Fotografia attuale del Consiglio regionale:
16 consiglieri (45,71%) all'Union Valdôtaine
5 (14,29%) alla Stella Alpina
4 (11,43%) alla Casa delle Libertà
3 (8,57%) alla Fédération Autonomiste
3 (8,57%) ai Verdi Arcobaleno
2 (5,71%) al Part. Dem. (Fontana-Sandri)
2 (5,71%) a Per il Part. Dem. (Ferraris-Fiou)
(le percentuali sono matematicamente precise ma politicamente solo indicative, poiché i seggi attribuiti nel 2003 non corrispondono esattamente ai voti ottenuti, dovendosi condiderare l'effetto della distribuzione dei resti)
Ci sono poi movimenti e partiti non rappresentati in Consiglio:
Renouveau Valdôtain, Vallée d'Aoste Vive, Alleanza Nazionale, Margherita, UDC, UDEUR, Lega Nord, DC per le Autonomie, Italia dei Valori ecc.
l'UDEUR (Mastella) ha già stretto un accordo con la Fédération Autonomiste, Margherita e Italia dei Valori dovrebbero essere compresi nel Patito Democratico, ma in Valle d'Aosta non si sa mai.
Va tenuto conto di alcuni avvenimenti intercorsi dal 2003 ad oggi:
L'Union Valdôtaine conquistò 18 seggi (con il favore dei resti), ma subì l'emorragia Louvin alle successive comunali di Aosta, con la nascita di Aosta Viva, oggi Vallée d'Aoste Vive. Alle successive politiche, dopo aver scalzato Carlo Perrin dalla Presidenza della Giunta, Augusto Rollandin, in coppia con Marco Vierin, perse clamorosamente le elezioni, sconfitto proprio da Perrin, sostenuto dal "Galletto", un cartello delle sinistre con i due gruppi (Louvin e Perrin) usciti dall'Union. Successivamente, in Consiglio Emilio Rini lasciò l'Union e confluì alla fine nella Fédération, e più recentemente il sottoscritto, dal Gruppo dell'Union, cui aderiva ma fin dall'inizio con un'esplicita dichiarazione d'indipendenza, è confluito nella Casa delle Libertà.
La valutazione degli effetti di questi movimenti sull'effettiva distribuzione del consenso ai fini delle prossime regionali non è semplice. Tre elementi, infatti, complicano il quadro:
- l'apparente "rimozione" unionista della sconfitta di Rollandin e la sua successiva nomina a Presidente della CVA (accompagnata dalla nomina di Laurent, figlio di Dino Vierin, a capo dell'Assessorato alla Cultura e Istruzione) con la conseguente conferma della diarchia Rollandin-Vierin a capo dell'Union, che ha impedito a Luciano Caveri di governare come avrebbe voluto.
- L'imprevedibilità di se e quanto peserà sul voto la percezione da parte dell'elettorato della perduta invincibilità di Augusto Rollandin.
La pubblica presa di posizione di Cesal, Presidente del Mouvement, nei confronti della sua candidatura e la durissima lettera pubblica del Vicepresidente Bredy non sarebbero mai state neppure immaginabili nell'era pre-9 aprile 2006.
- le elezioni politiche anticipate, che potrebbero addirittura tenersi prima delle regionali.
Che fare, al posto dei partiti presenti in Consiglio, ma soprattutto di quelli in Consiglio non rappresentati? Presentarsi soli, in coalizione o confluire in una lista esistente?
Proviamo a pensarci, uno per uno.
PRENDRE PARTOUT
METTRE CHEZ-NOUS
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5 febbraio 2008
elezioni 4 - da soli o alleati con chi?
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4 febbraio 2008
elezioni regionali 3 - errata corrige
Contrordine compagni: quanto scritto nei due post precedenti va corretto.
