senza plaza (indoor plaza?).
Classifiche di squadra premiate prima di quelle individuali.
Assessori assenti chiamati a premiare.
Premiazioni contemporanee in località diverse, con generali, presidenti a assessori che sfidano il principio della non ubiquità...
Medaglia d'oro alla terza e di bronzo alla prima.
Gobbo che non legge il gobbo.
Innovazioni assolute. Riforma del protocollo?
Ma no, semplice protocollo de no s-atre, che non manca di suscitare visibile perplessità nei militari, di solito assai attenti a questi aspetti.
Il nostro inno nazionale è diventato l'ironico mms che tutti si scambiano per sottolineare quanto accaduto durante la premiazione dello slalom gigante maschile, scatenando imbarazzati sorrisini ed eloquenti quanto divertite militari occhiate.
Per una sola medaglia, e mai al momento giusto, l'inno di Mameli è stato suonato ben tre volte.
Oltraggiata, Montagnes Valdôtaines ha abbandonato la sala.
Per carità, nessuna lamentela ufficiale da parte del CISM. A campionato donato non si guarda in bocca...

17 marzo 2010

paese che vai
politically correct che trovi

All'organizzazione dei Giochi Invernali di Vancouver hanno partecipato, mettendo a disposizione il loro territorio e le loro risorse, le quattro nazioni degli Squamish, degli Tsleil-Wauhut, dei Musqueam e dei Lil'Wat, rappresentate da quattro salmoni nella scultura qui sopra (fronte e retro).
Il politically correct è d'obbligo. Non sono indians, bensì natives. Tribe (tribù) non sta bene, nel linguaggio amministrativo si usa band. Loro però si definiscono Nation. Le Nations sono più di trecento e parlano cinquantasei lingue diverse.
Molto vicini alla natura, si affidano allo spirito dei quattro animali sacri: eagle (aquila), bear (orso), whale (balena) e salmon (salmone). Chi più, chi meno, anche tutti gli altri sono abbastanza sacri, dal raven (il corvo) allo howl (gufo), dal beaver (castoro) alla killer whale (orca) ecc.
Le loro comunità sono ricche poiché percepiscono i diritti sul petrolio estratto nei loro territori. Il petrolio non è sacro ma è considerato molto utile alla Nation...
Un'anima la possiede qui però anche il mondo minerale. Lo testimonia questa "pietra intelligente" che gli Squamish hanno preteso che fosse collocata al centro del villaggio olimpico.

16 marzo 2010

grandi interrogativi

per carità, nessuno pretende di sapere chi siamo, da dove veniamo o dove andiamo, ma, almeno, c'è qualcuno che sa dirmi che cosa cazzo stiamo aspettando?

14 marzo 2010

volontari

Silvano è di Treviso e fa il volontario a Vancouver. Ha 66 anni, è qui da trenta. Paracadutista della Folgore, poi elicotterista, fin dagli anni sessanta aveva cercato lavoro all'estero. Argentina, Bolivia, Nigeria, Sierra Leone, Liberia, Norvegia, Danimarca, Oman e almeno altri dieci paesi, quasi sempre nel settore della ricerca petrolifera. Così è finito qui. Piattaforme di trivellazione nell'oceano, poi su al nord nello Yukon e Inuit, fino a Tuk Ya Tuk. Quando si è sposato ha lasciato l'elicottero per l'ala fissa, poi ha lavorato per quattordici anni alla revisione dei motori in officina per Canadian Pacific, oggi Air Canada. Alla fine è diventato specialista di ispezione endoscopica dei motori in pista (engine's proctologist, dice scherzando), per anticipare problemi di trafilaggio, stress alle pale delle turbine e presenza di oggetti o animali estranei prima del decollo. Dallo scorso anno è in pensione. Ama questo paese.
E' convinto che due più due faccia quattro.
Ha nostalgia dell'Italia ma non ci tornerebbe a vivere.

Stefania è di Ivrea e fa la volontaria a Whistler. Originaria di Affori, sposata in Canavese, adora Pila, sua suocera è di Chambave. Avrà circa trent'anni ed è qui da quattro. Ci è venuta con il marito che aveva lavorato nell'organizzazione dei Giochi di Torino 2006 e si è trasferito qui a lavorare per queste queste. Hanno preso casa a Vancouver downtown, ne sono entusiasti perché è comodo, c'è tutto, tranquillità, natura, cultura, una grande comunità italiana, i trasporti sono eccellenti, la qualità della vita è tra le migliori del mondo.
Sperano che due più due faccia cinque: hanno nostalgia dell'Italia, tra poche settimane torneranno a vivere ad Ivrea.

