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28 maggio 2008

commentaires

dal sotterraneo dei commenti - che non tutti leggono - ecco due analisi del voto, la prima delle quali anonima su richiesta dell'autore.

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La statistica dice che se, per esempio, piove dodici volte all’anno, questo significa che mediamente avremo acqua una volta al mese. Immaginiamo ora di verificare l’andamento effettivo delle precipitazioni durante due anni e di constatare che è in effetti piovuto una volta al mese. Dovremmo concludere che le 24 piogge sono state “perfettamente” aleatorie? No, dovremmo chiederci se qualcuno non ha trovato il modo per controllare il tempo che fa. I fenomeni aleatori, appunto descritti dalla statistica, sono tali perché non seguono regolarità se non sui grandi numeri. L’ordine è invece il prodotto dell’intervento diretto di una volontà umana.

E’ con questa logica che è potrebbe essere divertente analizzare l’ultimo risultato elettorale. Cominciamo con il successo di Augusto Rollandin. L’UV ha perso quasi 3.000 voti rispetto al 2003, i votanti stessi sono in calo, Rollandin non era un candidato uscente e perdipiù la sua ultima esperienza elettorale era stata una solenne trombatura alle politiche del 2006. E’ invece riuscito a incassare un numero spaventoso di consensi personali, il che avrebbe già del miracolo. Ma non basta. Nella nutrita pattuglia UV, sono spariti quelli che gli avevano dato fastidio o che minacciavano la sua onnipotenza. Fuori A. Viérin, fuori Césal, fuori Praduroux, fuori la Charles, gli ultimi due forse semplicemente non abbastanza devoti. Fuori anche CL, la cui potenza tutti vantavano. Niente Gioia Brunod in Consiglio, e niente Maquignaz. Anzi, a essere ben sicuri che non entrerà non è nemmeno il primo degli esclusi. Se un eletto UV dovesse volontariamente o meno rinunciare, sarà Prola a prenderne il posto. Entrano invece solidi valori elettorali e umani come Lanièce, Impérial, Empereur (quanti imperatori, nell’UV...), Crétaz, Rosset, Bieler, Rini, Norbiato, Agostino, Zublena: sinite parvulos... Tra gli eletti, Caveri esce talmente ridimensionato che è difficile pensare per lui a un futuro politico. A. Cerise, che tanto si è congratulato per la sparizione dei Verdi, dovrebbe forse pensare a guardarsi le spalle: chi gli garantisce una conferma da assessore? L. Viérin è solo. E Pastoret, beh, diciamo che è spendibile. Tutti gli altri sono uomini di fede rollandiniana. Secondo miracolo, dunque: è riuscito a vincere in un’UV che ha perso dei voti e nel contempo a far “pulizia” di chi gli era sgradito.

Dove però il miracolo comincia ad assomigliare a una precipitazione al mese è nella formazione dell’opposizione. La sinistra arcobaleno era notoriamente intrattabile. Pasticciona, arruffona, confusa, ma talvolta dura. Nessun problema: non entra, per 200 voti. Nel PD, Sandri era considerato un cavallo pazzo, inaffidabile ma brillante. Uno capace di infastidire, come dimostrano i suoi ficcanti interventi in Consiglio. Fuori, con un PD che non fa meglio dei vecchi DS. Ci saranno invece Donzel, Fontana e Rigo, con cui, diciamo, si può discutere. RVDV ottiene un ottimo risultato, a spese però di una sinistra distrutta e della coalizione nel suo complesso, che, dal 2006 al 2008 si è fumata 6.000 voti nelle politiche, e altri 6.000 da aprile alle regionali di maggio. In più, gli eletti sono notoriamente persone di buona educazione, moderati, pronti, come già dichiarato, al sogno di ogni maggioranza, l’”opposizione costruttiva”. D’altronde, sono tutti e cinque ex-UV, e a vederli seduti fianco a fianco con i loro vecchi compagni di partito si faticherà a ricordarsi che sono “diversi”: sembrerà piuttosto di vedere un’UV con 22 consiglieri... Un caso per tutti, Giuseppe Cerise, direttore del Peuple Valdôtain fino a metà 2007 e dal 2008 direttore del mensile di RV, nonché forse ancora proprietario di una parte della sede UV. O, se si vuole guardare ai leader, basti pensare a Chatrian, fino a qualche mese fa dirigente fiduciario di Aurelio Marguerettaz... e che si è dimesso dall’incarico solo per non rischiare l’ineleggibilità. Con nemici così, uno può davvero dormire sonni tranquilli.