Nel post "elezioni regionali 1 - le nuove regole" il punto 4) va così riscritto (in corsivo la correzione):
"4) ogni lista dovrà prendere al primo turno almeno circa 5.000 voti validi (più precisamente il doppio del quorum per un consigliere) per avere diritto a due seggi in Consiglio. In caso contrario, ma a condizione che la lista abbia preso più di un trentacinquesimo dei voti validi (quorum per un consigliere), la lista non avrà diritto ad alcun consigliere, ma i suoi voti saranno sommati a quella delle altre liste del gruppo (coalizione). Se invece la lista avrà preso meno del quorum per un consigliere, tutti i voti presi saranno persi per la lista;"
Che cosa significa in pratica?
1 - se una lista che fa parte di una coalizione prende più del doppio del "quorum", prende i suoi due o più consiglieri;
2 - se una lista che fa parte di una coalizione prende più del quorum, ma meno del doppio del quorum, non prende nessun consigliere, ma i suoi voti non vanno persi e ne beneficiano gli altri membri della coalizione;
3 - se una lista che fa parte di una coalizione prende meno del quorum tutti i suoi voti sono persi, per lei e per la coalizione.
Nel post "regionali 2 - presentazione liste & sbarramenti", gli ultimi tre paragrafi (che seguono la frase "Giusto, no?" vanno sostituiti con questi:
"...maggioranza). Giusto, no? Si, ma... i 4.500 voti del partito C, essendo inferiori al doppio quorum (4.572) vanno persi per C, che non prende alcun consigliere, e portano vantaggio ad A e B, dando a loro uno o due (dipende dai resti) consiglieri in più di quelli conquistati dalle loro liste. Siccome però per la coalizione i voti di C contano, la percentuale del 52,5%, rimane valida, la coalizzione si aggiudica il premio di maggioranza e non si procede al ballottaggio. Sono ipotesi teoriche, sia ben chiaro, ma assolutamente realistiche".
Ovviamente, anche con questa precisazione, esistono situazioni nelle quali resta valida l'ipotesi illustrata nel precedente post. Ad esempio:
A, B e C sono in coalizione. I voti validi sono 80.000. A prende 28.500 voti (35,63%), a B ne vanno 9.500 (11,88%) e C chiude a 2.250 (2,81%). Totale per la coalizione 40.250 (50,31%). La coalizione avrebbe diritto al premio di maggioranza (21 consiglieri). Siccome però C è sotto il quorum per un consigliere (2.85), tutti i suoi voti sono persi anche per tutta la coalizione. Risultato: la percentuale totale scende al 48,87% e la coalizione va la ballottaggio e, se le va bene, prenderà 18 seggi.
Più tirata, ne convengo, ma ci sta.
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3 febbraio 2008
elezioni regionali 2 - presentazione liste & sbarramenti
Per presentare una lista con il proprio simbolo si dovranno raccogliere 1.000 firme presso un notaio (erano 500 nella legge del 1993), salvo che non ci si presenti con la denominazione e il simbolo di un gruppo esistente in Consiglio (Gruppo Misto escluso).
Raccogliere mille firme con le caratteristiche richieste (moduli, notaio, ecc.) non è facile come sembra, e costituisce un primo sbarramento alla proliferazione delle piccole liste e una spinta all'aggregazione dei piccoli movimenti, o di quei partiti che, pur consistenti sul piano nazionale, (ad esempio UDC e Lega Nord, ma non solo) in Valle dovrebbero confluire nelle liste a loro politicamente più affini.
Le cose si complicano con il secondo sbarramento: il quorum. Ogni lista presente con un suo simbolo deve prendere almeno i voti necessari a conquistare due consiglieri. Ciò equivale a poco meno di 5.000 voti (il quorum esatto si può calcolare solo dopo i risultati, conoscendo l'affluenza al voto, i voti validi ecc.). Ma attenzione: i voti di ogni singola lista che non raggiunga il quorum dei due consiglieri sono completamente persi, sia per la lista che per la coalizione della quale facesse parte.
Esempio: al programma comune X aderiscono tre partiti (A, B e C), per cui sulla stessa colonna della scheda elettorale si trovano i tre simboli di questi partiti, ognuno con lo spazio per esprimere tre preferenze. Supponiamo che siano espressi 80.000 voti validi. Il quorum per due consiglieri sarà allora 4.572.
