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3 febbraio 2008

elezioni regionali 2 - presentazione liste & sbarramenti

Per presentare una lista con il proprio simbolo si dovranno raccogliere 1.000 firme presso un notaio (erano 500 nella legge del 1993), salvo che non ci si presenti con la denominazione e il simbolo di un gruppo esistente in Consiglio (Gruppo Misto escluso).
Raccogliere mille firme con le caratteristiche richieste (moduli, notaio, ecc.) non è facile come sembra, e costituisce un primo sbarramento alla proliferazione delle piccole liste e una spinta all'aggregazione dei piccoli movimenti, o di quei partiti che, pur consistenti sul piano nazionale, (ad esempio UDC e Lega Nord, ma non solo) in Valle dovrebbero confluire nelle liste a loro politicamente più affini.
Le cose si complicano con il secondo sbarramento: il quorum. Ogni lista presente con un suo simbolo deve prendere almeno i voti necessari a conquistare due consiglieri. Ciò equivale a poco meno di 5.000 voti (il quorum esatto si può calcolare solo dopo i risultati, conoscendo l'affluenza al voto, i voti validi ecc.). Ma attenzione: i voti di ogni singola lista che non raggiunga il quorum dei due consiglieri sono completamente persi, sia per la lista che per la coalizione della quale facesse parte.
Esempio: al programma comune X aderiscono tre partiti (A, B e C), per cui sulla stessa colonna della scheda elettorale si trovano i tre simboli di questi partiti, ognuno con lo spazio per esprimere tre preferenze. Supponiamo che siano espressi 80.000 voti validi. Il quorum per due consiglieri sarà allora 4.572.
Supponiamo inoltre che nel primo turno il partito A prenda 28.000 voti (il 35,00%), B prenda 9.500 voti (il 11,88%) e C prenda 4.500 voti (il 5,63%).
La coalizione otterrebbe perciò in totale 42.000 voti, il 52,50%, e avrebbe diritto a 21 consiglieri (premio di maggioranza). Giusto, no?
No.
No, perché i 4.500 voti del partito C, essendo inferiori al quorum (4.572), vanno persi. I voti validi scendono allora da 80.000 a 75.500, e il totale della coalizione a 37.500, solo più il 49,67% dei voti rimasti validi, anche se la percentuale di A e di B è cresciuta (rispettivamente 37,09% e 12,58%).
Quindi la coalizione non supera il 50%, va al ballottaggio e nella migliore delle ipotesi porta a casa solo 18 consiglieri...
Se invece il movimento C avesse rinunciato a presentare una propria lista e si fosse presentato nella stessa lista di A (chiedendo alcuni posti), e così facendo vi avesse "aggiunto" i propri 4.500 voti - eventualmente anche meno -, tutti questi voti sarebbero stati conteggiati ai fini dell'assegnazione dei seggi.
Sono ipotesi teoriche, sia ben chiaro, ma assolutamente realistiche.

8 commenti:

  1. bruno courthoud4 febbraio 2008 01:29

    Se così è, ho l'impressione che la norma la quale considera voti non validi (se avessi votato scheda bianca sarebbe stata la stessa identica cosa), abbassando il totale dei voti validi, con tutte le relative ripercussioni, quelli espressi regolarmente per liste che non raggiungano poi il quorum, pur facendo parte di una coalizione, sia una norma di dubbia costituzionalità (il mio voto regolare per una coalizione o per un programma viene assimilato ad un voto non valido).

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  2. Non c'è più sordo di chi non vuole sentire . Che senso ha esporre qui ciò che eddy si guarderà poi bene dall'analizzare : tanto poi lui fuggirà a proporre la discussione sulle varie tecniche di autoerotismo diffuse tra le formiche rosse della guinea bissau .

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  3. Mi pare che il risultato necessario per portare i propri voti alla coalizione non sia quello relativo al quorum per avere degli eletti, ma quello necessario ad avere UN eletto.
    In ogni caso si tratta di una norma che ha, forse, qualche profilo di incostituzionalità, poiché potrebbe consentire il paradosso che la coalizione che ha raggiunto il maggior numero di voti ottenga meno eletti, letteralmente buttando via tutti quei suffragi di liste che non raggiungono il minimo,
    Al di là di ogni altra considerazione, la legge che anche tu, caro Eddy, hai votato è un pasticcio. E pare costruita apposta per perpetuare lo status quo.

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  4. bruno courthoud4 febbraio 2008 10:21

    Il motivo per cui, nelle esemplificazioni, tu faccia sempre riferimento a 3 liste o programmi (A, B, C) (e non ad es. a 2) è 1) casuale 2) un auspicio 3) un dato di fatto 4) un presupposto praticamente insito nella stessa legge elettorale?

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  5. martello,
    potresti avere ragione, sto verificando. Se è così riproporrò l'esempio con altre percentuali per vedere se l'anomalia resta possibile.

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  6. bruno,
    non è casuale. Il ragionamento, e lo faremo poi più a fondo, è sull'alleanza UV, SA e FA.

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  7. bruno,
    non credo che esistano profili d'illegittimità costituzionale. Con ciò non voglio dire che intendo che si tratti di una buona legge, l'articolo in questione (il 50) non l'ho votato.

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  8. Alberto Grisero - Aosta4 febbraio 2008 16:41

    Premesso che questa legge regionale sembra avere sul serio profili di incostituzionalità, premesso anche che soltanto in questa provincia delle banane-valdostane si possono verificare simili situazioni da "caprone che scende dai 4mila"...
    mi tocca rifare marcia indietro circa il post precedente: a questo punto, al mio amico Giancarlo Borluzzi, riconverrebbe mettersi in lista con la Casa delle Libertà e non presentarsi da solo. Temo solo che, vista la contingenza, sia la stessa C.d.L. a rifiutare una sua candidatura scomoda. E' evidente che l'Union Valdotaine crede già di avere vinto, con tre mesi e mezzo d'anticipo (sic!) Vogliamo dirla tutta? Mi auguro che si creino le condizioni affinché la Regione sia commissariata, per un paio d'anni, da Roma.

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