PRENDRE PARTOUT
METTRE CHEZ-NOUS
____________

14 gennaio 2008

neologismi


partendo da "catto-comunisti" fu coniato anni fa il più sintetico cattocom. Dagli Stati Uniti arrivarono i neocon; fu poi la volta dei teodem (una delle tribù del popolo dei cattodem). Inventai tempo fa lì per lì i neogiorn per illustrare il perverso uso delle virgolette da camera. Oscar Giannino ha coniato ora tassassassini (che chiamerei più precisamente tassﺣﺸﺎﺸﻴﻦ).

23 commenti:

  1. valle a sghimbescio14 gennaio 2008 15:54

    In tema con la discussione : PdL . Come si può giudicare tale nome se attribuito a chi non lo merita ? Il governo Prodi , con Rifondazione Comunista dentro , ha impugnato la legge sui maestri di sci perchè illiberale . Non che i pareri del governo siano oro colato , si vedrà , ma tu non avevi votato tale legge ?

    RispondiElimina
  2. valle a sghimbescio14 gennaio 2008 18:05

    Errato : sui maestri di sci avete votato giusto . Ma il giudizio negativo sul PdL valdostano resta : tacete sullo Stsatuto che vuole l'UV , sull'intesa Stato-Regione per non cambiare nulla in senso liberale e avete proposto un solo test di francese anche se dovevate , liberalmente , agire per la libertà di scelta linguistica che nulla toglie alle persone in buona fede . Capranica in Valle ha ricordato che anche nelle ex-colonie francesi dell'Africa nera ormai si parla inglese e il francese è lì finito nel cestino proprio come in Valle .

    RispondiElimina
  3. Alberto Grisero - Aosta14 gennaio 2008 18:20

    Approfitto dell'occasione per chiedervi chi siano, esattamente, i neocon, i teocon, e i teodem. Per quanto riguarda la serata con Caprarica (che è più antifrancese di quanto Sandokan, per noi adolescenti della seconda metà degli Anni '70, fosse anti-inglese!) penso proprio che l'Union Valdotaine non abbia gradito più di tanto l'articolo della Stampa (pagine locali, ovviamente) con annesso sottotitolo dedicato proprio alla scomparsa della lingua francese nelle ex colonie di Parigi e con l'ironia che il giornalista Rai ha fatto sulla Valle d'Aosta!

    RispondiElimina
  4. valle a ramengo,
    1 - non ho votato a favore della nuova legge per i maestri di sci e l'ho scritto anche su questo blog. Ritengo, come ho detto in aula, che contenga dei profili d'illegittimità.
    2 - ritengo che tu ti riferisca a Caprarica, oppure non capisco.

    RispondiElimina
  5. per neocon, teocon e teodem ho lasciato appositi link nel post, che rinviano a wikipedia o altrove per approfondire. In sintesi comunque i neocon sono i nuovi conservatori americani (à la Newton Gingrich, per intenderci), i teocon i cristiani conservatori (protestanti in USA, cattolici in Italia, ma non solo), e i teodem sono i cattolici di sinistra (Binetti, Bindi). Mi scuso per l'eccesso di semplificazione.

    RispondiElimina
  6. valle a ramengo14 gennaio 2008 19:45

    Caprarica e non Capranica , sicuro . Ma il senso è chiaro , a differenza del pensiero di Eddy Ottoz sul francese liquefatto sotto il sole africano come in regione .

    RispondiElimina
  7. e quando mai ho espresso il mio pensiero sul francese?

    RispondiElimina
  8. bruno courthoud15 gennaio 2008 00:43

    mitologia locale: agricoltura (2% del pil, se non erro), francese (inchiesta della fondazione Chanoux), artigianato tradizionale (?), ecc. . Quand'é che abbandoneremo la mitologia (del passato)per accontentarci della storia, e per adeguarci ad essa?. C'è qualcuno che preferisce la mitologia alla storia? E perché? E' in buona fede oppure no?

