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26 maggio 2008

vittoria imperiale

l'imperatore Rollandin capeggia la lista degli eletti dell'UV, l'empereur Diego la chiude. Stracciato il record delle preferenze: solo Rolly può battere Rolly. Tre ninfe, l'Oreade Hélène, la Naiade Emily e l'Alseide Manuela proteggeranno il tempio senza Gioia di piazza Deffeyes, orbato di Teresa e Adriana che passeranno loro il sacro sistro. Come da copione, il timtamtam ha fatto fatto vittime illustri tra i potenziali newcomer. Onore infine a Césal, che potrà finalmente fare il presidente a tempo pieno e a Mile Danna, cui non è riuscita l'operazione simpatia che fu del rabeilleur Attilio Rolando.
Lavoisier, con chimiche arti, ha risvegliato dall'ipnosi Patrizia Diemoz riportandola bruscamente alla dura realtà, grosso è stato il contributo di Grosso, ma non abbastanza grosso, mentre prometti tu che prometto anch'io l'edelweiss ha lasciato a casa Elio e Mauro. Saranno storie tese. In RenouVive Giancarlo Barucco non ha ancora capito bene che cosa sia successo, ma Roberto Louvin ha quasi pareggiato la quota del Gran Paradiso. Passa nel PD Carmela, s'impantana Sandri.
Sparito dal Consiglio il partito del no, Curtaz e Bortot saltano un giro.
Sull'opposto versante mi sono esibito per la terza volta consecutiva nel mio numero preferito: il primo degli esclusi. Passano Massimo, Enrico, Zucchi e Cleto, un gruppo dall'invidiabile amalgama.

14 commenti:

  1. Una cosa non capisco:come abbiano fatto i valdostani a rinnegare in soli 2 anni, dico 2 anni, la batosta data a Rolly...ma la coerenza dov è????

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  2. Massimo , Enrico e Cleto sono nomi , Zucchi un cognome . Perchè ?

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  3. L'avevo detto....ancora una volta sarai il primo degli esclusi...Forza dai...la prossima volta tenta con l'arcobaleno, almeno non ci sarà il primo degli esclusi hihihihihihihi.

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  4. Forse perchè in due anni hanno visto il valore di Perrin in campo, forse perchè in due anni hanno visto un Perrin sconfitto parlare di vendetta e trattare gli elettori come un branco di cerebrolesi o peggio clientes. Forse perchè in due anni hanno visto il Galletto fare una sciocca polemica pretendendo le dimissioni da presidente ad una persona perchè i suoi incarichi ricoperti nel ruolo di presidente e come presidente sarebbero stati a loro dire incompatibili con la carica stessa di presidente: una belinata allucinante che mostra a tutti il danno che farebbero costoro ad andare al Governo: dei pasticcioni come minimo. La coerenza dell'elettore sta nel premiare o no anche in base al lavoro svolto, non nel votare sempre gli stessi, quella del militante invece di votare sempre gli stessi.

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  5. Se evitavi lo spam elettorale a chi ti segue sul forum (tipo a me che ho già detto che sono unionista) ed agli amici, se ci consideri tali, forse riuscivi ad entrare in Consiglio. La manca di stile, ahimè, si paga.

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  6. Ieri è stata una giornata memorabile. Da ricordare!!! Bravo Emilio, analisi perfetta. Pensa che il secondo partito in Valle è fatto di persone che fino a 2 mesi fa erano unionisti (Pino Cerise). Quanti sassolini tolti...

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  7. uahlim,
    io non so chi mi segua sul forum, ma non sono certo un numero tale da poter pensare che, tolta la percentuale di chi conosco e di chi mi vuole bene, sui rimanenti il web-santino abbia potuto causare lo sfracello che dici.
    Lo stesso si potrebbe dire del volantinaggio sotto i tergicristalli, dell'intasamento delle buche delle lettere, della distribuzione tout azimuth dei santini tradizionali, delle telefonate registrate "vota Antonio", ecc.
    Almeno il web-santino non fa danni al polmone del pianeta.
    "Spam degli spam e tutto è spam" direbbe oggi il Libro.
    Capisco che non apprezzi la manca di stile, ma con quello che succede in campagna elettorale, mi sembra la meno manca.

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  8. Massimo Lattanzi , Enrico Tibaldi e Cleto Benin citati per nome , Alberto Zucchi per cognome . Solo un caso questo diverso trattamento ?

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  9. Alberto Grisero - Aosta27 maggio 2008 15:45

    E' proprio vero che ogni "popolo" (ma, in questo caso, forse sarebbe meglio parlare di "popolino"!) ha i rappresentanti ed i leaders che si merita: non a caso, la Valle d' Aosta, è sempre stata la "patria" delle zucche legnose e delle teste dure (appositamente protette, a Statuto Speciale, nel Parco Nazionale del Gran Paradiso!)
    P.S: Carlo Perrin sarebbe una persona di valore?!...