Andiamo a destra. Frassy era senz’altro il più tiepido rispetto a un’alleanza eventuale con l’UV. Si possono o meno condividere le sue idee e le sue battaglie, ma era considerato non in vendita. Fuori, da capogruppo uscente. Tu eri un transfuga dell’UV, e non avevi fatto mistero di non volerti piegare. Qualcosa che, se i miracoli esistono, richiedeva una punizione. Fuori anche tu, sulla soglia ma comunque fuori.

E ora la foto che ci mostri.
Ecco, si ha un po’ la sensazione di leggere un bollettino metereologico che riportasse una precipitazione al mese, ogni mese durante svariati anni. Tutto in accordo con la statistica, con le coincidenze che capitano in ogni elezione, con l’alea delle urne: o no?

27/5 ore 11:01 - email firmata

2
prime impressioni "a caldo"
Il risultato di queste elezioni regionali a me appare, grosso modo, come una fotocopia del risultato delle regionali del 2003 (sui piccoli numeri, quali quelli della VDA, le variazioni % in più o in meno sono poco significative). La sconfitta di Rollandin, nel 2006, ha ingannato tanti. Non si trattava di una novità politica (AAP), quanto di un "regolamento di conti" all'interno dell'UV. Tutto è stato ricomposto con il rientro dell'uomo "forte" (si fa per dire), il quale ha avuto carta bianca, previo accordo con il suo rivale Viérin(ha zittito Caveri, "fatto fuori" Césal che non lo voleva in lista, fatto eleggere tutti i suoi uomini, salvato il pargoletto di Viérin, ecc.). E tutti i valdostani (e non solo) o quasi, zitti, con la mano tesa e la coda tra le gambe.

In definitiva questa valle rimane un paese fermo, immobile, sordo a qualsiasi novità, sia nazionale (PD, PdL, bipolarismo), che sovranazionale. Un mondo a parte, sia rispetto all'Italia (che a sua volta è già praticamente un mondo a parte anche solo rispetto al resto dell'Europa), sia rispetto al resto dell'occidente.
Viviamo ancora in un ambiente tipicamente "feudale", con i suoi feudatari e i suoi vassalli: chi non si adatta viene immediatamente invitato ad andarsene (basta leggere alcuni vergognosi post su questo blog) o viene zittito.

Come, mi pare, ha giustamente sottolineato Bongiorno per il PdL, ci stiamo sempre più "emarginando" ed "isolando", sotto tutti i punti di vista. Peccato!

p.s. Ma, "etnicamente parlando" (che disgrazia per la VDA fintanto che si abbinerà l'etnia alla politica) Rollandin è il più valdostano dei calabresi o il più calabrese dei valdostani?
Al seggio n. 15 di Aosta, quartiere Cogne, quartiere squisitamente "calabrese", dove ho votato ed ho assistito allo spoglio in qualità di rappresentante di lista per il PD, ha stravinto l'UV (?! nulla di particolare se uno non avesse a mente l'art. 1 del relativo statuto) e, in quanto a preferenze, Rollandin ha fatto man bassa, con accoppiate varie.

Non mi si dica che qui entra in gioco il cosiddetto "sentiment" (appartenenza etnica).

Infine, in VDA, la democrazia (sostanziale, non formale), può ancora aspettare.
Alle opposizioni, di centrodestra e di centrosinistra indistintamente, per i prossimi cinque anni di "regime", l'arduo compito di verificare quotidianamente (insieme a noi semplici cittadini) come verranno spesi (o sperperati) i nostri soldi, di controllare l'informazione di "regime" e di offrirci, se possibile, una informazione alternativa, di verificare che vengano premiate le persone meritevoli e non gli "hommes liges", come è avvenuto in tutti questi anni (so che la Giunta regionale, nell'ultima sua riunione, ha approvato le "linee guida" per la riforma della dirigenza regionale: tra l'altro la nomina dei nuovi "dirigenti" e la revisione dell'apparato amministrativo sarà uno dei primi atti della nuova Giunta: prestateci attenzione, anche se di solito avviene in piena estate - luglio/agosto - e così passa quasi inosservata).