    RispondiElimina
  9. Per Bruno:
    I produttori di artigianato di tradizione in Valle d'Aosta sono circa 1300, di cui 200 professionisti, pur con tutti i criteri restrittivi di cui nelle precedenti discussioni, circa l'1% della popolazione. E' un numero altissimo rispetto ad altre realtà regionali, dimostra il ns. particolarismo ed è ancor oggi tramandato da padre in figlio, ben più dell'agricoltura o dell'uso del francese.
    Auguri di buon anno a te e a Eddy.

    RispondiElimina
  10. Che palle Courthoud: sul francese, che sia chiaro una volta per tutte: è stato sempre stato il suo uso al 2%!!! In valle si usava il dialetto, mica il francese. Il francese lo si usava più sporadicamente di quanto non lo si faccia adesso. E l'uso dell'italiano ha eroso quello del dialetto, non quello del francese!!!
    Quindi nessun abbandono della francofonia che è sempre stata così come ora, in valle. Anzi, peggio di ora.

    RispondiElimina
  11. bruno courthoud15 gennaio 2008 10:19

    non c'è peggior sordo di chi non vuol capire ...

    RispondiElimina
  12. Cosa c'è da capire? Se si usava il dialetto e non il francese, mi sai dire perchè vi ostinate ad affermare che la francofonia è anacronistica perchè ora "non si usa più il francese", come se prima lo si usasse? Se prima lo si usava meno di adesso, mi sai dire perchè vi ostinate a parlare di fallimento della politica della francofonia, quando invece è accaduto tutto il contrario?
    L'unico problema è chi ha la pretesa di essere francofono madrelingua quando nessun suo antenato valdostano lo è mai stato.
    Ma perchè mai dovremmo rinunciare alle nostre televisioni francofone ed allinearci ad uno stato italiano che nell'insegnamento dell'inglese non ha saputo (o voluto) fare altrettanto?

    RispondiElimina
  13. Alberto Grisero - Aosta15 gennaio 2008 16:39

    Egregio Uahlim, se veramente la Valle d'Aosta non è mai stata francòfona, i casi sono due: o l'Union Valdotaine è in malafede (da sempre!) oppure ho ragione io quando avanzo la maliziosa ipotesi che, dal 1945 al 2000, la nostra regione sia stata coperta da un Segreto di Stato fra Italia e Francia! Non si spiegherebbe, altrimenti, come mai la Valle d'Aosta debba essere ufficialmente bilingue, quando tu stesso ammetti che il tasso di francofonìa dei valdostani non ha mai superato il 2%! Allora aveva ragione, nel 18° Secolo, il deputato di Lucca, On. Vegezzi Ruscalla...

    RispondiElimina
  14. Ogni persona deve essere libera di fare i cavoli che vuole , tenendosi le televisioni che vuole parlanti qualsiasi lingua se gradita a qualcuno . Quello che non funziona è imporre a tutti il frutto dei vaneggiamenti di qualcuno . Caro uahlim , tu dici : una volta il francese era ancora meno diffuso di oggi ( stento a credere che il nulla attuale avesse un nulla ancora meno nulla ) . Allora , perchè si sono pareggiate italiano e francese ? Dimmi : oggi , ammetti , è delirante equiparare la lingua che tutti parlano con una sparita in regione ? Non mi tirare fuori avi , perchè i cittadini sono tutti uguali e non si può dire che gli avi di qualcuno devono creare obblighi per i discendenti di avi diversi .

    RispondiElimina
  15. bruno courthoud15 gennaio 2008 19:24

    cosa c'è da capire? la differenza tra storia e mitologia (quanta mitologia dovremo sorbirci da Caveri che ci ha già preannunciato la celebrazione di un 2008 "mitologico" in occasione dei 60 anni dello statuto?). A quando le celebrazioni per la fondazione di Cordelia? Tutti i regimi hanno sempre amato nutrirsi di mitologia, più che di storia. Caveri è un maestro, un imbonitore nato, forse perché proviene dal giornalismo televisivo (le sue "esibizioni" in Consiglio sono sempre molto teatrali, o plateali, se volete).

