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15 ottobre 2007

referendum ai quattro sondaggi

Ci avviamo ai 1100 voti espressi. Risparmiando ogni ulteriore considerazione sulla significatività del campione che non è un campione, si potrebbe ormai ipotizzare di chiudere il sondaggio, potendosi considerare il risultato ormai abbastanza consolidato, quanto meno relativamente all'universo dei frequentatori di questo blog.
Potrei inviare una email generica comunicando, a chi volesse ancora votare, che il 20 o il 27 ottobre il sondaggio sarà chiuso.
Tra l'altro, tenuto conto del rallentamento che i sondaggi comportano, il collegamento al blog sarebbe più comodo e rapido.
Che ne dite? (commenti graditi).
P.S. Le vignette (rispettose della par condicio) sono di Mauro Biani

20 commenti:

  1. ormai l'obiettivo di sondare l'opinione l'ha raggiunto. Manca un mese al referendum non avrebbe più senso tenerlo aperto, apsettiamo il risultato reale.

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  2. bruno courthoud15 ottobre 2007 23:18

    concordo.
    Oggi giornata storica: sul sito dell'UV è leggibile il primo "proclama" in lingua italiana dopo la sua apertura. Lo stesso "proclama", anonimo e pertanto riconducibile al precedente solo per via indiziaria, è stato visto nella città di Aosta, affisso non si sa da chi e da chi autorizzato all'affissione.
    Sullo stesso sito dell'UV, all'interno di un articolo "manifesto" è improvvisamente comparso un cartello di divieto: "vietato votare", il suo significato non è equivocabile. Siccome il divieto è inserito all'interno di un articolo in lingua similfrancese ad uso e consumo di iscritti e simpatizzanti UV (che notoriamente poi non lo leggono) si presume che il cartello serva ad esplicitare il contenuto dell'articolo ed abbia valore "vincolante" esclusivamente per i soggetti per i quali presumibilmente l'articolo è stato scritto.
    Ogni commento sarebbe superfluo al di là della evidenziazione della poca considerazione che l'UV ha per i suoi iscritti (omologati alle persone incapaci di intendere e di volere) e dell'uso improprio della lingua italiana da parte di un sito il cui presidente non si è mai "abbassato", finora, all'uso esplicito di tale lingua.

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  3. Caro bruno, hai proprio ragione:
    - sul similfrancese tipico UV (il francese questo sconosciuto);
    - sull'uso e consumo per chi già ne fa e non legge (quindi inutile);
    - sul valore vincolante da buona abitudine UV (io ordino tu obbedisci);
    - sulla scarsa considerazione UV per i propri iscritti (carne da macello);
    - sul similitaliano (l'italiano questo sconosciuto).

    Ma non stupiamoci, l'UV sta morendo. A questo punto è meglio auspicarsi un decesso rapido e meno doloroso piuttosto che una lenta agonia. E' meglio auspicarlo soprattutto per la Valle d'Aosta!!!

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  4. forza Borluzzi16 ottobre 2007 08:53

    Me l'hanno fatto a fettine con il francese in più occasioni.
    Mi hanno obbligato a subirlo ed a studiarlo controvoglia.
    Ieri mia nipote aveva bisogno di un DVD urgente per studiare, è andata in biblioteca, l'ha trovato solo in francese, ha lasciato perdere e non ha fatto i compiti.
    Perron con la palla della francofonia gira il mondo a spese dei contribuenti.
    Vierin Junior non perde occasione per tirare fuori tutto il suo estremismo etnico-linguistico.
    Ma ...
    Si, c'è un ma ...
    Oggi che bisogna salvarsi il culo l'Union riempe la città di manifesti in Italiano.
    Se non fosse tragico sarebbe tutto da ridere.

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  5. A me addirittura tre colleghi di sezione hanno fatto notare che l'UV non è il mio posto:

    - Bionaz chiedendo sul Peuple cosa ci facessi ancora io nella section d'Aoste Ville;

    - Vuillermoz dicendo chiaramente qui di restituire la tessera e togliermi dalle palle;

    - un anonimo che si firma Socques su 12vda dicendo che sono inguistamente iscritto e che l'Union dovrebbe cacciarmi a pedate.

    Quando ho chiesto al Peuple di pubblicarmi la risposta a Bionaz in italiano ha subito risposto un purista che ha paventato la pericolosità di aprire alla lingua di Dante perché:
    "L’italophone n’aime pas le vide et le silence, pour les combler, il n’hésite pas à déballer les multiples facettes de la chose évidente. Grand Rêveur, il est peu fiable car il passe avec facilité d’une conviction à celle opposée afin de sauvegarder ses rêves et rester placé à côté de la partie gagnante. L’italophone est plus communicatif (moins réservé) et il aime rester jeune. Il est fantaisiste, aime le frivole, le «salotto» et la passerelle, le défi de l’apparence en dépit de la substance. Il est avant tout et surtout plus bruyant. Pour ne citer que quelques aspects à tout hasard. Le valdôtain sera-t-il en mesure d’acquérir tout cela en gardant l’identité liée à la langue française? Sera-t-il un grand perdant?"
    Effettivamente, e non me ne vogliano i miei colleghi di Mouvement, quel manifesto in italiano mi ha fatto un po' sorridere.

