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2 settembre 2008

anatomia bugiarda

appropò di legge elettorale, incompatibilità ed ineleggibilità, un commento anonimo a posta da pechino (qui sotto) merita la une:
"Legge del cazzo voluta da Caveri e soci per far fuori Guste e Louvin il quale si sono dimostrati più furbi e preparati degli altri. Ad andare a leggerla bene sembrerebbe che il 90% dei valdostani non potrebbe candidarsi."
Salvo ovvie considerazioni sul buon gusto degno di un lord inglese, l'affermazione finale è falsa. Tutti possono candidarsi purché rimuovano le eventuali cause di ineleggibilità. Non possono però più fare la campagna elettorale sfruttando una posizione privilegiata facendo scempio del costituzionale diritto di uguaglianza. Parliamone.
Ciò detto - e senza mancare di rispetto a Bartolomeo Sforza - contrariamente a quanto riportano gli atlanti di anatomia, i coglioni sono molto più di due.

55 commenti:

  1. Permettimi di scriverti che il dubbio che si trattasse di una legge ad personam si è palesato nella mente di troppi per essere soltanto una curiosa coincidenza. L'unico intervento sensato in materia elettorale sarebbe stato quello della preferenza unica e, alla fin fine, perfino Cesal, visto quel che gli è successo, ora sarebbe d'accordo... Comunque gioisco del tuo ritorno su temi più politici. Ti aspetto sempre sul mio blog in merito al tema del federalismo fiscale.

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  2. il dubbio è sempre legittimo e addirittura aispicabile, ma in questo caso le cose non stanno così.
    Parlo per esperienza diretta: ho personalmente assistito Cesal in tutte le riunioni del comitato che ha scritto la legge.
    Sono personalmente favorevole alla preferenza unica, Cesal avrebbe transato per due, e con lui altri dell'UV, ma non è stato possibile fare di più che astenersi sull'articolo delle tre preferenze in aula al momento della votazione.

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  3. Sul fatto che la legge elettorale abbia avuto un travaglio difficile ed un parto complicato non c'è dubbio. Trincerarsi dietro i 30 consiglieri che l'hanno voluta è un po' ingiusto. Esiste, è sempre esistito, in Consiglio l'ordine di scuderia. Il fatto che ti leggo e che qualche volta scrivo su questo tuo blog è la prova che tu hai rappresentato spesso la voce fuori dal coro, o, meglio, hai espresso posizioni dettate più da ragionamenti personali che non da ordini ricevuti. Tu pero' sei stato un'eccezione, la legge è stata la somma di diverse istanze e fortemente condizionata dalla volontà di indebolire alcuni avversari scomodi. Credo che la tua onestà intellettuale non ti spinga a dire il contrario. La legge non puo' essere osservata da sola, occorre inserirla in un contesto dove tutto cio' che non era allineato con la somma carica regionale veniva "epurato". Gli esempi li conosci meglio di me, consiglio di amministrazione del Forte di Bard, Ufficio di gabinetto ecc ecc. Soprattutto dopo le politiche del 2006 c'è stata una re-azione secondo me spropositata, spinta dall'astio per la sconfitta elettorale. Le urne delle politiche 2008 hanno dimostrato che non serviva a nulla prendersela con i galletti vari, tanto il vento, petit-à-petit, avrebbe cambiato direzione comunque, esattamente com'è successo a maggio di quest'anno. Per quanto riguarda Rollandin il (o i) legislatore (i) hanno clamorosamente toppato. Ha inserito la clausola per l'ineleggibilità della carica di Presidente e non quella per il membro del CdA. Cosi' il buon Güste si è si' dimesso da Presidente, ma è restato nel CdA, con grande sorpresa di tutti quelli che lo volevano vedere ridimensionato. Personalmente penso che se alla presidenza della CVA ci fosse stato un peones qualsiasi, anche senza l'ineleggibilità, non sarebbe nemmeno entrato in Consiglio, altro che fare il Presidente. Rolly i voti li aveva già in tasca mesi prima di dimettersi. Lo stesso concetto di "posizione privilegiata" sarebbe teoricamente estendibile a tutto il Consiglio regionale, a tutta la Giunta, è normale che chi occupa un posto di potere abbia più visibilità di un perfetto sconosciuto e, osservando i lavori intra ed extra consigliari mi pare che la corsa a chi fosse più visibile non si sia mai fermata, a destra come a sinistra. La vecchia legge prevedeva l'ineleggibilità per i preti e i magistrati, forse bisognerebbe tornare indietro e semplificare un pochino il quadro elettorale, tanto alla fine è l'elettorato attivo che rappresenta l'ago della bilancia. La legge perfetta non esiste e questa legge ha generato esattamente gli effetti contrari rispetto a quelli auspicati dai suoi artefici. Certo è che oggi la Vallée ha di nuovo un capitano al timone, discutibile, criticabile (e ci mancherebbe), fallibile (solo chi nulla fa nulla sbaglia), ma di caratura e carisma nettamente superiore a chi l'ha preceduto. Per quanto riguarda Louvin, sperava di rompere il culo ai passeri e diventare il Presidente della Giunta, adesso è consigliere di opposizione e il destino della cozzaglia Renouvive (mi piacerebbe sapere dove finisce l'uno e dove comincia l'altro) mi pare un tantino grigio.
    L'offerta del Calva è sempre valida, buona serata da Sword.
    Philippe Kieffer

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  4. bruno courthoud2 settembre 2008 23:12

    chi ha una posizione più privilegiata di un sindaco o di un vicesindaco (completamente inutile la sua elezione diretta)o di un amministratore comunale? eppure per loro c'è addirittura una corsia privilegiata (la caccia al sindaco nelle varie liste, ma sono praticamente tutti UV, quindi tutto il vantaggio va all'UV).

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  5. bruno courthoud2 settembre 2008 23:44

    visto che hai citato Cesal, mi permetto qui di salutarlo e di fargli tanti auguri: l'ho conosciuto per motivi di lavoro quand'era sindaco di Morgex e ho apprezzato la sua modestia e la sua sincerità (credo che la stima fosse reciproca). Purtroppo frequentava cattive compagnie (l'UV). Mi sento in dovere di salutarlo perché leggo oggi le sue dichiarazioni su Gazzetta matin in relazione alla sua mancata elezione. In particolare: "Ho fatto il mio dovere, ma più ci penso e più mi dico che sono stato stupido perché ho pensato più al movimento che a me stesso." E più oltre: "Dal movimento nessuna risposta e nessuna voce: forse per loro sono morto".
    Insomma, come me e come tanti altri, appartiene alla categoria dei "fessi".
    p.s. come forse ho già detto, sono allergico agli arroganti, ai prepotenti ed ai cosiddetti "furbi" (e quindi falsi), da qualsiasi parte stiano. Ho invece una particolare empatia per la gente semplice, umile e sincera, da qualunque parte stia.