Supponiamo inoltre che nel primo turno il partito A prenda 28.000 voti (il 35,00%), B prenda 9.500 voti (il 11,88%) e C prenda 4.500 voti (il 5,63%).
La coalizione otterrebbe perciò in totale 42.000 voti, il 52,50%, e avrebbe diritto a 21 consiglieri (premio di maggioranza). Giusto, no?
No.
No, perché i 4.500 voti del partito C, essendo inferiori al quorum (4.572), vanno persi. I voti validi scendono allora da 80.000 a 75.500, e il totale della coalizione a 37.500, solo più il 49,67% dei voti rimasti validi, anche se la percentuale di A e di B è cresciuta (rispettivamente 37,09% e 12,58%).
Quindi la coalizione non supera il 50%, va al ballottaggio e nella migliore delle ipotesi porta a casa solo 18 consiglieri...
Se invece il movimento C avesse rinunciato a presentare una propria lista e si fosse presentato nella stessa lista di A (chiedendo alcuni posti), e così facendo vi avesse "aggiunto" i propri 4.500 voti - eventualmente anche meno -, tutti questi voti sarebbero stati conteggiati ai fini dell'assegnazione dei seggi.
Sono ipotesi teoriche, sia ben chiaro, ma assolutamente realistiche.
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2 febbraio 2008
elezioni regionali 1 - le nuove regole
Con lo scatenamento del can can sulle candidature, che agita ormai i giornali valdostani, è ufficiosamente iniziata la campagna per le elezioni regionali, la cui data probabile è il 25 maggio.
La legge votata dal Consiglio regionale lo scorso anno modifica radicalmente alcuni meccanismi e mette partiti e movimenti di fronte a due interrogativi:
- presentare una propria lista o inserire propri candidati in liste più grandi?
- allearsi o no con altre liste, e a quali condizioni? ecc.
Queste le nuove regole di base:
1) per presentare una lista si dovranno raccogliere 1.000 firme presso un notaio;
1 bis) i gruppi presenti nel Consiglio regionale uscente possono presentare una lista senza raccogliere le mille firme (aggiunto qui il 3 febbraio, inizialmente non inserito perché non è una nuova regola);
2) ogni genere dovrà essere rappresentato da almeno il 20% di candidati (in pratica ogni lista di 35 dovrà candidare almeno sette donne);
3) a seconda dei risultati potrà esserci o no un secondo turno di voto (ballottaggio) a distanza di quindici giorni (ecco perché il 25 maggio);
4) ogni lista dovrà prendere al primo turno almeno circa 5.000 voti validi (più precisamente il doppio del quorum per un consigliere), in caso contrario tutti i voti presi saranno persi;
5) le liste potranno presentarsi singolarmente, oppure aderire ad un programma comune ed apparire, sulla scheda elettorale, nella stessa colonna (non si è avuto il coraggio di chiamarle coalizioni, ma è ciò che sono in pratica; di qui in avanti, per capirci, noi le chiameremo così);
6) nel caso che nessuna coalizione o singolo partito il 25 maggio ottenga più del 50% dei voti validi, si andrà al ballottaggio, al quale parteciperanno però solo le due coalizioni o singoli partiti classificatisi primo e secondo al primo turno;
7) nel caso che una coalizione o singolo partito abbia ottenuto più del 50% dei voti al primo turno, qualora dalla ripartizione dei seggi gli spettino in prima battuta 18, 19, 20 o 21 seggi, gliene saranno comunque assegnati 21 (premio di maggioranza a tetto fisso, ossia che si riduce quanti più seggi si prendono);
8) nel caso che una coalizione o singolo partito abbia ottenuto più del 50% dei voti al primo turno, se dalla ripartizione dei seggi gli spetteranno in prima battuta più di 21 seggi, prenderà tutti quelli che gli vengono (22, 23, 24 ecc.) senza alcun premio di maggioranza;
9) in caso di secondo turno, la coalizione o il partito che vincerà il ballottaggio prenderà 18 consiglieri secchi.
Commenti e domande, poi andremo avanti.