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  6. bruno courthoud16 ottobre 2007 10:06

    r.i.p.
    Amen

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  7. ma è proprio una persecuzione!!adesso anche l'ispettorato del lavoro contro gli edili..7 aziende su 10 non in regola, ma come si permettono?? e di nuovo altre sanzioni da pagare..non so dove finiremo..

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  8. ...ops...forse dovevo postare in NO BUONO...

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  9. Olivotto non si smentisce.
    Nell'U.V. è un corpo estraneo.
    Non si sa perché si sia iscritto comunque va estirpato.

    Poudzo. Socques

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  10. bruno courthoud16 ottobre 2007 17:37

    Pare che Bionaz, allibito nel vedere l'anonimo manifesto in italica lingua e profanato il sito del mouvement , per dare il buon esempio allo zoccolo duro, anzi durissimo, abbia già strappato la tessera e si sia fatto anche tagliare la barba. In vista della sua partecipazione al voto è incerto se seguire le indicazioni di Renouveau o la "terza via" di Parfait Jans.
    Ha resistito coraggiosamente, per difendere la purezza dell'Ideale, agli appelli di molti suoi sodali di partito:
    "Non votum non olet".

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  11. cistifellea di eunuco allo sherry16 ottobre 2007 18:15

    @ c.oliv8 , post delle 8.34 . Guarda che il peuple è un settimanale bilingue . Prendi l'ultimo numero , dell'11 ottobre , a pagina 2 ci sono le tariffe delle inserzioni e le tariffe a modulo : è tutto scritto in italiano . Vedere per credere . Finchè si scherza il francese va bene . Ma la pecunia è cosa seria , mica come etnie o francese o federalismo o sovranità ; per questo di soldi si parla in italiano , è cosa troppo importante .

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  12. Mes amis à vous à vous
    et à moi ou-ou à-à

    le tarufon c'est bon
    mais l'union c'est con

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  13. Mamma mia che livello... E questi fenomeni dovrebbero essere l'alternativa?Sorge un dubbio Ottoz (non è che Lei come Marzullo si fa le domande e si da le risposte)?

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  14. assolutamente no. Né mi pare che nessuno si proponga qui come alternativa, soprattutto in modo anonimo. Tra avanzare critiche, più o meno condivisibili, più o meno ben espresse, di maggiore o minore buon gusto, e il proporsi come alternativa politica operativa il passo è lungo.

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  15. Il fatto è che il più o meno velato invito a non andare a votare non è trasparente o indolore. Suscita reazioni di vario tipo nei vari tipi di elettori.

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  16. bruno courthoud17 ottobre 2007 22:46

    per l'anonimo delle 10.23 del 16 ottobre. Non preoccuparti più di quel tanto per gli edili: la Giunta regionale potrebbe sempre, con i nostri soldi, aprir per loro un'altra cava (vedi discussione sotto no bene)

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  17. Per l'anonimo delle 6.50 del 17 ottobre.
    Sciolgo subito il tuo inutile dubbio.
    Esprimere un'opinione non equivale a proporsi come alternativa (almeno secondo la lingua italiana) e, se permetti, la libertà di parola ancora non è stata dichiarata fuorilegge.
    Dico anche che però che in questo caso specifico trovare un'alternativa migliore all'UV non è così difficile, basterebbe prendere una classe dell'asilo!

    Votate votate votate! Non farlo significherebbe far perdere la possibilità di vedere qual'è la volontà dei cittadini.
    Se lo scopo dell'UV è votare contro, perchè la stessa non si limita a far campagna contro? Pauuuuuuuuura, eh?

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  18. bruno courthoud18 ottobre 2007 10:13

    per gli astensionisti (UV, FA, SA)
    se la prossima primavera non ci sarà la possibilità di scegliere tra due alternative di programmi e di alleanze (non dichiarazioni preventive specchietto per le allodole): pas de sense, pas de vote (per UV, FA, SA).

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  19. ma chi è il copy della campagna per l'astensione dell'UV?
    La scelta della matita spezzata è negativa; la frase aperta, che prelude ad una conclusione è controproducente; lo slogan pas de sens, pas de vote è incomprensibile.
    Vuoi dire che si vergogna pure lui dell'appello al non voto?

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  20. bruno courthoud20 ottobre 2007 09:33

    e la logica di Caveri (fatta propria dall'UV):
    "Non sono antireferendario, ma non vado a votare"?

    Sarebbe, per converso, come dire:
    "Sono antireferendario, ma vado a votare".

    Ma vi rendete conto che tale illogica e diseducativa (oltreché antidemocratica) affermazione è stata fatta da un Prefetto della Repubblica, figura istituzionale super partes garante del buon ordine democratico?

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