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17 marzo 2008

dal diciotto politico all'eccellenza

Nel consueto Pubblico&Privato del lunedì, Francesco Alberoni sul Corriere della Sera affronta oggi il tema dell'eccellenza.
Un passaggio vale tutto l'articolo:
"Oggi però la spinta all'eccellenza viene ostacolata da una pedagogia che punta sulla facilità, la mediocrità, l'improvvisazione. Col risultato che i ragazzi non hanno informazioni sistematiche, non sanno concentrarsi e non sanno argomentare. Mentre coloro che vorrebbero una scuola rigorosa - molti insegnanti delle scuole medie e superiori e dell'università - vengono sistematicamente osteggiati."

29 commenti:

  1. il Sovversivo17 marzo 2008 15:59

    Non sono assolutamente d'accordo.

    Non è vero che oggi c'è una pedogogia che punta sulla facilità, oggi, fortunatamente, tra chi si occupa di scuola molti non lo fanno più nell'ottica antica per la quale "i ragazzi debbono imparare, e basta".

    Oggi, e purtroppo ancora troppo poco, un po' si è capito che per imparare le cose c'è sempre tempo e che è più giusto che la scuola sia un posto in cui si impara a usare la testa ponendo le basi per un processo di apprendimento che durerà per tutta la vita.

    Rapportarsi coi ragazzi in modo personalizzato a seconda delle loro caratteristiche e fare il possibile perché sviluppino le loro naturali inclinazioni verso un sapere in armonia con loro stessi, questo dovrebbe fare la scuola.

    Quanto a chi vuole rigore allo scopo di far uscire dai lager scolastici un esercito di soldatini che sanno molto ma non capiscono un tubo, per me meritano solo una pernacchia.

    Li seppeliremo con una rissta.

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  2. Della serie : a pensar male etc. L'ansa 450mila è stata iperparca di notizie sui ricorsi della lista DS . Alla notizia della bocciatura definitiva , lanci plurimi sui particolarissimi diessini locali : ferraris , caracciolo , fiou ... Sottosegretario , significa qualcosa tutto ciò ?

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  3. Alberto Grisero - Aosta17 marzo 2008 16:56

    Non c'è da meravigliarsi, egregio Eddy Ottoz: l'estrema Sinistra non è mai stata meritocràtica ma ha sempre sostenuto la tesi beota, secondo cui, in questo mondo dobbiamo andare avanti tutti, indipendentemente dalle capacità! Se qualcuno si permette, invece, di parlare di "selezione in base al mèrito", viene bollato come borghese conservatore o reazionario snob. Per fortuna, la tesi secondo cui "la Sinistra ha sempre ragione perché ha fatto la Resistenza" sta per finire...

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  4. sovversivo,
    non sei d'accordo con che cosa? Con ciò che pensi di aver capito che intende Alberoni o con ciò che Alberoni ha detto?
    Dici Oggi, e purtroppo ancora troppo poco, un po' si è capito che per imparare le cose c'è sempre tempo e che è più giusto che la scuola sia un posto in cui si impara a usare la testa ponendo le basi per un processo di apprendimento che durerà per tutta la vita.
    Perfetto. Ma se anche questo lo si fa male non c'è ricerca dell'eccellenza, se lo si fa bene si. Non è un problema ideologico, è un problema di competenze, di sensibilità e d'impegno.
    O ti risulta che la scuola (dalla media inferiore compresa in su) funzioni bene?
    Facci capire.

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  5. alberto,
    non stiamo parlando né di destra né di sinistra, stiamo parlando di scuola.

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  6. c'è una solo passaggio, in ciò che ho riportato di Alberoni, che parla di nozionismo, di non insegnare ad imparare, di non rispettare la sensibilità individuale di ogni ragazza o ragazzo?

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  7. bruno courthoud17 marzo 2008 20:39

    per fortuna che, almeno nella pubblica amministrazione, adesso ci sono assessori e sindaci che, supplendo alle carenze della scuola, sanno riconoscere e premiare l'eccellenza dei loro dipendenti.