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31 gennaio 2008
la baronessa Tina
mentre scorro i commenti al post sulla formazione, seguo "uno mattina" sulla finestrella tv del mac. Gianfranco Vissani sta spiegando, assieme allo chef Nicola Batavia, che spadella ai fornelli, tutte le alternative per non fare la fonduta con la fontina. Nessuna critica viene espressa alla fontina, ovviamente, ma elogi a ripetizione per tanti altri formaggi che renderebbero la fonduta più leggera, deliziosa, ecc.
Ad un certo punto dice, del formaggio che sta sciogliendo: "Questa fontina, per carità, io la chiamo fontina, ma siamo d'accordo, è un altro formaggio...". Poi via con formaggio Stelvio, Toma della Val di Susa ecc. fino a quanto un certo Renzo Fantucci, commerciante, spiega tutto sulla fontina d'alpeggio, che diventerebbe amara quando è stagionata per più di sette otto mesi e che si riconoscerebbe solo dal colore...
Durante tutta la trasmissione nessun cenno mai alla Valle d'Aosta.
Probabilmente, secondo Vissani, il nome fontina deriva da una baronessa austriaca. Von Tina, per l'appunto.
Saveurs du Val d'Aoste. Cercatevi il podcast.
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29 gennaio 2008
25 gennaio 2008
la violenza non serve
molto, molto interessante, cliccando qui, sul blog di Luigi De Marchi (il blog del solista), il post del 21 gennaio, intitolato "Certo, bisogna contrapporsi all’Islam, ma la violenza non serve", interessante commento ad un editoriale di Maria Giovanna Maglie.
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livres de chevet
quattro consigli quattro per arredare il comodino.
Di Al Gore, l'uomo che perse le elezioni vincendole (e che elezioni!), tutto sapete. Nobel, Oscar, non si fa mancare nulla. Come tutti i libri dei partigiani vale la pena di essere letto.
Quella di Claudio Sabelli Fioretti a Cossiga è un'intervista capolavoro, a tratti esilarante. Chiaro, Francesco Cossiga aiuta, ma il libro si legge in un fiato ed ha ulteriormente rafforzato la mia stima per lui.
La casta dei giornali di Beppe Lopez è un instant book per certi versi à la Travaglio. Va fino in fondo, scava sui fatti denunciati e messi alla luce da Milena Gabanelli in tv a Report. Cose da sapere e mai dimenticare quando si legge un giornale.
Un must anche Contro le tasse di Oscar Giannino.
La tesi, ripresa recentemente da Giavazzi sul Corriere della Sera, è qui accompagnata da precisi riferimenti e dimostrazioni. Il calo dell'imposizione fiscale è l'unico modo che, liberando capacità di spesa delle famiglie e d'investimento per le imprese, può consentire la crescita del paese facendo assieme crescere il gettito fiscale nel medio periodo. Togliendo però in una prima fase alla politica l'ossigeno, si renderebbe inevitabile un calo della spesa pubblica, che le imposte invece non fanno che alimentare, nutrendo l'eurovora casta che ci massacra.
24 gennaio 2008
formazione locale
l'ineffabile Sandro Camera è ben noto per i suoi quotidiani pensieri ed omissioni con i quali guida per mano i lettori de La Stampa locale orientandoli verso la via della luce e della saggezza politica, quasi ritenesse che abbiano più bisogno di essere formati che informati.
Poiché non perdo occasione di sottolineare questi trucchetti da neo-giorn, il prode Sandro reagisce escludendomi sistematicamente dal suo orizzonte degli eventi, delimitato dalle pagine del suo quotidiano. A dire il vero qualche volta mi cita, se ciò può danneggiarmi. Questa, almeno, è l'impressione che si ricava dalla lettura dei suoi articoli.
Devo dire che la sua puntuale attenzione alla disattenzione nei miei confronti mi onora e mi diverte, in quanto è talmente palese da ottenere l'effetto contrario.
Poiché però talvolta esagera, il nostro gruppo ha ritenuto oggi necessario scrivere al Direttore Giulio Anselmi, al capo redattore di Aosta e al caro Sandro Camera. Cliccare qui.