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  10. I risultati dipendono anche dal tipo di "convinzione" utilizzata in campagna elettorale...

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  11. bruno courthoud27 maggio 2008 17:55

    prime impressioni "a caldo"
    Il risultato di queste elezioni regionali a me appare, grosso modo, come una fotocopia del risultato delle regionali del 2003 (sui piccoli numeri, quali quelli della VDA, le variazioni % in più o in meno sono poco significative). La sconfitta di Rollandin, nel 2006, ha ingannato tanti. Non si trattava di una novità politica (AAP), quanto di un "regolamento di conti" all'interno dell'UV. Tutto è stato ricomposto con il rientro dell'uomo "forte" (si fa per dire), il quale ha avuto carta bianca, previo accordo con il suo rivale Viérin(ha zittito Caveri, "fatto fuori" Césal che non lo voleva in lista, fatto eleggere tutti i suoi uomini, salvato il pargoletto di Viérin, ecc.). E tutti i valdostani (e non solo) o quasi, zitti, con la mano tesa e la coda tra le gambe.
    In definitiva questa valle rimane un paese fermo, immobile, sordo a qualsiasi novità, sia nazionale (PD, PdL, bipolarismo), che sovranazionale. Un mondo a parte, sia rispetto all'Italia (che a sua volta è già praticamente un mondo a parte anche solo rispetto al resto dell'Europa), sia rispetto al resto dell'occidente.
    Viviamo ancora in un ambiente tipicamente "feudale", con i suoi feudatari e i suoi vassalli: chi non si adatta viene immediatamente invitato ad andarsene (basta leggere alcuni vergognosi post su questo blog) o viene zittito.
    Come, mi pare, ha giustamente sottolineato Bongiorno per il PdL, ci stiamo sempre più "emarginando" ed "isolando", sotto tutti i punti di vista. Peccato!
    p.s. Ma, "etnicamente parlando" (che disgrazia per la VDA fintanto che si abbinerà l'etnia alla politica) Rollandin è il più valdostano dei calabresi o il più calabrese dei valdostani?
    Al seggio n. 15 di Aosta, quartiere Cogne, quartiere squisitamente "calabrese", dove ho votato ed ho assistito allo spoglio in qualità di rappresentante di lista per il PD, ha stravinto l'UV (?! nulla di particolare se uno non avesse a mente l'art. 1 del relativo statuto) e, in quanto a preferenze, Rollandin ha fatto man bassa, con accoppiate varie.
    Non mi si dica che qui entra in gioco il cosiddetto "sentiment" (appartenenza etnica).
    Infine, in VDA, la democrazia (sostanziale, non formale), può ancora aspettare.
    Alle opposizioni, di centrodestra e di centrosinistra indistintamente, per i prossimi cinque anni di "regime", l'arduo compito di verificare quotidianamente (insieme a noi semplici cittadini) come verranno spesi (o sperperati) i nostri soldi, di controllare l'informazione di "regime" e di offrirci, se possibile, una informazione alternativa, di verificare che vengano premiate le persone meritevoli e non gli "hommes liges", come è avvenuto in tutti questi anni (so che la Giunta regionale, nell'ultima sua riunione, ha approvato le "linee guida" per la riforma della dirigenza regionale: tra l'altro la nomina dei nuovi "dirigenti" e la revisione dell'apparato amministrativo sarà uno dei primi atti della nuova Giunta: prestateci attenzione, anche se di solito avviene in piena estate - luglio/agosto - e così passa quasi inosservata).

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  12. Io il santino elettronico l'ho apprezzato, mi è sembrato divertente e molto meno invasivo di quelli di cartoncino che hanno onestamente rotto le palle.
    Quanto ai quasi 14.000 voti arrivati al feudatario, sono completamente in disaccordo con uahlim. Il problema della pesantissima sconfitta di rolly di due anni fa e dell'assurdo numero di voti da lui presi a questa tornata potrebbe anche avere una spiegazione diversa. E cioè che alle regionali con le preferenze si può controllare il voto, alle politiche no.
    In sintesi, i franchi tiratori non hanno potuto agire per paura di ritorsioni.
    Si vive nella paura cari miei...

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  13. La statistica dice che se, per esempio, piove dodici volte all’anno, questo significa che mediamente avremo acqua una volta al mese. Immaginiamo ora di verificare l’andamento effettivo delle precipitazioni durante due anni e di constatare che è in effetti piovuto una volta al mese. Dovremmo concludere che le 24 piogge sono state “perfettamente” aleatorie? No, dovremmo chiederci se qualcuno non ha trovato il modo per controllare il tempo che fa. I fenomeni aleatori, appunto descritti dalla statistica, sono tali perché non seguono regolarità se non sui grandi numeri. L’ordine è invece il prodotto dell’intervento diretto di una volontà umana.

