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7 ottobre 2007

bataille i consei

Giovedì pomeriggio, dovendo recarmi a Roma ad un incontro sulla finanziaria, ho perso mezza giornata di Consiglio, ma ho soprattutto perso lo spettacolo inscenato da Gabriele Maquignaz che catturava la scena sul digitale terrestre brandendo una sonnaille da mucca, con la quale ha massacrato i timpani all'assemblea.
Ego Perron, che presiedeva, ha rimproverato Maquignaz perché la sonnaille non era di marca Devouassoud Chamonix (il Consiglio non può scendere sotto certi standard).
I suoi colleghi di partito si chiedono ora preoccupati: che cosa Gabriele riuscirà a far entrare in aula quando si discuterà il problema della prostituzione, oppure durante il dibattito sulla riforma del SERT?

19 commenti:

  1. Sai, Eddy, fa effetto vederti parlare degli unionisti come se fossero degli estranei per te, come se tu non avessi mai militato nel partito dell'Uv, come se tu non avessi appartenuto al gruppo UV in consiglio regionale fino a poche settimane fa!
    Non è con questo atteggiamento che ci si rifà una verginità! Eppure cominciavo a stimarti per le tue lucide analisi e per i tuoi commenti... Che peccato!

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  2. Dimenticavo: la sceneggiata di Gabriele non gli gioverà certo elettoralmente... Troppo pacchiana!

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  3. io, per come me l'hanno raccontata, l'ho trovata divertente. Soprattutto Gabriele ha dimostrato fantasia. Fallait y penser.
    Certo, un po' fuori dalle righe, ma in quel sillon goliardico proto-leghista che ci può anche stare.

    Mi spiace solo che la tua reazione dimostri che non si può più fare dell'ironia su nulla. Il trionfo della cupezza.
    E' proprio uno dei temi che prima o poi volevo porre all'attenzione di chi frequenta questo blog: la comunicazione, quando si serve dell'ironia e della satira, mantiene la sua efficacia?
    Ossia: chi utilizza l'ironia e la satira, continua ad essere considerato una persona seria, affidabile, in pratica, mantiene, accresce o diminuisce la sua credibilità politica?
    Non è che finisci per essere percepito come uno che fa solo battute o, peggio, un impenitente raccontatore di barzellette?
    La cosa mi tracassa poiché essendo di natura portato ad utilizzare l'ironia per dire cose che un approccio serio renderebbe troppo pesanti, guastando magari certi rapporti, non vorrei che l'ironia fosse confusa con la superficialità.
    Ho chiesto un parere in proposito in questi mesi a diversi amici valdostani nei quali ho fiducia.
    Le risposte sono state varie, ma la più frequente è questa:
    "Se fossimo in una grande città utilizzare l'ironia sarebbe apprezzato, sarebbe un vantaggio, qui in Valle d'Aosta è un problema."
    Dalla tua reazione temo che sia vero.
    Siamo messi male.

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  4. ma vorrei chiedervi una cosa poco chiara... ma una volta quelli dell'arcobaleno raccoglievano quella parte politica e associativa che difende l'ambiente, gli animali ecc... ora sulla vicenda della stalla del Cimberio si mettono a raccogliere le firme per difendere una stalla che non ha una irregolarità ma bensi non ha NESSUNA regolarità, dove il bestiame e ammassato senza aria, acqua e i minimi criteri igienici. Come si spiega ?? Credibilità = Coerenza e quindi giudicate voi.

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  5. anonimo che disdegni la mia ironia,
    poiché mi accusi di aver cambiato linguaggio per rifarmi una verginità, e poiché sono sempre stato accusato di essere come sono oggi, e ciò da sempre..., ti prego di verificare, su questo blog, se il mio atteggiamento sia mutato. Da quando ho aperto il blog (20 dicembre 2006), elenco dei post che ti puoi rileggere per verificare che sono stato sempre così (je regrette):

    21-12-2006: è valdostano il nuovo Benoit Mandelbrot?
    31-12-2006: prendi e raddoppia
    12-1-2007: una boccata d'aria fresca
    27-1-2007: quel fantastico mercoledì
    31-1-2007: sondaggio sulle zone blu del Comune di Aosta
    22-2-2007: vantaggi dell'autonomia
    23-2-2007: il diavolo veste Prodi (parte finale)
    13-3-2007: citazione di Pèguy (tout parti...)
    13-3-2007: aiutateci a ritrovarli (APF)
    13-3-2007: citazione da Mao-Tse-Tung
    14-3-2007: ritrovato Marco Vierin: era ad Hanoi (APF)
    15-3-2007: cari fenomeni (ricevo&posto)
    17-3-2007: l'esilio del pensiero
    17-3-2007: porcellum, pisellum, fornellum
    30-4-2007: comune di Aosta
    13-5-2007: tutti utili, nessuno indispensabile
    13-5-2007: proverbio (pas seulement bédouin)
    14-5-2007: fontina: l'anelito del latte all'immortalità
    10-6-2007: una settimana normale
    10-6-2007: i costi della politica (Voip e Badery)
    20-6-2007: risparmiamo sul Voip
    6-7-2007: va dove ti porta il quorum
    21-7-2007: cell blog: noi di più

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  6. anonimo delle 23.31,
    verdi o non verdi, si chiama "odiens", se preferisci facile demagogia, se preferisci PRS, un virus dello stesso ceppo della PMS.