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23 gennaio 2008
per topo,
nei suoi lirici commenti al post "vediamo domani" e soprattutto nelle sue affettuose considerazioni nei miei confronti, topo (d'appartamento, di fogna, ragno, gigio ecc. a seconda di come si firma di volta in volta), dimostra di non avere letto qui sotto l'ultimo "cell blog - rassegna in volo", oppure di non essersi andato a guardare il relativo bonsai ivi citato. Vi affliggo perciò riproponendovi il bonsai. Mi rendo conto che non tutti, topo compreso, leggono La repubblica. Chi si rileggerà il cell blog capirà forse meglio il mio pensiero.
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brodino nobilitato
lunedì sera in una trattoria romana ho avuto modo d'imparare a mie spese che una "tagliata di frutta" non è altro che una banale macedonia di frutta venduta al prezzo di una tagliata di Aberdeeen Angus.
La vecchia storia del consommé royal à la bordelaise, che mama grand chiamava brodino.
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21 gennaio 2008
vediamo domani...
a Montecitorio con Mario Pescante, verso le sei, siamo stati investiti da una raffica di telefonate a senso unico: Mastella ha tolto l'appoggio al Governo. E' crisi. Siccome però mancano ancora alcuni passaggi, vediamo domani.
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cell blog - rassegna stampa in volo
Corriere della sera:
Acuto editoriale di Francesco Giavazzi ("Giù le tasse ora o mai più"), che in un passaggio evoca una tesi di Oscar Giannino ("Contro le tasse", libro da non perdere, di cui da qualche giorno mi riprometto di scrivere), il concetto che solo riducendo le tasse si può costringere i politici a diminuire la spesa pubblica. Detta così pare strana, ma leggetevi il libro di Giannino e ne riparliamo.
Meditate poi sulla lettera aperta di Francesco Cossiga al presidente Giorgio Napolitano (pag. 6). E rimeditateci quando, domani e dopodomani, verificherete che nessuno avrà il coraggio di smentirne il contenuto. Incidentalmente, desta meraviglia e preoccupazione il bavaglio messo dai media a Cossiga e alle sue iniziative (ieri si è autodenunciato per avere raccomandato in Rai Bianca Berlinguer e Federica Sciarelli).
Piuttosto insipida questo lunedì La Stampa. Merita attenzione solo pag.23, con la notizia del raddoppio delle tasse comunali negli ultimi 5 anni. Provate ad aggiugere multe, APS e telcamere e il quadro si farà ancora più chiaro (o fosco). Incomprensibile il trafiletto a pag. 20 ("Terni - Don Gelmini telefona dal Costarica"). Chi vi ravvisasse una notizia lo segnali in un commento. A meno che la notizia sia che Don Gelmini "ha scelto la sede costaricense della sua comunità per riprendersi dai problemi cardiaci che lo avevano colto lo scorso mese..." Peccato che non abbia aperto una sede della sua comunità alle Maldive o alle Seychelles, si sarebbe potuto curare ancora meglio.
La Repubblica sfodera un errore: a pag. 7 in basso una didascalia (imitazione in tv") attribuisce la foto all'imitazione che Max Giusti avrebbe fatto di Mastella ieri a "Quelli che il calcio", mentre chi ha visto la tv sa che si trattava dell'imitazione di Stefano Ricucci, in onda per tutto il pomeriggio. Il bonsai di Sebastiano Messina (pag. 11) è assai gustoso. Soprattutto poi se nel virgolettato finale alla parola UDEUR se ne sostituisce una a noi qui più cara.
Per il resto su tutte le testate il 2-1 del derby Ratzinger-Bernardini, Cremaschi che si dimette (ci rattrista assai), Prodi che metterà mano alla riforma della contrattazione (si può sempre peggiorare), Pecoraro che non molla (Scanio non si sa), Mastella che canticchia motivi di Fred Bongusto, Hillary che scatena gli ispanoamericani contro Barack Obama, rischiando d'innescare dinamiche pericolose.
Se riuscite, procuratevi il podcast di "radio anch'io" di stamane. Perrin difende le prerogative delle autonomie speciali, Raffaele Costa le massacra (ha fondato "tutti o nessuno" considerandole privilegi), un assessore regionale siciliano (mi pare un dénommé De Coro), esilarante e degno di Zelig, dà lezioni di politica. Se lo trovo lo metto qui. Antonio Albanese, in confronto, non è nessuno.