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  6. credimi, Philippe,

    occorre inserirla in un contesto dove tutto cio' che non era allineato con la somma carica regionale veniva "epurato". non è assolutamente ciò che, nel caso specifico, è avvenuto.
    Quanto dici è comprensibile, ma alla luce di come la cosa è stata "venduta" per motivi, appunto, elettoralistici. Fuori di quell'ottica, nel mondo normale, non è vero.
    Che la legge sia stato il frutto di un compromesso è evidente, e ciò è vero per tutte le leggi di riforma.
    Molti ne parlano però:
    - senza averla letta con attenzione;
    - senza valutare la situazione differenziale con la precedente;
    - legandone ciò che ne hanno capito (o che qualcuno ha fatto capire loro) con il risultato, con il quale non esiste invece rapporto di causa-effetto.
    Una semplice notazione: l'attuale legge nazionale, vituperata e per certi versi vituperabilissima, in due successive occasioni ha dato risultati esattamente opposti, per cui qualsiasi ragionamento di causa-effetto è senza sneso se non è analizzato nel contesto di una classe politica che cerca di autoperpetuarsi, ma che non sempre, neppure in questo, ci becca.

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  7. bruno,
    1 - d'accordo, difatti la legge prevede appunto anche per i sindaci la non eleggibilità, ma a partire dal 2013 (una corazzata potemkin). Questo perché l'UV non ha avuto il coraggio di inserirla da subito. Su questo punto c'è stato un veto. E' uno dei nodi della politica valdostana, soprattutto perché coniugato con l'elezione diretta anche del vice-sindaco. Ma che vuoi, sono cose considerate "technicalia", non abbastanza pane e salame.
    2 - con me Cesal ha avuto nei tuoi confronti espressioni di stima, proprio relativamente a quando ha avuto a che fare con te da sindaco.

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  8. Quasi tutti i promotori di questa bella leggina sono stati "trombati" o ridimensionati... Sarà un caso del destino baro?

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  9. Alberto Grisero - Aosta3 settembre 2008 16:15

    Francamente, che si tratti dell'U.V. o di un altro Partito, che senso ha che un politico, per potersi candidare alle Regionali, debba dimettersi da incarichi che sono solo "collaterali", alla politica stessa? Le cariche di presidente del Forte di Bard e dell'Istituto Musicale di Aosta, sono forse incompatibili con un'elezione?!
    Suvvìa!
    Mi pare, sinceramente, che soltanto il caso di Norbiato sia valido, poiché ravvisa un reale conflitto d'interessi...
    In ogni caso, sono maliziosamente convinto che, il 10 settembre, a Torino, POTREBBE succedere qualcosa di divertente (il condizionale è, più che mai, d'obbligo) per chi, come mé, è antiunionista.

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  10. il fatto che i promotori di questa "bella leggina" sono stati ridimensionati o trombati non fa che dimostrare che l'hanno fatta bene e non per favorire se stessi.

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  11. Eddy, se Luciano avesse solo immaginato di uscire cosi' piallato dalle regionali questo disegno di legge non lo avrebbe mai presentato. Credo di avere un punto in comune con te Eddy, un certo "idealismo" che, ahimé ai giorni nostri è in via d'estinzione; questo per dirti che la tua buona fede io non l'ho mai messa in discussione quindi posso accettare il concetto che TU non l'abbia fatto per favorire te stesso, sugli altri mi riservo qualche legittimo dubbio. A parte l'arcobaleno, nessuno dei trombati o dei ridimensionati avrebbe avuto destino diverso con un'altra legge elettorale, perchè alla fine contano i voti di preferenza per entrare o no in consiglio, per uscire dalle urne Presidente o semplice consigliere. Possiedi uno spirito "buonista" e positivista, questo ti impedisce di accettare le "epurazioni" accennate. Va bene, forse il vocabolo è un tantino forte, ma non si puo' negare il fatto che un tale AB, che tanto ha dato alla cultura valdostana, sia stato mandato a casa dal Consiglio del Forte di Bard senza una minima motivazione, cosi' come suona strano il fatto che PDN e LA dimissionano "volontariamente" dai loro posti apicali per lasciar spazio ai cortigiani e poi (strano caso del destino) appena cambia il Presidente tornano al loro lavoro, non dimissionano più, si erano sbagliati a dimissionare forse? Posso citarti altri 5 o 6 casi se vuoi, dirigenti, funzionari che ad ogni rimpasto di giunta venivano gentilmente invitati a levarsi dalle balls, senza che avessero commesso negligenze o infrazioni. Anche questo atteggiamento è stato pesantemente punito dagli elettori, perchè quando fai il tuo lavoro bene e hai una famiglia che dipende dal tuo lavoro, non puoi accettare di essere messo da parte per far posto ad un cortigiano. Buona serata e a presto!
    Philippe

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  12. Philippe,
    sfugge ai più un particolare: considerati avvenimenti e comportamenti a partire dal momento in cui Carlo Perrin fu dimissionato, e intendo comportamenti di tutti gli attori in campo, protagonisti, antagonisti e soprattutto deuteragonisti, senza modificare la legge elettorale il risultato sarebbe stato identico, salvo forse per una leggermente diversa trattazione dei resti, per la quale l'arcobaleno è rimasto fuori (ma non mi pare, il me faudrait réviser à fond mes mathématiques).
    Aggiungi che la legge non è stata promossa da Caveri, e che Caveri non se n'è occupato, che tu lo creda o no. Sei mesi di stipendio in meno a Rollandin e 45 giorni a Louvin non potevano avere né hanno avuto alcun effetto elettorale. Hanno forse fatto incazzare Rollandin e Louvin (in modo solo strumentale il secondo, in modo più sostanziale il primo), ma il risultato non ne è stato affecté.
    Capisco la diatriba su tutti gli errori di Caveri, ma su questo punto siamo proprio fuori.
    Che poi qualcuno, nel conseil fédéral, nei bar che contano, nelle piole che stracontano e nelle partite di morra che arcicontano, abbia presentato le cose in questo modo, fa parte delle strategie e delle tattiche elettorali, in valle sinteticamente definite ruse.
    Che Cesal ci sia rimasto pinzato in mezzo è certamente verosimile, per Caveri era (in negativo, però) ormai tutto grasso che colava senza influire sul risultato.