    E’ con questa logica che è potrebbe essere divertente analizzare l’ultimo risultato elettorale. Cominciamo con il successo di Augusto Rollandin. L’UV ha perso quasi 3.000 voti rispetto al 2003, i votanti stessi sono in calo, Rollandin non era un candidato uscente e perdipiù la sua ultima esperienza elettorale era stata una solenne trombatura alle politiche del 2006. E’ invece riuscito a incassare un numero spaventoso di consensi personali, il che avrebbe già del miracolo. Ma non basta. Nella nutrita pattuglia UV, sono spariti quelli che gli avevano dato fastidio o che minacciavano la sua onnipotenza. Fuori A. Viérin, fuori Césal, fuori Praduroux, fuori la Charles, gli ultimi due forse semplicemente non abbastanza devoti. Fuori anche CL, la cui potenza tutti vantavano. Niente Gioia Brunod in Consiglio, e niente Maquignaz. Anzi, a essere ben sicuri che non entrerà non è nemmeno il primo degli esclusi. Se un eletto UV dovesse volontariamente o meno rinunciare, sarà Prola a prenderne il posto. Entrano invece solidi valori elettorali e umani come Lanièce, Impérial, Empereur (quanti imperatori, nell’UV...), Crétaz, Rosset, Bieler, Rini, Norbiato, Agostino, Zublena: sinite parvulos... Tra gli eletti, Caveri esce talmente ridimensionato che è difficile pensare per lui a un futuro politico. A. Cerise, che tanto si è congratulato per la sparizione dei Verdi, dovrebbe forse pensare a guardarsi le spalle: chi gli garantisce una conferma da assessore? L. Viérin è solo. E Pastoret, beh, diciamo che è spendibile. Tutti gli altri sono uomini di fede rollandiniana. Secondo miracolo, dunque: è riuscito a vincere in un’UV che ha perso dei voti e nel contempo a far “pulizia” di chi gli era sgradito.

    Dove però il miracolo comincia ad assomigliare a una precipitazione al mese è nella formazione dell’opposizione. La sinistra arcobaleno era notoriamente intrattabile. Pasticciona, arruffona, confusa, ma talvolta dura. Nessun problema: non entra, per 200 voti. Nel PD, Sandri era considerato un cavallo pazzo, inaffidabile ma brillante. Uno capace di infastidire, come dimostrano i suoi ficcanti interventi in Consiglio. Fuori, con un PD che non fa meglio dei vecchi DS. Ci saranno invece Donzel, Fontana e Rigo, con cui, diciamo, si può discutere. RVDV ottiene un ottimo risultato, a spese però di una sinistra distrutta e della coalizione nel suo complesso, che, dal 2006 al 2008 si è fumata 6.000 voti nelle politiche, e altri 6.000 da aprile alle regionali di maggio. In più, gli eletti sono notoriamente persone di buona educazione, moderati, pronti, come già dichiarato, al sogno di ogni maggioranza, l’”opposizione costruttiva”. D’altronde, sono tutti e cinque ex-UV, e a vederli seduti fianco a fianco con i loro vecchi compagni di partito si faticherà a ricordarsi che sono “diversi”: sembrerà piuttosto di vedere un’UV con 22 consiglieri... Un caso per tutti, Giuseppe Cerise, direttore del Peuple Valdôtain fino a metà 2007 e dal 2008 direttore del mensile di RV, nonché forse ancora proprietario di una parte della sede UV. O, se si vuole guardare ai leader, basti pensare a Chatrian, fino a qualche mese fa dirigente fiduciario di Aurelio Marguerettaz... e che si è dimesso dall’incarico solo per non rischiare l’ineleggibilità. Con nemici così, uno può davvero dormire sonni tranquilli.

    Andiamo a destra. Frassy era senz’altro il più tiepido rispetto a un’alleanza eventuale con l’UV. Si possono o meno condividere le sue idee e le sue battaglie, ma era considerato non in vendita. Fuori, da capogruppo uscente. Tu eri un transfuga dell’UV, e non avevi fatto mistero di non volerti piegare. Qualcosa che, se i miracoli esistono, richiedeva una punizione. Fuori anche tu, sulla soglia ma comunque fuori.

    E ora la foto che ci mostri.


    Ecco, si ha un po’ la sensazione di leggere un bollettino metereologico che riportasse una precipitazione al mese, ogni mese durante svariati anni. Tutto in accordo con la statistica, con le coincidenze che capitano in ogni elezione, con l’alea delle urne: o no?

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  14. Alberto Grisero - Aosta28 maggio 2008 16:20

    Innanzittutto, bentornato all'amico Bruno Courthoud (che, nel frattempo, ha frequentato un forum progressista!) in secondo luogo, m'interesserebbe... fare la distinta! Sui 17 consiglieri dell'U.V. appena eletti (numero porta-sfiga...) quanti, di preciso, sono in quota Rollandin e quanti in quota Viérin (per usare una ripartizione classica)?
    Concludo dicendo che, Luciano Caveri, avrà senz'altro un futuro politico ma, almeno momentaneamente, da gregario.

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