13 marzo 2010

niente sesso sicuro su facebook

i fatti:
- come spesso accade, ricevo su facebook da un amico un link ad un video su YouTube;
- clicco (di solito non lo faccio, ma l'amico è affidabile), la pagina risulta non disponibile, non ci penso, passo ad altro;
- un altro amico mi segnala di avere ricevuto da me un link ad un video YouYTube cliccando sul quale riceve un altolà dal suo antivirus;
- iniziano ad arrivare da molti amici sia segnalazioni che sto sparando in giro un virus, sia pressanti consigli di comperarmi un Mac, più sicuro sotto questo aspetto;
- segnalo il fatto a facebook, modifico la password del mio account e tutte le password dei miei vari account di posta, lancio tre diverse scansioni, in una parola disinfesto il pargolo e notifico il tutto sulla mia facebook-bacheca in modo che tutti siano prudenti;
- continuo a ricevere link da moltissimi amici, che evidentemente sono incappati nello stesso problema.

Apprezzo il consiglio di passare a Mac, ma non serve. In realtà ci sono passato dal gennaio del 1984, proveniente da Lisa e, in precedenza, da Apple II (sono riuscito ad evitare Apple III...). A casa, oltre al mio Mac c'è quello di Lyana, quello di Pilar e un altro di servizio. Laurent e Patrick usano dei portatili Windows, ma vivono a Roma e Rieti, abbastanza lontani... Quando tornano a casa c'è sempre un Mac che li aspetta. Ho poi un portatile linux, altrettanto ostico di Mac per i virus. Ma siccome sono un deficiente, qui a Vancouver mi sono portato un notebook con Windows 7, sia per curiosità sul post-Vista di Microsoft, sia perché in alcuni alberghi non ti puoi collegare se non con Explorer (sul quale vi risparmio ogni mio commento).
Va detto che su questo portatile è installato un antivirus quotidianamente aggiornato (Trend Micro, il figlio di PcCillin), che si è fatto fregare.
Credo però che il vero responsabile sia l'infimo livello di security in facebook, una vera tola di vermi. Ci si aspetterebbe, infatti, che, quando s'invia un messaggio interno a facebook, il suo server verifichi se contiene un virus. Il problema sarebbe così evitato.

Consiglio ai naviganti:
1 - per qualche tempo non aprite nessun link, neanche se ve lo invia la mamma;
2 - per non perdervi cose importanti verificate poi con la mamma se proprio lei vi aveva inviato un link;
3 - meglio ancora, chiedeteglielo con un'email extra-facebook (dal vostro normale programma di posta);
4 - modificate subito la vostra password di facebook seguendo la procedura che trovate cliccando su "account" (alto a destra) sulla pagina "home";
5 - cambiate tutte le password dei vostri account di posta (gmail, libero, tiscali ecc.), non si sa mai;
6 - effettuate una bella scansione di tutto il computer, lasciandogli tutto il tempo che ci vuole;
7 - valutate se è il caso di cambiare antivirus...
8 - passare a Mac non sarebbe una cattiva idea;
9 - sperate in Dio: è dal 1209 che sa scegliere i suoi...

8 marzo 2010

11 febbraio 2010

in carrozza... si riparte!
(per dove?)

Da un po' di tempo l'atletica italiana riparte continuamente. Oggi (vedi prima pagina del sito Fidal), riparte da Ancona:


Era ovviamente già ripartita un paio di settimane fa da Formia:


...e qualche mese fa dal day after di Berlino:


Ripassando i titoli dei comunicati degli ultimi anni, ripartenza è al tempo leitmotiv e parola d'ordine della Fidal, un virus che ha contagiato tutti i settori della federazione, sponsor e comunicazione compresi:



La scuola, poi, non ha mai smesso di ripartire:




Per non parlare del cross:




E la maratona? E' curioso come questi due titoli dell'house organ federale siano del
2006 e del 2007. A che cosa ha portato, questa ripartenza? Ai mondiali di Berlino 2008, dove i nostri maratoneti manco hanno partecipato?




Ora, se le parole hanno un senso, "ripartenza, ripartire ecc." significa ammettere che ci si era fermati, concetto però del tutto assente dalla comunicazione federale. E non sarebbe male se significasse che si sa in quale direzione ci si muove...
Incidentalmente, in tutti i titoli dei comunicati della gestione precedente, nessuna ripartenza. Mai.