27/5 ore 17:55 - Bruno Courthoud

14 commenti:

  1. ottime analisi, pienamente d'accordo !

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  2. non riesco a capire come si possa pensare che questa persona possa fare quanto ho letto...Roll sarebbe riuscito a far fuori gli avversari all'interno dell'uv, gli avversari degli altri partiti, messo dei suoi vassalli al loro posto e controllato i voti dei valdostani? e chi e': Mandrake? io ho votato Roll pero' a me nessuno a chiesto niente. l'ho votato perche' come manager lo vedo eccezionale con doti naturali che altri nemmanco si sognano di avere. Secondo me e' proprio questo che lo distingue dagli altri...negli usa i candidati si fanno sedute interminabili di corsi per scegliere i vocaboli, le posizioni, le cose che si devono dire agli elettori etc etc Roll ha tutto naturale e quindi chiaramente ha il vento in poppa..dico questo non per sviolinare ma per capire come mai la maggior parte di persone credano che sia tutto fatto a tavolino..mah saro' io allora che vivo tra le nuvole...pero' mi piacerebbe capire...

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  3. manager (dal dizionario):

    dirigente d’azienda con funzioni e responsabilità imprenditoriali

    siamo perciò in un contesto economico, e un manager agisce, gestisce, in una situazione di mercato (senza aggettivi...).
    Poiché in Valle d'Aosta
    1) non esiste un mercato e poiché in economia
    2) non esiste attività economica possibile a risorse infinite,
    ne consegue che
    3) Rollandin non può essere definito un manager.

    Che poi sia abile, intelligente, scaltro, capace di sintesi rapide più di altri è certamente vero.

    Che la situazione fotagrafata dalle elezioni di domenica richieda un'approfondita analisi, sia degli aspetti positivi che di quelli preoccupanti lo è altrettanto.

    Molto bella ieri sulla 7 la ricostruzione della tragedia del Titanic, dalla progettazione del cantiere al dopo iceberg.

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  4. Alberto Grisero - Aosta28 maggio 2008 16:47

    Il veterinario di Brusson? Ho già avuto modo di scrivere, su La Stampa, lo scorso dicembre, che se costui vivesse in una qualsiasi altra Regione, farebbe, appunto... il veterinario! Certe capacità, infatti, sono tipicamente "valdostane"...

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  5. La merda che ci tirate addosso per noi è fertile letame che ci fa crescere, chè "dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior." Voi con il vostro comportamento sleale avete fatto pensare la gente: se questi si comportano così in pubblico, chissà in privato. Tutta qua la mia analisi del voto valdostano.
    Continuate con questo andazzo, mi raccomando ;-)

    Per Eddy: per diritto di contraddittorio ho inserito in quella pagina web del mio sito anche il nostro dialogo con la mia segnalazione e la tua replica (o precisazione od appunto)

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  6. Alberto Grisero - Aosta29 maggio 2008 16:40

    Egregio Uahlim, sono passati 65 anni dalle (pur comprensibili, all'epoca) ingerenze francesi in Valle d'Aosta e, questa Regione, somiglia sempre di più a certi protettorati che Parigi possiede in quelle zone del mondo ancora in via di sviluppo: non sto facendo un elogio alle suggestioni paesaggistiche di Haiti (da non confondersi con Tahiti, francese anch'essa) e della Costa d'Avorio ma sto condannando la loro situazione politica: se non ci fosse lo Stato Italiano a frenare (con eccessiva moderazione, per quanto mi riguarda), l'osannato vincitore di queste elezioni regionali ci avrebbe già portato ad una condizione del tutto analoga. Non dimentichiamo che è lui, il principale responsabile del degrado culturale della Valle d'Aosta.

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  7. ROTFL!!! Ognuno è responsabile per la sua cultura!!! se io non sapessi il francese non avrei potuto godermi lo show di Brachetti, inoltre Guste rappresenta l'ala filoitaliana e pragmatica dell'union, la CVA non si chiama CVE e va a vederti il suo sito e le immagini di lui con Ciampi ed i corazzieri.
    Noi siamo i più italiani di tutti perchè Aosta è stata la prima terra italiana. E Guste si firma Augusto, mica Auguste. E Guste è patois, mica francese. Altro che protettorato francese di bale! Ma mi raccomando, continuate così.