    RispondiElimina
  16. Ah, ma all'epoca neppure il tasso di italofonia superava tale tasso!!! La francofonia allora era una cosa diversa: era la tradizione consolidata di studiare il francese come lingua diversa dalla lingua madre (che era il dialetto) e quindi come lingua straniera. Purtroppo i mezzi all'epoca erano quelli che erano e si dovette anche procedere ad una scelta drammatica (non si potevano insegnare 100 lingue) che emancipava anche i valdostani che comunque dovevano vivere in Italia. Però devi anche pensare che all'epoca altrove in Italia si studiava SOLO l'italiano e da noi sia l'italiano che il francese, dopo la guerra. Ed allora il ruolo del francese come lingua internazionale era maggiore che attualmente. Certo, ora tutti vorrebbero studiare l'inglese e solo l'inglese. Secondo me ha poco senso se viene studiato con la scarsa efficacia con cui viene insegnato in Italia in genere. Il francese anche potrebbe essere insegnato meglio, innanzitutto con l'umiltà di sapere insegnando una lingua straniera a persone di madrelingua italiana, evidenziando quindi tutti i trabocchetti di cui questi possono essere vittima (falsi amici, eccetera), ed insegnando meglio fonetica ed espressioni idiomatiche, invece siamo molto più forti dei francesi nella grammatica e nell'ortografia.
    Per il resto, dato che per me la francofonia storica è sempre consistita nel conoscere il francese come lingua straniera (un tempo a livello scolastico) e basta, ritengo di aver conservato le tradizioni di famiglia ed anzi, rivendico il diritto di dire che il francese lo so perchè l'ho studiato e non perchè è mia lingua naturale.
    Vediti la mia pagina in proposito (il titolo è bastardo dentro, e la motivazione pure ;-)):
    http://www.uahlim.net/it.php?title=@a_la_lumiere_du_soleil@

    Rimango unionista perchè ho chiaro cosa intendo io per francofonia, e sogghigno di fronte a chi piange di fronte ad un'ipotetica francofonia perduta.

    RispondiElimina
  17. Caro toporagno: vai in un paese delle vallate laterali ove parlano patois (Brusson, entra in un bar frequentato da bacanotti). Immagina la vita in quei paesi nell'800, senza radio, senza giornali, senza televisione, senza cinema. Che lingua credi che parlassero oltre al dialetto? Il nulla, perchè non serviva a nulla usare altro. La gente usa uno strumento se gli serve. Allora si usavano due lingue: il patois ed il piemontese per parlare con i fornitori di giù. Poi venne l'italiano per parlare con i villeggianti.
    Facile immaginare il nulla, basta usare la propria testa e mettersi nei panni degli altri.
    Ora la francofonia è un dato ambientale come l'autonomia. Puo' darsi che voi riusciate a ribaltare la situazione, ora la situazione è questa. Io sono buddhista, amo Roma ma li' c'è il Papa e l'Italia non è uno stato laico, è un dato ambientale, non è giusto, ma è così. Io uso il francese e l'inglese per consultare la wikipedia e vedere tv straniere decenti, i miei avi usavano solo il patois. Questa è la realtà. Chi è più francofono? Io, o i miei avi che parlavano solo patois ed usavano il francese solo per gli atti ufficiali quattro volte nella loro vita?

    RispondiElimina
  18. Uahlim , tu sei una persona in buona fede , che ragiona però ponendosi al di fuori del mondo , anzi riducendo il mondo all'habitat valdostano di quelli che chiami bacanotti ( forse ci vogliono due c ) . Il tuo errore , su cui mai ti soffermi , consiste nel non capire che io rispetterei le tue opinioni , pur senza per nulla condividerle , se non fossero la premessa per far sì che a tutti siano imposti studi scolastici di una lingua inutile nel mondo e sparita in valle , e questo solo affinchè alcuni bacanotti ( forse ci vogliono due c ) , foraggiati da Roma , si illudano di essere dei diversi .