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19 gennaio 2008
18 gennaio 2008
bentornato
Massimo Gramellini è tornato dalle ferie e la prima pagina de La Stampa ha ripreso verve.
Sono certo che non vi siete persi lo stupendo gramellino di mercoledì. Il mio unico rimpianto è di non essere stato capace di scriverlo io.
Comunque rigodetevelo cliccando su a destra.
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autostrada autonoma a tariffa speciale
Si stanno raccogliendo le firme per chiedere più sicurezza sulla strada statale 26. Malgrado i costanti miglioramenti del percorso sta, infatti, aumentando in modo preoccupante il numero degli incidenti, troppo spesso mortali.
Il volume del traffico, infatti, cresce in modo più rapido del ritmo di adeguamento alle necessità di sicurezza di chi percorre la statale, liberamente frequentata da pedoni, ciclisti e ciclomotori, oltre agli autocarri, autoveicoli e motociclette.
La repressione della guida in stato di ebbrezza può aiutare a ridurre gli incidenti, specie notturni, ma il problema resta il costo dell'autostrada, che ne impedisce di fatto l'uso ai pendolari. Per recarsi quotidianamente al lavoro, neppure i valdostani possono più permettersi il lusso di utilizzare l'autostrada più cara del mondo.
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16 gennaio 2008
Ceppaloni, begli animaloni...
Bassolino non si dimette.
Jervolino non si dimette.
Clemente si dimette, Prodi lo riammette.
Allora Clemente ridiventa Klemente e forse ci si rimette.
Il Consiglio regionale campano si dovrà riunire a Ceppaloni, a casa Mastella perché, agli arresti domiciliari, Sandra Lonardo non si dimette.
La monnezza a Napoli raggiunge alte vette. Tutta l'Italia ci rimette.
Ce li hanno fatti a fette.
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laicità o laicismo?
La Pontificia Università Cattolica dell'Ecuador, al termine della sua "lectio magistralis" ha conferito a Fausto Bertinotti la laurea honoris causa.
Professori e studenti dell'Università laika "La Sapienza" di Roma non gradiscono neppure la semplice presenza del Pontefice.
Sapienza de che...?
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14 gennaio 2008
apartheid

Tanti anni fa, nel consiglio di amministrazione di In.Va. SpA, qualcuno (si discuteva di assunzioni) disse: "Solo a tempo pieno, niente apartheid...". Uno strafalcione promosso al rango di profezia oggi da Pietro Ichino sul Corriere della Sera, che in prima pagina (con seguito all'interno) definisce proprio apartheid la politica "duale" dei sindacati che, difendendo ad oltranza la casta dei lavoratori inamovibili, operano una sorta di razzismo nei confronti dei giovani disoccupati brandendo l'articolo 18.
Il tono si alleggerisce poi, sempre in prima pagina, con Emilio Giannelli:
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avviso ai latitanti (nota di servizio)
in realtà il latitante sono io, molti si lamentano di non trovarmi al 393-948-9885.
Chiamatemi piuttosto allo storico 335-392-145 (esatto, sei numeri...).
E se non riuscite a beccarmi (riunioni, ecc.), non fatevi fregare da eventuali segreterie telefoniche (non le uso), meglio un sms. Giuro che richiamerò.
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neologismi

partendo da "catto-comunisti" fu coniato anni fa il più sintetico cattocom. Dagli Stati Uniti arrivarono i neocon; fu poi la volta dei teodem (una delle tribù del popolo dei cattodem). Inventai tempo fa lì per lì i neogiorn per illustrare il perverso uso delle virgolette da camera. Oscar Giannino ha coniato ora tassassassini (che chiamerei più precisamente tassﺣﺸﺎﺸﻴﻦ).
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11 gennaio 2008
Cell blog - rassegna stampa in volo
Su tutti l'editoriale di Piero Ostellino sul Corriere della Sera (''Un tuffo nel passato''): tosto da leggere, ma di grande interesse.