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  8. @uahlim
    commenti del genere mi fanno capire tante ma tante cose.....ahimè....quanto siete vecchi !!!

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  9. uahlim qual e' l'indirizzo del tuo sito?

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  10. Ovidio, sfotti o prendi per il culo? Giusto pe' sape'. Clicca sul mio nome in blu che compare in tutti i miei post e quindi anche in questo per arrivare a www.uahlim.net. Perchè net? perchè la rete è la patria di uahlim
    O chiedi perchè san Google ti ha dato più indirizzi?
    Stefano: ho fatto un test, la mia età mentale è di 50 anni pur avendone solo 38, probabilmente perchè per me la vita non è stata tutta rose e fiori ed ho dovuto vincere da solo e cercandomi gli amici ed i nemici, una malattia mentale chiamata fobia sociale
    Ma il re è nudo da quando si è spogliato in istrada davanti ai colleghi. Tu, Stefano, hai il coraggio di fare una cosa del genere? se non lo hai, tra noi due il più vecchio sei tu.

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  11. Alberto Grisero - Aosta30 maggio 2008 16:26

    Uahlim ha sostanzialmente ragione, nel suo commento in risposta al mio "pretettorato francese", tuttavia, io non mi sento per nulla rassicurato sapendo che, per i prossimi 5 anni (forse), un "imprecisato" veterinario di Brusson, godr� dei poteri di Prefetto: se non sbaglio, tra l'altro, durante la campagna elettorale, il personaggio in questione aveva pure strizzato l'occhiolino alla Lega Nord, con l'evidente intenzione di ottenere, da Roma, l'avallo per QUALSIASI cosa egli decida di fare, durante la legislatura regionale. Fortunatamente, ai piani alti dei Palazzi Romani, non sono fessi...

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  12. Credo, per riferirmi ai commenti pubblicati, che vada sottolineato anche quanto hanno evidenziato alcuni giornalisti in questi giorni intervistando Caveri (sebbene non credo che lui abbia compreso le domande e il suo comportamento). Prima di tutto la sovraesposizione mediatica, ogni giorno un comunicato per far sapere che il presidente ha incontrato il ministro slovacco oppure l'ambasciatore di Malta oppure è andato a Londra al forum delle regioni dell'Europa nordoccidentale. Ai valdostani non interessa tanto la vanità di chi li dirige ma le cose concrete e le proprie tasche. Non si tratta di voti persi per cordate o altro, il carattere che porta a camminare per strada voltando le spalle a chi gli parla (anziché fermarsi e invitarti al bar come fa Guste), di chi nei convegni passa il tempo a litigare con i relatori e i partecipanti eccetera eccetera, non è certo pagante in Valle, siamo centomila elettori, se si arriva a scontrarsi con il novanta per cento di essi, dalla curia all'aeroclub, dai giornalisti Rai ai sindaci, e così via, Luciano chi si aspettava che lo votasse, quelli che ha mandato a quel paese? Secondo me Guste sbaglierebbe profondamente a lasciargli in mano il giocattolino della presidenza del Consiglio, dove continuerebbe ad inondare di comunicati su tutti i viaggi in giro per il mondo a spese dei valdostani, offuscando le azioni concrete che intraprenderà la giunta.

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  13. diciamo che Caveri crede negli effetti di un tipo di comunicazione che si presta, in un ambiente di amiconi quale la valle, ad esserti rivoltata contro. A causa della chiusura delle montagne - in tutti i sensi - questa è la patria dei boomerang.
    Ciò nulla a ha che fare con le cose fatte, la buona comunicazione le può esaltare, il boomerang le svilisce.
    Certo poi il cocktail comunicazione boomerang/eccesso di potere della giunta genera in questa valle una distorsione dell'informazione e un deficit di democrazia. E' sotto gli occhi di tutti.

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  14. in fondo lo tsunami mediatico di Caveri ha prodotto impensabili effetti positivi dal punto di vista elettorale per il suo partito. Ma non per lui.

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