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  13. le tre preferenze, Philippe, le tre preferenze...

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  14. Lo so, lo so a cosa servono le tre preferenze. Mi risulta difficile, terribilmente difficile, pensare che il Presidente della Giunta non si sia occupato di una legge elettorale. Il Presidente della Giunta regionale della Valle d'Aosta si occupa di tutto, anche di delibere minori, di piccoli posticini nell'organico della Regione e derivati e io devo credere che abbia lasciato ad altri il compito di redigere la legge elettorale? Se è come tu dici rappresenta una vera eccezione nell'attività presidenziale! Ammetto circostanziato il ridimensionamento dei ruoli di presidenti di società controllate, un'idiozia invece (mi pare confermata dal Consiglio di Stato o Corte Costituzionale che fosse) l'impedimento per i professori dell'Univda. Perchè no i falegnami, gli idraulici e i muratori? Maestri di sci, guide della natura e boy scouts? Sono politicamente in antitesi rispetto a Louvin, ma che quella norma fosse stata pensata per lui non c'è il minimo dubbio! Non dico che l'abbia pensata solo il Presidente, magari l'idea è partita da altri, ma quando il Presidente presenta al Consiglio un disegno di legge diventa il solo ressponsabile di cio' che propone, anche se è frutto di mediazioni politiche diversificate. Ciao! Philippe

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  15. bruno courthoud4 settembre 2008 12:58

    Mi fa piacere che anche Philippe riconosca che la legge 45/95 (funzionari, dirigenti e dintorni) sia una legge per cortigiani! Altro che meriti, efficacia, efficienza!
    Sono anche d'accordo con Philippe, sul fatto, per esperienze vissute, che il Presidente e quant'altri non potevano non sapere (o ispirare da dietro le quinte). Vi è sempre una storia ufficiale (quella dei documenti, verbali, ecc.) e una storia VERA, non scritta da nessuna parte, che uno storico o un cronista può intuire, ma non provare.
    Nel mio piccolo (mi occupavo di urbanistica), vi potrei portare un'infinità di esempi di storie ufficiali e di storie VERE leggermente diverse.
    Il fatto è che a raccontare storie VERE si rischia sempre di finire nei guai (e condannati)per diffamazione, perché ovviamente non lasciano uno straccio di prova.
    Ergo, non si possono raccontare (rendere pubbliche).

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  16. Andrea Vuillermoz4 settembre 2008 15:12

    Chi di legge ferisce, di legge perisce.

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  17. chi le norme migliora, di voti peggiora.

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  18. Alberto Grisero - Aosta4 settembre 2008 17:23

    Egregi frequentatori di "Appropò", fuor di metafora, mercoledì prossimo, il T.A.R. del Piemonte potrebbe decidere che, tre casi di ineleggibilità (in una legge elettorale voluta dagli stessi unionisti) sono SOSPETTOSAMENTE troppi, anche perché, il veterinario di Brusson, ha avallato la propria Giunta, pur sapendo che era irregolare.
    A questo punto, la lista dell'U.V. potrebbe essere dichiarata decaduta e, i suoi 17 seggi, distribuiti agli altri Partiti che hanno partecipato alle Regionali. I valdostani non sono sufficientemente smaliziati per capire che, chiunque sia contro l'Union Valdotaine (a partire dai Palazzi Romani) non vede l'ora d'incastrare il Leone Rampante. Voi che ne pensate?

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  19. Bruno, so benissimo qual è la tua idea sull'attuale Presidente, pero' ha recentemente dichiarato che intende rivedere la 45/95. Spero che venga modificata nel senso di ridare una certa stabilità al sistema dirigenziale valdostano. La legge cosi' com'è è un po' ponziopilatesca per l'Assessore di turno, inoltre trasferisce ai dirigenti un potere smisurato, che a lungo andare diventa incontrollabile. Personalmente vorrei una legge che attribuisca al politico di turno TUTTE le responsabilità del bene e del male che viene fatto nel proprio assessorato, anche perchè votiamo i consiglieri/assessori, non i dirigenti...E permettimi di estendere le anomalie della 45 anche ad alcuni funzionari della Regione, che fanno e disfano come vogliono loro, alcune volte più potenti dei dirigenti, mano lunga lunga lunga, che arriva dappertutto e produce amenità di ogni genere. In più per loro c'è anche l'impunità, perchè non essendo legati alla nomina di Giunta restano in carica fino alla pensione. Sai meglio di me che esiste una pletora di dirigenti con le gambe molli, che non intervengono quando si tratta di ridimensionare chi fa' pipi' fuori dal vaso (e magari ridimensionano chi la fa' nel vasino...). Non possiedo una ricetta che ci curi da tutti i mali, pero' non vedrei male un ritorno all'antico, dove il dirigente "esegue" (e non discute, e non propone, e non modifica, e non interpreta) le direttive che gli giungono dall'Assessore, con obiettivi, certo, ma che siano obiettivi concreti e non sul sesso degli angeli come spesso accade, soprattutto per quel che riguarda il premio produttività (e sai bene a cosa mi riferisco). In soldoni voglio dire che l'elettore sceglie i suoi consiglieri sulla base di programmi e perchè no, di amicizie, di simpatie (questo neanche i 30 consiglieri possono impedirlo... grazie al cielo), questi nominano gli assessori che hanno il compito di portare a termine le azioni intraprese. La "forza armata" che esegue gli ordini ha ufficiali, sottouficiali e truppa. Se fallisce, mi dispisace, ma deve essere punita. Credo che se mi leggono i sindacati ora mi crocifiggono, ma non possiamo più permetterci di lasciare impuniti coloro che remano contro. Cosi' come non è giusto che a quelli che credono nel loro lavoro e portano a casa risultati utili alla comunità non vengano riconosciuti incentivi economici che li spingano a continuare sulla stessa strada. Andiamo a leggerci gli "obiettivi dirigenziali" degli ultimi 10 anni, poi scriviamo un bel libro e sono sicuro che diventa un best seller della risata. Studi e progetti per lo più irrealizzati e irrealizzabili, tutto lo scibile umano passa di là. Il 90% di tanto lavoto (?) resta chiuso nei cassetti e non servirà mai a nessuno, pero' gli obiettivi sono acquisiti e di conseguenza viva i 1.000 euro in più! Più flessibilità, meno chiusura dietro ai mansionari, premiare i più versatili, quelli che non hanno paura di fare anche lavori che non competono loro, quelli che "producono" insomma.
    Eddy, se scrivi cosi' vuoi dire che hai migliorato una serie di norme e, poco tempo dopo, sei stato penalizzato nelle preferenze. Non credo sia andata cosi', nel senso che un miglioramento della legge porprio non riesco a vederlo e tu non sei stato penalizzato da questa legge, ma dalla presenza in lista di un esponente mafarcuzziano che ha succhiato voti dal serbatoio del PDL, riducendo le tue chances di rientrare in Consiglio. Certo della tua buona fede (della tua, non di quella di tutti gli altri 29) ti ripeto che anche con la vecchia legge non sarebbe cambiato nulla, a ovest. Buona serata a tutti,
    Philippe Kiffer