    RispondiElimina
  19. Ma, vedi, a mio modo di vedere il mondo o le persone, si dividono essenzialmente in due categorie. I razzisti ed i tolleranti. I razzisti sono quelli che vorrebbero un mondo omogeneo, che si attengono ad un comportamento omogeneo, che è il loro, e che nella totalità, essendoci razzismi o talebanismi diversi, creano un mondo colorato e variegato. I tolleranti invece si godono di solito la varietà del mondo, ma non adeguandosi ad un modello ideale loro, non generano di solito varietà nel mondo, se non nel caso del singolo artista che si crea un singolo stile (ed introduce un talebanismo nella stesura delle sue opere). Se la situazione dello studio dell'inglese in Italia fosse tale da far si' che chi studia francese in valle poi è penalizzato rispetto al resto della popolazione italiana, ti darei ragione. Ma purtroppo all'ipotesi di togliere lo studio del francese non arriva un corrispettivo qualitativo nel livello dello studio dell'inglese. Questo non avviene, ed allora meglio tenercelo questo studio del francese gratuito a tutti e di buon livello, tutto sommato. Per aumentare la varietà nel mondo e per noi stessi. E se non avviene perchè imporre di essere tutti più ignoranti e quindi meno liberi? Per me non si impone lo studio di qualcosa, ma il non studio di qualcosaltro. L'Italia non sa o non vuole, con il tempo libero che ha in più rispetto alla situazione valdostana, proporre qualcosa di alternativo e valido rispetto all'insegnamento del francese. Anche la scuola dell'obbligo fu un'imposizione, ma lo fu contro l'arbitrio di genitori che giudicavano inutile che i loro figli andassero a scuola e preferivano che andassero a far pascolare mucche e pecore. Ecco, tu chiami libertà l'arbitrio di quei genitori. Se mia nonna ha imparato il francese non lo deve ai suoi avi, o non solo, ma ad una legge sulla scuola dell'obbligo fatta forse persino dal tanto denigrato Regno di Italia dopo il 1861. Al giorno d'oggi ci sono le risorse per insegnare almeno due lingue gratuitamente: da noi sono il francese e l'inglese, perchè oggettivamente le più utili per conoscere il mondo ma anche la cultura locale. E la conoscenza diffusa della cultura locale in una regione che vive di turismo anche culturale è un valore importante. Quello che l'union valdotaine ha fatto di sbagliato è quello di far credere che la francofonia valdostana fosse un qualcosa di diverso dalla consuetudine di studiare il francese come lingua straniera quando si sapeva solo il dialetto e anche prima dell'unificazione d'Italia.
    Infine tu parli di occasioni diverse per imparare. Una di queste per me sono state le televisioni francofone sul territorio valdostano. In Italia c'erano tv anglofone? Direi proprio di no. E perchè sono contrario a togliere l'imposizione del francese? perchè è il primo passo per togliere le tv francofone. E non è vero che si è tutti liberi: perchè via etere tutti hanno una tv, ed anche la famiglia poco sensibile a certe cose può consentire ad un figlio interessato a seguire le tv francofone. Se ci sono solo sul satellite, solo chi si prende la parabola ed il decoder adatto le potrà seguire.
    Tu poi mi dici che il francese è inutile perchè non lo conosci, senno' sapresti apprezzare il piacere di leggere un'opera letteraria in lingua originale.
    E come disse qualcuno, è il piacere superfluo quello più utile.
    Il francese è una bella lingua ed è giusto che tutti i valdostani possano impararla gratis.
    Certo, l'union deve a mio avviso accelerare i tempi per introdurre l'inglese alle elementari.