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  8. bruno courthoud17 marzo 2008 22:27

    dal diciotto politico all'eccellenza "politica".

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  9. bruno courthoud17 marzo 2008 22:40

    Non ho mai capito come i DS abbiano potuto convivere per tanto tempo insieme all'UV senza capire nulla (?) di queso mouvement. Ora, dopo le vicende e le esternazioni di Ferraris, Fiou, Caracciolo, ... (beneficiari a suo tempo dell'UV) tutto mi pare chiaro. Non capisco invece perché l'ANSA insista nel dare voce a esternazioni di singoli personaggi che parlano (o sembrano parlare) a titolo personale, "à la recherche du temps perdu".

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  10. In questo pianeta e nel 2008 , eccellenza significa anche saper parlare inglese come si parla l'italiano . Chi è liberale deve permettere , a chi stranamente lo vuole , di conoscere il francese alla pari con l'italiano . Ma la libertà del localista non può passare attraverso la negazione della libertà di scelta a chi localista non è . E generalmente ha salito più 4000 da solo che ogni direttivo politico di partiti locali , che si richiamano alle montagne solo come pretesto per chiedere soldi a tutti . Grazie per non aver censurato .

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  11. la rai nazionale si è già adeguata. Stamane al radiogiornale delle 8 ho sentito, per la terza volta dire alla cronista "déjà view".

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  12. Per imparare ad imparare, qualcosa occorre imparare, per allenarsi ad imparare. Alla faccia del nozionismo. Così come per allenare la memoria occorre imparare qualcosa a memoria.

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  13. elementare, watson, elementare.

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  14. il Sovversivo18 marzo 2008 11:15

    Accetto l'invito, ero passato su questo Blog per caso ma il dibattito mi appassiona.

    Permettetemi però di glissare sulle scempiaggini di Grisero che non ritengo titolato a discutere di alcunché, e ancor meno ritengo idoneo a parlare di eccellenza, in quanto egli non sa nemmeno cosa sia.

    Grisero so chi sei, ti conosco e conosco le tue performances quindi non ho intenzione di sprecare il mio tempo con te. Ti prego quindi di non rispondermi. Grazie.

    Ora, Lei sig. OTTOZ riporta un passaggio che recita così:

    la spinta all'eccellenza viene ostacolata da una pedagogia che punta sulla facilità, la mediocrità, l'improvvisazione. Col risultato che i ragazzi non hanno informazioni sistematiche, non sanno concentrarsi e non sanno argomentare. Mentre coloro che vorrebbero una scuola rigorosa - molti insegnanti delle scuole medie e superiori e dell'università - vengono sistematicamente osteggiati.

    A me importa poco che la frase sia di Alberoni o di chiunque altro, da essa risulta comunque evidente che chi la pronuncia ritiene che la moderna pedagogia voglia una scuola facile, mediocre e improvvisata; che ai ragazzi manchino le informazioni sistematiche (nozioni, sbaglio?) e che chi vorrebbe il rigore venga osteggiato. Non è difficile capire che colui che ha scritto queste parole vorrebbe una scuola meno facile (selettiva), meno mediocre (non capisco cosa c'entri la mediocrità), meno improvvisata (non capisco cosa c'entri l'improvvisazione) e che dia tante informazioni sistematiche (nozionista).

    Ecco ciò con cui sono in disaccordo.

    La scuola non deve essere né facile né difficile, essa deve proporre delle informazioni e offrire gli strumenti per elaborarle e non deve avere il compito di giudicare se e quanto i cittadini che ne usufruiscono li abbiano fatti propri. Gli insegnanti dovrebbero essere bravi a spiegare ai ragazzi ciò che sanno e a insegnar loro a utilizzare al meglio le loro competenze e le loro capacità; non dovrebbero sprecare più della metà del loro tempo lavorativo in prove di verifica, orale e scritta, che hanno il solo scopo di giudicare il livello di apprendimento e di erogare il conseguente giudizio. Non deve essere compito della scuola valutare la crescita dei suoi utenti, essa deve fornire un servizio e sta a chi lo utilizza decidere che uso farne.