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  20. bruno courthoud5 settembre 2008 19:31

    philippe, pur abitando le rive marine della lontana normandia è comunque sempre ben informato sulle vicende di chez nous. Evidentemente le comunicazioni funzionano.
    Qui invece, tra i monti dell'afghanistan, le notizie arrivano a strappi, a volte sì, a volte no.

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  21. philippe,
    non esageriamo, non mi attribuivo meriti che non ho, ho risposto ad una battuta (Chi di legge ferisce, di legge perisce) con un'altra (chi le norme migliora, di voti peggiora), in un thread su una legge, quella elettorale.
    ribadisco che quella attuale, lungi dall'essere perfetta o quella che avrei voluto io, è molto molto molto migliore della precedente.
    dei risultati, democraticamente, è giusto prendere atto. tutto qui.

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  22. Andrea Vuillermoz8 settembre 2008 10:13

    Zucchi Mafarkuzziano? Questa poi... Zucchi è entrato perchè più credibile di Ottoz che ha cambiato casacca alla vigilia delle elezioni. O no?

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  23. @ Andrea, pur non condividendo il passaggio a Ovest di Eddy, vorrei ricordare che non è stato il primo caso della storia del Consiglio... Se la memoria non mi tradisce un certo Emilio venne eletto nelle fila della DC, per poi passare in quota all'UV (ma in quell'occasione nessuno ha detto no, non ti vogliamo....), per poi candidarsi con l'UV, per poi passare alla Fédération, per poi candidare la figlia nell'UV. La costituzione dice che il voto si esprime alla persona e non alla forza politica alla quale questa appartiene. Una certa etica vorrebbe che se uno non si ritrova più nelle idee e nei programmi del suo movimento o partito, lasciasse il posto al primo degli esclusi. Qui pero' occorre fare i conti con un meccanismo un po' perverso, non è sufficiente dare le dimissioni, occorre che queste siano ratificate dall'intero Consiglio. Le dimissioni dovrebbero essere immediate e irrevocabili, lasciando cosi' il posto a chi si riconosce ancora nella forza politica che l'ha candidato/a.
    Saluts!
    Philippe Kieffer

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  24. bruno courthoud8 settembre 2008 14:13

    philippe
    vedo che la tua lettura della legge 45/95 (e della sua applicazione) è molto simile alla mia.
    Prima che questa legge "distrugga" quel poco di buono che c'è ancora in amministrazione è necessario correre ai ripari.
    La ricetta è molto facile:
    1)i posti da sottoporre alla nomina della Giunta regionale sono al massimo una ventina, necessari per realizzare il coordinamento tra ii politico e l'apparato amministrativo.
    2) per tutto quanto riguarda il resto, c'è la Costituzione, la quale prevede che si acceda alla Pubblica Amministrazione mediante concorso pubblico. E' in ogni caso una garanzia maggiore che non la nomina da parte del politico di turno.
    Per quanto concerne i sindacati ... lasciamo perdere.
    Non vado oltre per non dilungarmi in cose già dette.
    p.s. ho sempre pensato anch'io che rendere pubblici gli "obiettivi dirigenziali" sarebbe ameno e divertente ... e renderebbe l'idea ai profani.
    p.s. per rispettare i miei obiettivi mi era sufficiente, in media, una mezz'oretta al giorno, dopodiché non sapevo cosa fare (ho dovuto lottare e bisticciare per avere la responsabilità di alcuni lavori, e l'aver fatto questo poco mi è costata la causa per demansionamento: avrei dovuto passegiare nei corridoi e su internet come voyat al casinò), ma ai sindacati va bene così.
    Mi preoccupa un po' la "stabilizzazione" dell'attuale dirigenza: non vorrei che significhi che ora, visto che stiamo portando a termine l'okkupazione dell'amministrazione (parlo per l'UV) stabilizziamola (oggi a me, domani ancora a me, qualunque cosa succeda).
    Per quanto concerne il Presidente, io non sarò tra quelli che lo accusano di "decisionismo" (i politici vengono eletti per decidere), sarò eventualmente tra quelli che valutano quello che decide e come lo decide.
    A proposito di "decisionismo": nella Giunta precedente avevamo almeno 3 sedicenti e pretendenti "decisionisti" (Caveri, Marguerettaz, e Cerise), ma sarebbe meglio parlare di "pasticcionisti" o "confusionisti": sono molto, molto, molto peggio.

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  25. bruno courthoud8 settembre 2008 14:22

    Zucchi è, forse, come suggerisce Philippe, entrato in Consiglio perché, a torto o a ragione, si è accaparrato quel migliaio di voti che Eddy, per coerenza sua, non ha voluto.
    D'accordo con Philippe sull'eticità delle dimissioni nei casi in esame. L'etica però non è di casa nell'ambiente politico. E' una virtù personale.

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  26. Andrea Vuillermoz8 settembre 2008 15:28

    Philippe, Emily Rini è regolarmente iscritta all'UV. Da parecchi anni. Che c'entra l'ondivago papà?

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  27. Alberto Grisero - Aosta8 settembre 2008 15:33

    A tale proposito, qualcuno sa dirmi a quali giustificazioni si appoggi, l'Emilio in oggetto, per rendere credibili i suoi spostamenti, da un Partito all'altro? E come mai, adesso, ha preferito mandare la figlia "in avan-scoperta", ritirandosi dalla scena?