    RispondiElimina
  20. Ma io vi faccio una domanda, e mi do una risposta per voi: perchè odiate il francese? Ve lo dico io: voi lo odiate non perchè è inutile (quello è un alibi), ma perchè vi hanno inculcato in quelle testoline che dovete saperlo alla perfezione come dei francesi, perchè siete "francofoni". Ed invece di studiare la storia e cercare di capire da soli che così non è e mai è stato, vittime di questa balla più di quanto non pensiate (già pensare una volta era così, ora non più... è essere più talebani rosso-neri di quanto voi pensiate), vedete sempre il bicchiere mezzo vuoto e mai quello mezzo pieno della vostra conoscenza di questa bellissima lingua. Ed allora la faccenda del francese vi ha disgustato. E questa balla l'hanno portata avanti tutti gli unionisti ed ex-tali (Perrin in primis a livello nazionale presentando su rai tre l'Università Valdostana: l'avrei ucciso!!!) con una sola eccezione: Augusto Rollandin. E nel panorama politico valdostano con un'altra sola eccezione: Elio Riccarand e vicino al vero ma vittima parziale di questa balla, Borluzzi (ultimamente pare si sia riabilitato ed abbia capito).
    Tutti gli altri sono dei cazzari immensi, in buona od in cattiva fede, su questo tema.
    Il motivo per cui si fa studiare il francese è che è una tradizione valdostana che lo si faccia studiare. Et ça suffit. Vorrei vedere voi se un domani quando in Italia tutti sapranno l'inglese, e gli immigrati cominciassero ad esigere che nella scuola dell'obbligo l'italiano divenga lingua facoltativa accanto alle altre loro lingue più utili come il cinese mandarino o l'arabo!!! Vorrei proprio sapere cosa fanno nei paesi nordici a questo proposito!!! Od in Irlanda con il gaelico, specie nella parte est dove non è più correntemente parlato!!!

    RispondiElimina
  21. Ti rispondo perchè sei un " buono " , ma dici tante cavolate e neppure te ne accorgi . Ci vorrebbero pagine e pagine per ribattere a ogni tua parola . Mi limito a dirti che non centri il problema . I francofoni o francofili facciano i cavoli che vogliono , ma non vengano a propagandare le loro scelte come un qualcosa che deve essere condiviso da altri . Ovvio che se un rossonero ha la presunzione di insegnarmi qualcosa io mi sento urtato e offeso , vista la mentalità dei rossoneri . Fate cosa volete e non pensate per il prossimo , visto che non sapete neppure pensare per voi . Quanto hai detto sulle tv non sta nè in cielo nè in terra . Idem per il tuo modo di rapportarti col mondo , filtrato attraverso lenti rossonere . Buon pro ti faccia , ma io reputo la mentalità rossonera un caso clinico e ... strade ben discoste .

    RispondiElimina
  22. Il problema è che l'alternativa allo studio del francese è passare il tempo a grattarsi l'uccello. Perchè lo stato italiano non offre un'alternativa a cio'. Tu vuoi imporre a tuo figlio di passare il tempo a farsi le seghe piuttosto che ad imparare una lingua in più rispetto al resto d'Italia? Perchè poi, bada che è comunque un'imposizione che fai tu come genitore su tuo figlio... anche studiare italiano e matematica e far di conto è un'imposizione. Magari c'è qualche genitore che pensa che siano cose inutili... lasciamo liberi questi genitori di non mandare i figli alla scuola dell'obbligo? In fondo la scuola dell'obbligo è un'imposizione (sui genitori) e l'arbitrio dei genitori lo è sui loro figli. Ti dico, prendete la maggioranza dei voti e cambiate le cose, io non ho figli, a me frega relativamente poco, considero tutto cio' (la francofonia, l'identità valdostana, eccetera, un hobby, un gioco, un'invenzione, so benissimo che non è realtà se non nella testa della gente, e so benissimo cos'era la francofonia valdostana nel passato, io, trovo certi discorsi di Chanoux francamente deliranti e fascisti). Anzi, a me piacerebbe costruire un portale in wikipedia sulla provincia fascista di Aosta (74 + 112 comuni), Il casino è che non so quali siano i comuni del Canavese che facevano parte della provincia fascista di Aosta. Trovo che sarebbe una figata diversa dalla solita tassonomia chiusa Regione Autonoma Valle d'Aosta.
    Poi vedi, io sono unionista perchè l'union è l'unica che caga le vallate laterali.

    RispondiElimina
  23. bruno courthoud17 gennaio 2008 12:47

    L'ultima frase è purtroppo in gran parte vera. In queste vallate, tanta gente vota union per ... mancanza di alternative, non per convinzione politica.

    RispondiElimina