Sempre sul Corriere ''De Gennaro e i conti ballerini'', richiamo in prima e articolo a pag. 14, e per i patiti del gossip politico a pag. 15: ''Bordon: 'aiuto' mia moglie? No, lei è di rango''.
La Repubblica evidenzia meglio degli altri il contrasto tra Prodi e Padoa Schioppa sugli sgravi fiscali (''mancano le risorse'' dice TPS, ''le troveremo prima", ribatte Prodi). Nel frattempo è in arrivo, pare, un nuovo tesoretto, oltre alla tassazione delle rendite finanziarie.
Bel risalto dà Repubblica allo sfogo di Ilda Boccassini (''siamo diventati una corporazione, serve pulizia tra di noi''). Da non perdere assolutamente ''diciotto contro uno'', gustoso bonsai di Sebastiano Messina a pag. 8.
Irriconoscibile Arrigo Levi nel suo editoriale su La Stampa. Per controprova scambiate in alcuni passaggi Italia e Stati Uniti...
Prima pagina de L'Unità: "Il Papa attacca Veltroni".
In generale, su tutti i giornali le diverse posizioni di Ben Bernanke (Fed) e Jean Claude Trichet (Bce): il nostro si sta dando da fare per portare l'euro ben oltre il dollaro e cinquanta. No buono.
Protagonista indiscusso il reggiseno di Mez e il (i) Dna che ospita. Sta facendo cadere Cogne nell'oblio.
10 gennaio 2008
in apnea fino a domenica
All'alba parto per Roma. Riemergo domenica mattina.
Consiglio concluso mezz'ora fa, ho anticipato ad oggi il deposito di due iniziative. Chi fosse interessato le trova qui. La prima riguarda la comunicazione istituzionale, la seconda è un po' più pesante da leggere.
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9 gennaio 2008
pillole di fine anno - 5 (fine) - belle figure a costo zero
Archiviamo il 2007 attribuendo ex-aequo gli oscar per le belle figure a costo zero.
Sul piano nazionale l'indiscusso vincitore è Lamberto Dini, principe del penultimatum. Lo sottolinea oggi anche Mattia Feltri su La Stampa: Dpef, welfare, usuranti, incapienti, rendite finanziarie, finanziaria, tutti semidurissimi semicazzutissimi semiukase. Un vero capolavoro poi i famosi sette punti di fine anno (o Prodi dice si o stavolta è crisi). A guardarli bene, però, tutti con scappatoia sul retro. Gennaio era il Piave, si è spostato ieri di tre mesi, anche se l'anno resta da stabilire. In confronto Clemente è un dilettante.
Sul piano regionale l'oscar va a coloro che ci hanno tenuto a comunicare forte e chiaro che "loro" fanno beneficenza, per la precisione il 2,5% del loro emolumento, ben spalmato su più iniziative per soddisfare tutte le esigenze del mercato della bontà.
I nostri vecchi ci avevano insegnato a fare del bene senza clamore. Ognuno di noi aiuta il prossimo come meglio può, senza stoppare la sua generosità al 2,5%. Pochi hanno però il becco di farci una conferenza stampa. Così ora sappiamo che hanno destinato quasi 71,43 euro ai familiari di ognuno dei morti nel rogo della ThyssenKrupp.
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7 gennaio 2008
aggiornamento neoplurali
Claudio Barbaro, che rappresenta in Giunta Coni gli Enti di promozione sportiva, ispirato da camii, frighi, naili ecc. mi segnala due neologismi romani: purmi (plurale di pullman) e firmi (più di un film).
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pillole di fine anno - 4 - alla frutta
La monnezza campana dimostra una volta di più che in Italia l'emergenza non può essere affrontata con strumenti ordinari, quali appunto sono, al di là del nome, i commissari straordinari. Dalla poltiglia civile di Giuseppe De Rita siamo in Campania alla poltiglia incivile, un melmoso brodo primordiale dove la delinquenza prospera nutrendosi di garanzie democratiche in cambio del consenso elettorale per chi legittima le sue porcherie.