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  28. Oltre a tutto questo, nessuno ha notato che Caveri ha ricominciato a emettere comunicati stampa (sotto un'Ansa di oggi) nonostante l'immagine a dir poco ridicola che abbiamo dato prima delle ferie sulla stampa nazionale con le sparate sul fatto di essere "figaiolo". Ma è possibile che ancora non ha capito che proprio per questo esibizionismo carico di vanità i valdostani lo hanno mandato a casa?

    Il gruppo Liberaldemocratico del Comitato delle Regioni d'Europa si riunirà venerdì prossimo 12 settembre a Roma per analizzare la situazione politica e fare il punto sul piano organizzativo. Della riunione ne ha dato notizia Luciano Caveri, consigliere regionale della Valle d'Aosta, che recentemente è stato riconfermato nell'organismo dalla Conferenza Stato-Regioni di intesa con il Presidente della Valle d'Aosta.

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  29. bruno,
    la 45/95 è figlia della paura scatenata dagli strascichi giudiziari del ribaltone del 1990.
    E', in sostanza, una bassanini alla valdostana.
    concordo sul fastto che lo spoils system dovrebbe limitarsi ai 20 di cui parli, secondo me anche meno, anche se, come dice philippe, ciò dovrebbe coincidere con chiari compiti puramente esecutivi di tutto il resto dei funzionari.
    diversamente la regione finirebbe per funzionare male come il comune di aosta.

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  30. bruno courthoud8 settembre 2008 21:00

    eddy
    lo davo per scontato: purtroppo ci sono anche funzionari che non sanno stare al loro posto (vedi comune di Aosta), li ho sempre rimproverati: i politici devono (tornare a) fare i politici, i funzionari, i funzionari, su questo non si discute. La 45/95 ha creato un bailamme indescrivibile.

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  31. bruno courthoud8 settembre 2008 21:33

    p.s.
    infatti, sono inorridito quando, alcuni giorni fa, al convegno dell'IRRE a Saint-Vincent, ho sentito che la Soprintendente Patrizia Bonnejeanne (come la chiamava Mancini nel suo blog) parlava della scuola valdostana come se fosse lei l'Assessore all'Istruzione (più realista del re, più unionista di Laurent Viérin), così come inorridisco quando leggo difese d'ufficio da parte di funzionari vari (es. Paola Ippolito, tanto per fare un nome), su organi di stampa, difese d'ufficio che eventualmente sarebbero di competenza dei politici. Ai funzionari s'addice il lavoro ed il silenzio-stampa. Non ho mai aperto bocca pubblicamente, nemmeno su di un blog, né mi sono occupato di politica (per scelta) finché ho lavorato.

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  32. Creare il comparto unico del pubblico impiego è stata una gran cosa, ma chi ha approvato la relativa LR l'ha fatto con l'intenzione di permettere una certa elasticità e rotazione del personale, all'interno delle diverse PPAA della Vallée. I risultati pero' non sono stati il top e questo grazie anche ai sindacati, che hanno permesso e sostenuto da sempre l'esistenza di dipendenti di serie A e dipendenti di serie B. Vi faccio un esempio, il personale distaccato all'ufficio di Roma percepisce 500 euro lordi in più di quello che abita in via Carrel e lavora in P.za Deffeyes. Netti fa' poco più di 270 euro. Qualcuno ha un'idea di quanto costi affittare un monolocale a Roma? E' già un miracolo trovare qualcuno disposto a partire per la capitale. Sapete perchè cio' accade? La risposta è una sola, perchè gli altri dipendenti (tutti livelli compresi) non vogliono che qualcuno guadagni un centesimo di euro più di loro, ma non perchè si arricchisce, soltanto perchè un centesimo di euro in più, nel linguaggio della PA, significa che lavora un cicinin di più degli altri. Ci sono stati casi di capi-servizio dirigenti di loro stessi, senza neppure un dipendente, il sistema è imploso, significa veramente che non puo' funzionare. Io non voglio vedere teste tagliate, anche perchè dietro il lavoro di un dipendente spesso ci sono famiglie intere che vivono, con bambini, con mutui da pagare ecc. Buona la proposta di scegliere i coordinatori, per gli altri pero' istituirei una valutazione che tenga conto degli obiettivi assegnati, i mezzi dati per centrarli ed i risultati conseguiti. Cosi' chi lavora, chi ha spirito costruttivo viene indirettamente premiato e acquista valore all'interno del patrimonio umano della PA. La PA valdostana ha avuto dirigenti "fissi" che lavoravano con unionisti, democristiani e comunisti, seriamente nell'interesse della Regione tutta, perchè quando sei capace anche chi non la pensa politicamente come te te lo riconosce. Va' anche bene lo spoil system per i coordinatori, ma mi chiedo quali skills puo' presentare un dirigente che fino a ieri analizzava il latte delle bovine e da domani si occupa di beni culturali (sono solo esempi, ovvio). E' di oggi la notizia di una sentenza per mobbing contro l'as.to alle finanze, francamente mi chiedo come un dirigente possa essere lasciato a guardare uno schermo di PC tutto il giorno senza fare nulla. Per questo comprendo la situazione di Bruno. In qualità di assessore, se avessi accertato che le cose stavano cosi', avrei preso il coordinatore e il direttore e li avrei spediti a fare la righina in mezzo ai chicchi di caffé in Brasile, perchè LORO sono i responsabili di una cosa che non ha funzionato. I sindacati mi avrebbero fucilato all'istante, perchè in fondo non bisogna dimenticare che le leggi sul personale passano al loro vaglio e spesso le norme vengono pesantemente condizionate dalla quadruplice. Stanno affossando l'Italia, anche con questa storia di Alitalia. A Palazzo Chigi ci sono troppi interessi dietro la compagnia di bandiera, io di fronte all'ennesimo rifiuto di dipendenti e sindacati sul piano di salvataggio (perchè è questo che si sta cercando di fare) avrei gettato la spugna e avrei lasciato la compagnia sprofondare in tutti i suoi bei debiti, che ancora una volta pagano i contribuenti italiani, anche quelli che non sono mai saliti su un loro aereo. Questo non è l'inizio della fine, perchè la fine è già iniziata da qualche anno, senza catastrofismi se non arrivano modifiche strutturali importanti la vedo dura per l'Italia tutta. Non esiste un solo paese al mondo dove un'ora di lavoro costi cara come in Italia (parlo del costo per il datore di lavoro, non quanto percepisce il dipendente). I sindacati double-face manifestavano a Mirafiori per gli aumenti salariali e i loro compari in Parlamento adottavano l'aumento dell'imposizione fiscale e dei contributi, facendo cosi' aumentare il costo del lavoro e diminuire le disponibilità dei dipendenti. Scusate lo sfogo, ma ci sono momenti dove i cxxxxxxi girano e girano tanto. Schlafen Sie wohl und träumen Sie süss.
    Philippe Kieffer