    La scuola non deve essere mediocre, sono perfettamente d'accordo, e neanche improvvisata, questo però non significa che essa debba essere un luogo di addestramento in cui formare cittadini-soldato. La scuola deve essere il posto in cui chi lo desidera può attingere a conoscenza e formazione, non la fabbrica in cui si costruiscono élites.

    E poi, infine, veniamo al tanto invocato rigore.

    Ma quale rigore?

    Nella valutazione degli apprendimenti? Allora prima bisogna insegnare agli insegnanti a rapportarsi con ogni studente in modo adeguato alle sue proprie caratteristiche altrimenti si compiono vere e proprie ingiustizie (nulla è più ingiusto che trattare allo stesso modo individui diversi) in quanto l'alunno standard, con cui la scuola vorrebbe avere a che fare, non è ancora stato inventato (per fortuna).

    Nell'insegnamento della disciplina e dei valori onde formare bravi cittadini? Allora prima bisogna fare chiarezza su quali siano i valori da proporre e i livelli disciplinari cui tendere, perché, signori miei, non esiste una sfera di valori di riferimento valida per tutti e non esiste un'idea di disciplina valida per tutti. Io sono convinto che le persone debbano maturare in libertà la propria personalità e credo fermamente che solo la libertà possa generare autocoscienza e responsabilizzazione.

    Nella gestione del comportamento? Beh, allora prima bisognerebbe insegnare a molti insegnanti come si sta al mondo. Non sono assolutamente disposto a delegare a uno sconosciuto di sconosciuta provenienza e cultura la formazione caratteriale di mio figlio.

    Facciamo un giochino, poche brevi domande:

    1) chi di voi che leggete lavorerebbe in un'azienda in cui l'inizio e la fine del turno di lavoro sono scanditi da una doppia campanella che da a ognuno 5 minuti di tempo per entrare al lavoro, correre al proprio posto e essere pronto a operare seduto, silenzioso ed ordinato?

    2) chi di voi che leggete lavorerebbe in un'azienda in cui durante il lavoro c'è un dirigente che non smette MAI di controllarvi, che non vi perde mai di vista, che non consente di scambiare una parola col collega vicino, che butta via il vostro prodotto se non gli gusta, che si permette di darvi dell'ignorante se non eseguite le sue istruzioni come lui ritiene vada fatto e che ribadisce ogni giorno che non si mastica la cicca ?

    3) chi di voi che leggete lavorerebbe in un'azienda in cui per andare a fare la pipì bisogna alzare la mano e chiedere il permesso al suddetto capo, ivi compresa la possibilità che Egli neghi l'autorizzazione?

    4) chi di voi che leggete lavorerebbe in un'azienda in cui le pause si prendono quando lo dice la campanella, durano 15 minuti e sono soggette al più rigido controllo (per andare a far due parole col vostro amico che lavora al piano di sotto dovete fuggire di nascosto e per andare all'ufficio personale dovete farvi accompagnare da un commesso che verifichi cosa fate andando e, poi, tornando)?

    5) chi di voi che leggete lavorerebbe in un'azienda in cui non si può portare il cellulare né alcun aggeggio ludico, elettronico e non, (neanche da usare nella pausa) pena il sequestro dello stesso e la successiva riconsegna alla vostra famiglia?

    6) chi di voi che leggete lavorerebbe in un'azienda in cui i ritmi della produzione sono scanditi in modo temporale e non qualitativo per cui se non avete finito di elaborare una pratica al suono della campana dovete accantonarla per iniziarne un'altra, salvo poi riprendere il lavoro interrotto a distanza di alcuni giorni (e sempre dietro apposito squillo di campanella)?

    7) chi di voi che leggete lavorerebbe in un'azienda in cui le vostre capacità non contano nulla se non vengono applicate alla realizzazione del prodotto che il capo vi richiede in quel preciso frangente e in modo assolutamente non oggettivo ma dipendente esclusivamente da come la vede lui in tale momento?