Dove il potere dello Stato e quello della criminalità organizzata mirano al controllo dello stesso territorio la possibilità sono solo due: o si fanno la guerra o si accordano.
La seconda.
Questa è l'amara sintesi di certo nostro sud, diciamocelo.
Non si tratta di destra o di sinistra, a tutte e due per governare servono i voti, a tutte e due li possono garantire solo camorra, n'drangheta, mafia e sacra corona unita, il vero cancro di questo paese (e non mancano le metastasi).
La politica non funziona? Mandiamo il commissario. E con quali strumenti? Il solo potere di dare ordini ad un'amministrazione che rimane agli ordini della politica che non funziona, così fallisce e possiamo sostenere che la soluzione è tornare alla politica, e via da capo? Ridicolo.
Se la politica ha ormai inequivocabilmente optato per un accordo con la camorra in cambio dei voti (perché questo è il problema, tutto il resto è letteratura), sospendiamo la politica, tutti a casa.
Servono i militari? Allora codice e regole militari, questi gli strumenti per un commissario,
non il dover chiedere sommessamente a Bassolino e Russo Jervolino e ai sindaci che si rivoltano (di qualunque parte politica siano) che, per favore, facciano finalmente quello che hanno da tempo deciso di non fare, che vedano finalmente quello che hanno da tempo deciso di non vedere. Finita la guerra si potrà tornare al diritto e alle garanzie di pace.
Reset.
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3 gennaio 2008
pillole di fine anno - 3
Aborto di una carismatico-ereditaria democrazia annunciata, l'assassinio politico di Benazir Buttho
smaschera la grande illusione occidentale di poter e saper esportare civiltà. In Kenya si brucia una chiesa piena di fedeli solo perché i risultati delle elezioni non soddisfano. In confronto ultimamente Ahmadinejad pare un'educanda:
a differenza di Musharraf lui l'atomica non ce l'ha ancora. Attentati in Turchia. La Cina è cresciuta anche nel 2007 di quasi l'11%, l'India dell'8%.
Il petrolio ha sfondato i 100 dollari a barile. Chavez e i nigeriani si scapezzano, Putin esulta ma riflette.
Gli effetti di tutto ciò rischiano di essere deflagranti.
Non mi sembra di respirare qui una grande consapevolezza, in fondo nel 2007 il Casinò ha incassato 714.000 euro in più (ma quanti milioni ha perso?), e, soprattutto, l'Ansa ci rincuora: "...l'azione del governo valdostano "é stata nel complesso positiva". Lo scrive il capogruppo del Consiglio Valle, Marco Vierin, in un articolo pubblicato sull'ultimo
numero del periodico La Stella Alpina".
Una notiziona...
Ben oltre le veline. siamo ormai alla rassegna stampa della non stampa.
Finché le paratie stagne tengono, balliamo pure.
(ci sono volte in cui ci si sente cretini...)
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Eddy
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Etichette: cina, democrazia, dittatura, elezioni, energia, politica
2 gennaio 2008
pillole di fine anno - 2
Le statistiche sulla lettura sono, secondo Enrico Vaime, un eccellente indice di valutazione dell'ignoranza nazionale. Un autorevolissimo istituto di ricerca afferma che:
- nel 2007 il 62% degli italiani non ha letto neanche un libro;
- il 30% manco ne ha preso in mano uno per sbaglio;
- il 20% dichiara di non leggere poiché i libri gli ricordano la scuola;
- per il 60% la lettura è una perdita di tempo.
Dove si collocheranno parlamentari, amministratori, tutti coloro insomma che ci governano?
Fate un po' voi.
Pubblicato da
Eddy
2
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per una casa in centro
Il blog di Clemente Mastella (per un paese al centro) non brilla certo per disponibilità ai commenti non allineati ("C'è una sola regola di navigazione qui dentro: l'educazione. Pertanto non risponderò a commenti anonimi o che contengano insulti. Inoltre non commenterò con i giornalisti, durante la giornata, le cose che scrivo in questo mio spazio").
Sono tosto scattate le controffensive: ecco il libero contro-blog Clemente Pastella (per una casa al centro). Da non perdere.