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  33. philippe,
    parto dal fondo, suggerendoti l'illuminante lettura de "l'altra casta". spesso si crede di conoscere la realtà, per accorgersi poi di avere ragione, ma non si sa quanto.
    riguardo al sistema di attribuzione degli incentivi, piaga che dal paese ha dilagato in regione, appena rientro cerco la trascrizione di qualche mio intervento in consiglio e la posto qui (ricordamelo per favore qui o con un'email privata, dopo il 22).
    comparto unico a 45/95 sono due mondi che concettualmente vanno presi separati, ognuno con le sue magagne, ognuno diverso.
    danni fa e ancor più farà il comparto unico regione-comuni, che doveva invece servire a razionalizzare il sistema.
    Lo spils system non ha lo scopo di premiare il merito, ma di garantire la governabilità, perciò va limitato alle posizioni che appongono la firma di legittimità agli, co-assumendosene ogni responsabilità. per questo queste posizioni debbono essere poche, proprio come dite tu e bruno. Ne basterebbe una per assessorato.

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  34. andrea vuillermoz curiat dell'8 settembre (ore 7.32),
    1 - non so quanto zucchi sia mafarkuzziano. d'altra parte non possiamo che conoscere l'aspetto essoterico dei loro rapporti, su quelli veri dobbiamo limitarci ad inferire. certamente i voti sui quali può contare mafarkuzzi sono stati riversati su mafarzucchi, su questo non ci piove;
    2 - sulla credibilità di mafarzucchi non sarebbe corretto che fossi io a pronunciarmi;
    3 - sul cambio di casacche sarebbe simpatica una esegesi storica sia sul personaggio citato, sia su chi lo cita, suo compare di nozze.

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  35. bruno (8 settembre, 14.13),
    sarebbe ingeneroso nei suoi confronti ritenere che zucchi si sia "accaparrato quel migliaio di voti che Eddy, per coerenza sua, non ha voluto."
    vota non olent, se sono acquisiti senza stringere alcun pactum sceleris.
    zucchi ha saputo intelligentemente sfruttare alcune dinamiche interne a Forza Italia, che gli hanno consentito di condurre una campagna elettorale facendo quello che gli pareva.
    Ha potuto sommare al consenso di cui già disponeva i voti di mafarkuzzi (stimabili in circa 300), più un accordo non esclusivo ma evidente nei fatti (e negato nei discorsi) con lattanzi.
    tutto qui.

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  36. andrea vuillermoz curiat dell'8 settembre (ore 14.22),
    e adesso ci verrai anche a dire che i foyers valdôtains, fondati appunto da emily, erano in realtà dell'UV, che lei li ha abbandonati perché odiava la pervasiva fédération e magari che Gesù è morto di freddo...?

    che blateri?

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  37. gigio,
    il comunicato mi sembra abbastanza asettico.
    o no?
    vedi, le critiche senza elementi concreti finiscono per sortire l'effetto opposto.
    hai seguito bene "la stampa" in questi ultimi tre mesi? notato niente?

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  38. bruno courthoud9 settembre 2008 06:33

    mi fa molto piacere che discutiate di questo problema e mi trovo sostanzialmente d'accordo. Personalmente posso dire di non aver mai lavorato così poco e guadagnato così tanto come da quando è entrata in vigore la 45/95, e questo non per colpa mia. Edovviamente ero pagato dai cittadini. Ma ai sindacati (e ai politici) va bene così. Avevo addirittura interpellato per iscritto la commissione di valutazione istituita dalla legge 45/95, il coordinatore e il Presidente Viérin. La Commissione ha risposto in questo modo: "Apprezziamo la sua volontà di fare. Siamo certi che l'Amministrazione provvederà a trovare una soluzione." NESSUNO si è mai fatto vivo. Credo che passare sei anni chiuso in una stanza senza sapere cosa fare ed avere sempre a che fare con dei muri di gomma sia una cosa ATROCE per chiunque. Personalmente posso solo dire che mi ha rovinato la vita, la salute (che non è mai stata di ferro)e ogni fiducia in un miglioramento. Me ne sono andato sbattendo la porta, il lavoro che facevo mi piaceva e se le cose fossero andate diversamente, sarei ancora lì, e non qui a scribacchiare da un blog all'altro (lo faccio soprattutto perché una situazione simile non si verifichi più per altri miei colleghi, ma ho perso ogni speranza).
    A proposito di tentativi di soluzione, posso solo dire che ci fu un incontro (presenti Vallet, il coordinatore Rocco, Del Degan, demansionato come, il direttore Béthaz ed il sottoscritto). Io e Del Degan avanzammo addirittura proposte di soluzione che non furono accolte. Alla fine Vallet INCARICO' la Béthaz di trovare una soluzione che potesse risolvere la situazione. Tornammo in Ufficio e ci incontrammo con la Béthaz. Ci disse CHIARAMENTE che non aveva idea di che cosa proporci (le cose da fare non mancavano ...). Insomma, dappertutto muri di gomma impenetrabili (senza sapere il perché).
    Scusate lo sfogo, spero sia l'ultimo, ma non avrei mai pensato che la mia vita lavorativa dovesse finire in mezzo a tanta mediocrità e meschinità.
    Rimpiango ora di non aver accettato, a suo tempo, diverse offerte di lavoro solo perché mi avrebbero allontanato dalla Valle d'Aosta.
    Il problema di un eventuale e diverso orientamento politico tra funzionario e politico, se ognuno sta al suo posto, NON SUSSISTE. Personalmente mi son sempre trovato perfettamente a mio agio con Assessori di qualsiasi orientamento politico (fino alla riforma).