    8) e, infine (ma ci sarebbero altre decine di esempi) chi di voi che leggete lavorerebbe in un'azienda in cui la retribuzione viene erogata solo se il prodotto è valutato idoneo da chi era deputato ad insegnarvi a produrlo (sempre senza procedure di valutazione oggettive ma solo e sempre a discrezione del suddetto capo che valuta in base a standard suoi personali)?

    Ve lo dico io: NESSUNO a meno che non sia alla disperazione e alla fame, però dai nostri ragazzi lo pretendiamo.

    Per finire, sig. OTTOZ, le ripropongo la mia definizione di apertura perché non vorrei che questi 8 quesiti facessero passare in secondo piano la questione posta: La scuola non deve essere né facile né difficile, essa deve proporre delle informazioni e offrire gli strumenti per elaborarle e non deve avere il compito di giudicare se e quanto i cittadini che ne usufruiscono li abbiano fatti propri. Gli insegnanti dovrebbero essere bravi a spiegare ai ragazzi ciò che sanno e a insegnar loro a utilizzare al meglio le loro competenze e le loro capacità; non dovrebbero sprecare più della metà del loro tempo lavorativo in prove di verifica, orale e scritta, che hanno il solo scopo di giudicare il livello di apprendimento e di erogare il conseguente giudizio. Non deve essere compito della scuola valutare la crescita dei suoi utenti, essa deve fornire un servizio e sta a chi lo utilizza decidere che uso farne.

    Si chiama libertà.

    A rileggerla.

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  15. bruno courthoud18 marzo 2008 11:29

    eddy
    cosa ne pensi dell'Università della VDA?
    Io molto male, spero che ai miei figli non venga in mente di bazzicare da quelle parti.

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  16. Il Sovversivo18 marzo 2008 12:09

    Ah, voglio solo aggiungere che non sono di sinistra altrimenti non inneggerei alla libertà. La sinistra è liberticida. Il mio essere sovversivo deriva dal mio forte individualismo e mi pare che dalla mia analisi sia abbastanza chiaro, o no? Vi sembra che io la pensi come quel pistola di Fioroni? Ma dai ...

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  17. Alberto Grisero - Aosta18 marzo 2008 16:50

    A proposito di politica, il 24 marzo saranno trascorsi 9 anni dal tragico rogo nel traforo del Monte Bianco: ricordo, all'epoca, di avere parlato con un esponente del Rotary di Courmayeur, il quale avanzava un sospetto sconvolgente: non si era trattato di incidente, bensì, di ATTENTATO. Riflettendoci a freddo, anche in relazione alla situazione politica di Italia e Francia, nel '99, la cosa può avere un qualche fondamento: la chiusura del tunnel con annessa interruzione del traffico, ha infatti danneggiato il commercio internazionale di cui beneficiano le imprese private e "borghesi"; inoltre, c'era da punire la Valle d'Aosta che, un anno dopo, avrebbe concluso il suo ruolo di "Protettorato di guerra" (in funzione anticomunista), gestito da Roma ma controllato occultamente da Parigi. Sono personalmente convinto che, gli esecutori materiali della strage, fossero francesi (come ha fatto, il camionista belga, a salvarsi?) ma che il mandante fosse italiano.

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  18. era, per l'appunto, belga e perciò non ha capito nulla.

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  19. sovversivo delle 11.15
    capisco che, molto probabilmente, sei un insegnante, ma non stiamo parlando di te, non stiamo generalizzando.
    Inoltre, tu stai analizzando le cause, il Paese sta subendo i risultati.

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  20. sovversivo delle 11.15 bis,
    hai descritto una scuola che conosciamo bene, oppure credi che noi, avendo studiato prima del 1968, stavamo sdraiati in mezzo a leggiadre uri nella meravigliosa scuola di shangri-la?

    (non ditemi adesso che le uri non c'entrano con shangri-la, concedetemi qualche licenza poetica, l'esegesi delle sure la faremo un'altra volta).

