PRENDRE PARTOUT
METTRE CHEZ-NOUS
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10 settembre 2008

85.000













stadio gremito, un'intero quarto d'ora di assordante tifo scatenato per atleti ciechi che corrono i 5.000m.
Tanto per capirci, 85.000 spettatori che si sono comperati il biglietto.
Brividi veri.

Unico settore vuoto - o quasi - quello della stampa.


(cliccate sulle foto per ingrandirle)

9 commenti:

  1. Sarei solo contento di vedere una medaglia in più per gli atleti disabili rispetto ai "fighetti" delle olimpiadi, cosi', solo per farli volare un po' tra la polvere e le pistrelle del pavimento. Gli atleti delle paraolimpiadi meriterebbero una ben più alta considerazione, ma non essendoci gli interessi economici degli sponsor (o meglio non in egual misura) anche i giornalisti se ne strabattono. Basta vedere lo spazio dedicato a questi eroi dalle tv di tutto il mondo. Buone Paraolimpiadi Eddy!
    Philippe

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  2. Alberto Grisero - Aosta10 settembre 2008 16:04

    Io, però, mi permetto, pur nella delicatezza dell'argomento, di dire, come sempre che "il Re è nudo": qualche anno fa, il giornalista della Stampa, Massimo Gramellini (che non è, certamente, un reazionario) si chiedeva se fosse logico, o meno, far gareggiare delle persone che NON sono, palesemente, in grado di farlo, a causa del proprio handicap. Ha senso, ad esempio, far correre dei non-vedenti? E se sì, con quale criterio?
    P.S: gli atleti che partecipano alle Olimpiadi "normali", salvo qualche eccezione, non sono "fighetti").

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  3. Un altro problema è che ci sono diversi gradi di handicap e di tipo diverso: nuota chi è senza un braccio contro chi è senza una gamba? A me paiono un po' una stronzata le paralimpiadi. Alla fine gareggiano tra loro solo i malati "leggeri", ovviamente.

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  4. Intanto grazie a Eddy per le foto da "inviato speciale". Trovo nobile, umano e solidale permettere ai disabili di confrontarsi sul terreno sportivo. Un mese fa ho assistito ad una gara di triathlon vicino a Calais. Sono arrivato per caso, durante la prova di nuoto (e il Mare del Nord non è proprio una vasca da bagno) c'era un concorrente che nuotava pianissimo, dalla riva TUTTI ovviamente scherzavano sul fatto che era l'ultimo, e che si avvicinava a riva 5 minuti dopo gli altri. A vederlo sembrava stremato, invece no, quando esce dall'acqua scende un velo glaciale su tutti gli spettatori, aveva un braccio solo e una gamba seriamente menomata. Mi sono sentito una merda, gareggiava con atleti perfettamente abili, passato davanti a me non ho potuto fare a meno di applaudirlo, forse per chiedergli scusa per quello che avevo pensato. Avessi partecipato anch'io sono certo che sarei arrivato dopo di lui. Penso che le paralimpiadi servano principalmente ai concorrenti, a dare loro la voglia di combattere un vita difficile. Cosa c'è di illogico in questo? Per di più non ci frantumano gli zebedei con le isole dei famosi e cazzate varie, sono persone che ci insegnano tanto, come quel triatleta nel Mare del Nord.
    Philippe

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  5. per la suddivisione in categorie che garantiscano un'equivalenza dello svantaggio in funzione del diverso tipo fi handicap, esistono appunto i cosiddetti "classificatori", gruppi di esperti che valutano e stabiliscono i parametri.
    Si tratta ovviasmente di un tema controverso, costantemente affinato di Paralimpiade in Paralimpiade.

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  6. In effetti sui media "classici" italiani non v'e'alcuna traccia delle paraolimpiadi. Tranne un accenno durante i TG alla cerimonia di apertura, per il resto silenzio tombale. Nemmeno sul Corriere ricordo di aver letto alcunché (controllero' meglio, di solito non spulcio le pagine sportive).

    Ma come stanno andando gli italiani? Vero, vado a cercarmeli su Internet :-)

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  7. gli italiani si stanno battendo bene, oggi è arrivata un'altra medaglia d'oro, per di più "pesante" nel canottaggio (4 con).

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  8. Alberto Grisero - Aosta12 settembre 2008 16:33

    Vedo, con piacere, che è arrivato su questo sito, un visitatore "da fuori": l'amico Angelo di Brugherio (MI). Questo mi fa molto piacere, perché io ho tendenza a legare con chi viene dalle altre Regioni (anche se, per la verità, ho pudore, nel lavare i panni sporchi della Valle d'Aosta, "fuori casa").
    Benvenuto, anche se, da queste parti, sentirai dire peste e corna, su di uno come mé!

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  9. la caduta di Viganò ormai quasi al traguardo è stata, a dir poco, orribile. Dovrà rinunciare alla gara di oggi, per lui, in tutti i sensi, una tragedia.

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