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  39. @ Bruno, ti do' un elemento positivo: tu almeno la pensione la vedi e la tocchi. Per me resta una cosa dai contorni non ben definiti. Non dimentichiamo che circa metà del debito pubblico italiano serve per pagare le pensioni... quanto potrà durare questo trend? Fino a quando lo Stato potrà permettersi di incassare 100 e spendere 120? Dopo soli 5 anni ci troviamo con un delta del 200%. Vivi con positività la tua "retraite" nella magnifica Rhêmes e confida nel fatto che quando si è toccato il fondo (riferito al sistema) non resta altra strada che risalire la china. Credo nella nostra regione, nella sua storia, nei differenti punti di vista più o meno autonomistici, nei momenti difficili la Vallée ha sempre saputo venirne fuori proteggendo i suoi abitanti, sarà lo spirito montanaro, sarà che geograficamente parlando siamo una specie di "isola" montana (già i romani ci definivano "infra montes"), sarà che abbiamo chi più chi meno la testa dura, sarà quel che vuoi, ma alla fine se ne esce in maniera decorosa. Perdona i miei slanci sul filo dell'indipendentismo, ma non vedo, o forse non voglio vedere, un destino incrociato con quello italiano (adesso Alberto mi farà la pelle...), proprio perchè il passato e il futuro ci rendono più simili agli abitanti della Savoia, dei Pirenei occidentali, al Vallese, che al resto della penisola. Non dimentichiamo poi che non sono le risorse che ci mancano, il primo tassello importante è stato il riprendersi la produzione di energia elettrica, il secondo sarà la trasmissione e la distribuzione, vedrai che arriverà ed è la sola condizione che permette una tariffa agevolata per i valdostani. Spero che da te faccia bello, perchè qui sulla Manica, tanto per cambiare, diluvia. Ciao! Philippe

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  40. bruno courthoud9 settembre 2008 09:49

    per quanto concerne il delicato problema del visto di legittimità (ora i funzionari regionali e i segretari comunali, magari con una pistola puntata alla tempia, vistano qualsiasi cosa), sarebbe necessario, a garanzia del cittadino (il problema dell'autonomia c'entra come i cavoli a merenda), reintrodurre un controllo di legittimità da parte di un organo terzo, tecnico e non politico. E' fondamentale.

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  41. sulla necessità di un organo di controllo non ci piova, a giugno eravamo gli unici ad averla esplicitamente scritta nel programma...

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  42. ...giusto per stare sul concreto!

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  43. e per concludere, hai notato che, con una metatesi di z e k, mafarkuzzi è l'anagramma di mafarzukki?

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  44. organo di controllo si', ma eviterei di ricalcare la CO.RE.CO., perchè quando era attiva ad un comune diceva ok e all'altro (stessa legge, stessa delibera) richiesta di elementi istruttori e poi ko! Se non ricordo male anch'essa era nominata dal Consiglio, quindi sulla sua indipendenza dal palazzo nutro qualche piccolo dubbio. La mia proposta invece sarebbe di fare una delegificazione totale, diciamo passare dalle 240.000 leggi in vigore (sono dati del Prof. Sabino Cassese non me li sono inventati) a 7.000 leggi, come in Francia, o 4.000 come in Germania. Dei regolamenti edilizi che dicono quel che si puo' fare e quel che NON si puo' fare, senza lasciare troppo spazio alle interpretazioni del politico o del funzionario di turno. Anni fa ebbi l'occasione di leggermi il regolamento edilizio di Chamonix, magnifico nella sua forma. Poche pagine separate da una linea verticale nera (un po' come il BUR), a sinistra quel che si puo' fare, a destra cio' che è vietato. Poche leggi lascerebbero poco spazio ai pareri di legittimità, ma forse vivo in un mondo virtuale e fantascientifico, eppure sono solo 12km che separano Courmayeur da Chamonix...
    Philippe

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  45. Alberto Grisero - Aosta9 settembre 2008 16:16

    Philippe Kieffer dice che è già un miracolo, trovare qualche valdostano disposto a partire per Roma: io, invece, lo farei di corsa. A molti nostri conterranei, infatti, farebbe bene aprire, i propri orizzonti (anche mentali!) a nuove mete (in Italia, però, non sulla sponda francese della Manica!)
    In ogni caso, voglio, ancora una volta, solidarizzare con l'amico Bruno che ha provato, sulla propria pelle, cosa voglia dire mettersi contro il "sistema Valle d'Aosta". A mé, com'è noto, hanno tentato di far di peggio ma, per mia fortuna, sono sufficientemente "figghie 'e boddana" (senza esagerare, ovviamente) da saperci sguazzare dentro.

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  46. bruno courthoud9 settembre 2008 17:32

    sì, lo avevo notato: raffinatezze linguistiche!
    per philippe
    oggi qui, tra i monti dell'afghanistan, la giornata è stata discreta, ma adesso si sta rannuvolando. Peccato, per domani avevo in programma una passeggiata con la famiglia, tanto per riprendermi un po', tra le gole di una vallata qui vicino, dove, mi dicono, vive ancora lo yeti.

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  47. bruno courthoud9 settembre 2008 17:41

    sempre per philippe
    dici che siamo in vista della fossa delle marianne (11.000 m. circa sotto il livello del mare.
    Per quanto riguarda le pensioni, mi dispiace, io avevo tutte le buone intenzioni di arrivare alla pensione di vecchiaia, ma non è stato possibile! Non mi sento quindi minimamente in colpa verso i più giovani (tra l'altro, adesso, fino a 65 anni non posso neanche lavorare, mi decurterebbero la pensione del 30%!). Qualche lavoro occasione e saltuario facendo attenzione di non superare una cifra fissata per legge, altrimenti non rimarrebbe che il lavoro nero!