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  21. Alberto Grisero - Aosta18 marzo 2008 17:36

    Egregio Eddy Ottoz, se lei mi autorizza, posso senz'altro assumermi la responsabilità di parlare in maniera più esplicita della situazione politica di Italia e Francia, nel 1999. Quanto al camionista belga che, per sua fortuna, si è salvato, c'è chi azzarda che, in realtà, non fosse lui alla guida del camion, durante l'incendio.
    P.S: per quanto la margarina e la farina siano infiammabili, inoltre, è possibile causare un disastro di simili proporzioni?

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  22. I ragazzi so' ragazzi e se i professori non son stronzi e non hanno i mezzi per esserlo, i ragazzi so' ragazzi e non studiano un casso. Poi più che alla spinta all'eccellenza credo anche alla spinta al miglioramento continuo per piccoli passi.

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  23. i ragazzi so' ragazzi e l'eccellenza l'è eccellenza, che 'un gli è un metodo ma un punto d'arrivo, 'un gli è che tutti devono arrivare al premio nobel, gli è sufficiente che ognuno faccia il meglio che può e che sa, ma il meglio.

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  24. More solito...del tema del blog ai 4 soliti sfigati non interessa nulla...e si lanciano in filippiche politiche , ogni occasione è buona per sostenere le proprie idee senza entrare in merito ai contenuti..Signor Grisero, lei mi sembra proprio una belva arrabbiata che ringhia contro tutto e tutti.
    P.S. Al mio precedente post (in altro tema) lei (lo sfigato numero uno) ha replicato dando addosso ai movimenti regionalisti, mi spiega cosa c'entrava? Non mi pare di avere sostenuto nessuna tesi politica.

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  25. Alberto Grisero - Aosta19 marzo 2008 16:11

    Roarr...!
    Grazie per il "signore", egregio anonimo: parafrasando il presidente della Lega-Calcio Matarrese, che ai tempi dei Mondiali di Italia '90, quando era presidente della Federcalcio, disse: "Che gusto c'è nell'esercitare il potere, se non se ne abusa almeno un po'?!" io posso dire: che gusto c'è nel partecipare ad un forum, se non se ne approfitta almeno un po'?!
    Attenzione, però, perché almeno io mi firmo!

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  26. Alberto Grisero - Aosta19 marzo 2008 16:23

    Il frustrato che si firma "Il sovversivo" dev'essere lo stesso che imperversava sul forum del giornalista aostano Roberto Mancini (solidarietà fra "compagni"!): lo si capisce da come risponde e argomenta; devo senz'altro avere toccato un suo nervo scoperto: quando succede ai comunisti, normalmente essi "sbròccano"! Ho già avuto modo di dire che il titolare del blog "il bolscevico stanco" mi ha diffidato dal parteciparvi poiché avevo scritto che considero il proletariato troppo ignorante per essere in grado di decidere, con il proprio "cervello" cosa sia lecito e cosa no.

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  27. caro eddy,
    vedo con piacere che continui a credere di poter istruire quel branco di idioti che frequentano il tuo bar. E' fatica sprecata insieme a inutile impegno di nobile ingegno . Non vedi che dicono sempre le solite cose , sia che tu parli di politica che di cultura o di costume. I comunisti rimangono comunisti , mistificatori e mendaci ed i fascisti peggiorano con il tempo (al contrario del buon vino). Io ti consiglierei affettuosamente di dedicarti a studiare (magari sociologia applicata al bloggismo culturale) e pubblicare le tue riflessioni su un vero media, di quelli più tradizionali. Non bastano i terabyte di Huston per registrare le stronzate che ti scrivono e sinceramente non capisco il tuo obiettivo, al di là del pettegolezzo....
    Ma io ti stimo troppo per pensare che tu non sia in grado di riflettere su queste mie semplici affermazioni.
    Niente di personale.
    Ciao

    Non mi firmo solo perchè sai chi sono e non vorrei ursare il mio nome per entrare in questo loop infernale

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  28. non so chi sei, ma il tono mi suggerisce qualcosa e restringe il campo delle possibilità.

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  29. Alberto Grisero - Aosta22 marzo 2008 18:33

    Guagliò, tu 'si nu grande fesso!...
    (Buona Pasqua a chi non è fesso).

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