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  48. Dear Bruno, non ti ho chiesto di sentirti in colpa, ti ho dato solo un elemento positivo. L'incazzatura non ce l'ho con chi oggi è in pensione, ce l'ho con chi oggi non è in grado di poter garantire la mia, incazzatura legittima credo, no?
    Per Alberto, condivido la necessità di aprirsi a nuove mete, ma che queste debbano essere necessariamente italiane no. Non credo proprio sia il sistema romano quello più performante d'Europa! Normalmente si copia da chi va' meglio, non peggio! Per carità Roma è citta magnifica sotto il profilo dei beni culturali, merita attenzione da turista, ma dal punto di vista amministrativo meglio che si tengano strette le loro performances (tipo le 245.000 leggi in vigore). Oltre la coda alla vaccinara, l'abbacchio e le tagliatelle di Meo Patacca non vedo cos'altro possa esportare Roma nel mondo... Ci sono esempi ben più avanzati in Europa: la Svezia, la Finlandia, la Germania, la Gran Bretagna (anche se gli inglesi mi stanno sulle balle) e ultimamente anche l'Ungheria. Dalla Francia avremmo solo da imparare, avessimo a Roma un certo Sarkozy! Devi sapere che il debito pubblico francese è ben più basso di quello italiano, ma un disoccupato in Francia ha un'indennità di disoccupazione di 1.100 euro al mese per tre anni, uno che non ha mai lavorato e compie i 23 anni ha diritto al RMI, 800 euro al mese, le spese sanitarie sono rimborsate al 75% dallo Stato, dentista incluso. Gli abitanti di Ventimiglia comprano le medicine a Menton perchè, anche se non rimborsate dal SSN, costano un quinto rispetto all'Italia e parlo delle stesse, identiche medicine. Se a questo aggiungiamo les allocations familiales, gli aiuti alla creazione di imprese e il fatto che il Ministro dell'Interno della Repubblica francese (che non ha proprio l'estensione territoriale della Maremma toscana)guadagna poco più di 11.000 euro al mese, abbiamo un bel quadretto. La differenza sta nel fatto che la Francia è antica, l'Italia è relativamente giovane. La Francia (che di belinate ne ha fatte anche lei) ha saputo giocare la carta dell'integrazione, si mantiene le sue ex colonie e applica il detto "liberté, égalité, fraternité" meglio che puo'. Credo che oggi rappresenti il monumento alla centralizzazione, non vedo altri stati al mondo cosi' prefettizi (pensa le mie spinte indipendentiste come urlano vendetta....), pero' porco cane i servizi fuonzionano benissimo. E quando tutto funziona le ideologie restano patrimonio degli uomini, servono come basi di discussione, ma non diventano modelli per nuovi stati. La legge sulla laicità dello stato (quella che vieta il velo islamico a scuola, i crocifissi e altri segni religiosi nelle classi ecc ecc, per capirci) è stata approvata dal 98% dei deputati!!!! Si scornano sulle privatizzazioni di EDF (l'Enel francese) o sulle 35 ore, ma quando si tratta della "nazione" fanno scudo e sono compatti. Questo spiega perchè i bambini imparano la Marsigliese a scuola e se la cantano per tutta la vita. A noi resteranno il Colosseo, le Terme di Caracalla e le catacombe di San Callisto, ma di monumenti romani ce ne sono anche in Germania, in Francia, in Spagna e in Inghilterra. Uno stato si fonda su diritti e doveri dei suoi cittadini e dei loro amministratori, non sulle pietre. Ciao!
    Philippe

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  49. Alberto Grisero - Aosta10 settembre 2008 15:48

    Egregio Philippe Kieffer, la Valle d'Aosta e il canton Vallese, invece, che cosa avrebbero mai, da esportare nel mondo?! Prima dell'Unità d'Italia, questa Regione, era la patria dell'alcolismo, del cretinismo alpino e della miseria nera: è proprio per questo, che io, ho sviluppato una discreta ammirazione (sia pure al netto di certi eccessi) per la superiore astuzia meridionale (i valdostani, infatti, li ho conosciuti, sin troppo bene, ai tempi delle scuole "superiori").

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  50. Suggerirei di leggere bene il post, io non ho detto che la VdA e il Vallese abbiano da esportare più delle altre realtà italiane, ho detto che se si deve "importare" qualcosa meglio andarlo a cercare a Nord... Il cretinismo sarebbe stato curato anche da medici svizzeri o francesi, la miseria della quale parli era presente un po' dappertutto, non mi risulta che a Napoli prima del 1861 navigassero nell'oro, sull'alcolismo ti ho risposto un paio di mesi fa e lo metto sullo stesso piano della miseria, esiste dappertutto nel mondo, esclusi i paesi islamici, con alcune eccezioni. Le superiori le hai finite da almeno 20 anni, francamente mi chiedo come hai fatto a resistere cosi' tanto tempo in una regione cosi' inospitale ed arretrata.
    Philippe

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  51. Andrea Vuillermoz11 settembre 2008 07:50

    Ma come si fa Eddy a pubblicare le stronzate che dice Grisero. Ma basta!!

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  52. perché ergersi a giudici? un po' di spirito volterriano, parbleu!
    In fondo, per ognuno, stronzate sono sempre quelle degli altri...

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  53. Alberto Grisero - Aosta11 settembre 2008 16:20

    Volendo fare un discorso obiettivo e pacato (effettivamente, mi rendo conto che, ogni tanto, vado sopra le righe, un po' come accade, ancora oggi, a Cossiga!) bisogna venire a capo del fatto che, il mondo, è sintonizzato su di una lunghezza d'onda diversa, rispetto alla valle d'Aosta: il fatto che NESSUNO consideri il nostro, un modello culturale da seguire, dovrebbe farci riflettere sul fatto che, nella nostra Regione, è realmente necessario aprirsi ad orizzonti mentali più ampi, rispetto a quelli di Pont-Saint-Martin.

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  54. anche rispetto a quelli più ampi di Courmayeur e di St. Rhémy-en-Bosses... PK

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  55. controlli sulla legittimità degli atti (se n'è parlato sopra)

    è di oggi la non notizia (La Vallée) di una causa di risarcimento danni vinta da un privato per un abuso commesso dall'amministrazione comunale di Brissogne (illegittima procedura di esproprio di terreno - 10 mq. - per la costruzione di una strada):
    durata della causa: 15 anni (quindici!)
    valore della causa: del tutto simbolico (10 mq di terreno a Brissogne!)

    Motivo della causa: la delibera del 24 settembre 1993 NON era LEGITTIMA, in quanto ometteva il termine per l'inizio della procedura espropriativa (omissione casuale o volontaria? non ha alcuna importanza).

    Dopo l'entrata in vigore della legge sui segretari comunali (alter ego del sindaco) e l'abolizione di ogni organo di controllo, il numero dei provvedimenti amministrativi illegittimi è aumentato esponenzialmente: l'illegittimità degli atti non è più l'eccezione, ma è diventata la regola.

    La vicenda sopra riportata è emblematica della situazione in cui si trova il cittadino che voglia opporsi ad una decisione della pubblica amministrazione che lede i suoi diritti appellandosi alla cosiddetta autonomie communale (vessazione comunale).

    Non è forse il caso di ripristinare un controllo di legittimità sugli atti da parte di un organo terzo?

    p.s. uno dei due privati interessati alla causa è nel frattempo deceduto (non vale la pena di dilungarsi qui sulla macchinosità e lunghezza dei processi civili, i quali sembrano studiati apposta, con le loro procedure, per far sì che il poveretto che lo intraprenda venga spennato da avvoltoi affamati (li chiamano avvocati), e da giudici che lasciano fare (un rinvio tira l'altro ...)

    E pensare che sarebbe, appunto, bastato il controllo di legittimità di un organo terzo!

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