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  7. fiorentina alla nutella8 ottobre 2007 07:22

    L'importante non è come si dice , ma dire . Prendiamo la stalla e dintorni . Ciò che il relativo dibattito evidenzia è il cuore del dramma valdostano , al di là del rozzo tentativo autopubblicitario del campanaccio , forse da qualcuno deglutito in quanto l'autore propugna un'alleanza futuribile coincidente con quella auspicata dal qualcuno preindicato . C'è stata una ridicola levata di scudi volta a porre l'ideologia davanti ai diritti della persona : salviamo il mondo agricolo , di fatto anche negando al cittadino il diritto di non impazzire per puzze causate da stalle fuorilegge . Come dire : fare i finocchi utilizzando i deretani altrui . Il primo post di questa discussione poneva l'accento sulla verginità di eddy . Ebbene , il distacco dall'uv lo si dimostra con la coerenza di eddy con l'eddy pensiero qui da lui evidenziato in astratto , ma sposabile in concreto anche sull'affaire stalla . Eddy , tu hai condannato quanto termina in " ismo " , cioè l'ideologia che inquadra la persona come una camicia di forza . Al di là del giudizio sul campanaccio , puoi per coerenza criticare l'ismo legato alla difesa aprioristica di usanze muccostalloidi ridimensionate rispetto a 100 anni fa e che si ridimensioneranno ancora di più col tempo , criticarlo perchè considera il cittadino annusapuzza sottomesso all'ismo ( cavalcato da uv e " ambientalisti " cui non cale di stalle in regola dal punto di vista sanitario ) ?

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  8. risotto al liquame di stalla8 ottobre 2007 07:56

    Come giudicare il comune di st.christophe che , prima , approva un piano regolatore che prevede nuovi insediamenti vicino alla stalla in questione ( che comunque era fuorilegge e quindi da bannare ) e poi approva un documento "ismo " che consiglia di sottomettere i cittadini a puzze e quant'altro perchè la muccologia sarebbe santa e più importante degli umani ?

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  9. ironia: personalmente constato ogni giorno che l'ironia e l'autoironia (il senso dell'umorismo) non sono purtroppo virtù congeniali a noi valdostani. Eddy, insisti, sono grandi virtù con cui si possono dire cose altrimenti indicibili.
    stalle: conosco da anni la questione da un punto di vista professionale-urbanistico. Non è in sé un grosso problema, anche se per un caso specifico si è fatto questo immenso baccano, a suon di campanacci. Risolvete con un pò di buon senso il caso specifico e portate un pò di pazienza: tra qualche anno, morti quei pochi allevatori d'antan che hanno ancora la stalla in un centro storico, il problema non ci sarà più.

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  10. bruno courthoud8 ottobre 2007 16:59

    anonimo 15.57
    non sono anonimo, sono bruno courthoud, chiedo scusa

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  11. non sono uno specialista di stalle e ho dovuto perciò studiarmi le carte, seguire la cronaca e chiedere pareri a colleghi più competenti nei problemi agricoli e/o urbanistici.
    Non si tratta solo del problema del sig. Cimberio, parrebbe che in tutta la Valle si trovino in una situazione simile circa 270 stalle.

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  12. minestra in campanaccio rovesciato8 ottobre 2007 18:14

    270 stalle uguale 810 persone votanti dietro a loro . Le stalle puzzano ma il voto non puzza uguale tifo rossonero per stalle e puzza .

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  13. bruno courthoud8 ottobre 2007 19:31

    3/4 stalle per comune destinate in breve tempo a sparire e, in genere, situate in paesi ora disabitati o quasi. Comunque un problema non nuovo e di cui gli amministratori sono a conoscenza, da più di trent'anni. Ma se il caso non viene "mediatizzato", tutto tace.

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  14. La domanda nasce spontanea: � meglio recuperare vecchi villaggi in cui magari in mezzo c � una vecchia stalla non piu a norma o costruire ex-novo grossi complessi che deturpano il paesaggio e vanno ad occupare fondi una volta agricoli?Altra cosa: come si puo pretendere di condurre una stalla come 50 anni anni fa? spesso si usa la scusa della tradizione per evitare le piu comuni norme del vivere civile...

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  15. bruno courthoud9 ottobre 2007 23:08

    il problema è interessante e molto dibattuto da anni(almeno nelle sedi che si occupano istituzionalmente di tali problemi). Una risposta esauriente sarebbe lunga e articolata e pertanto esulerebbe dai limiti di un blog. mi limito pertanto ad alcuni flash non molto giustificati, ma buttati lì.
    1) occorre prendere atto che il futuro dell'allevamento non è nelle sue sedi storiche (i villaggi agricoli) ma lontano dai centri abitati; occorre altresì prendere atto che un certo numero di stalle(circa 270?)sono ancora ubicate nei centri storici. Il competente Assessorato è da lungo tempo a conoscenza di questo fatto e di questo problema. Viviamo pertanto in una situazione transitoria che, al massimo, nel giro di una o due generazioni si risolverà di per sé, tenuto conto che le circa 270 aziende agricole di cui sopra, salvo forse qualche eccezione, non hanno nessuna prospettiva economica futura.
    2)Cosa fare in questa situazione transitoria? a) "uccidere" con la forza le 270 aziende senza aspettare la loro morte naturale? NO b) obbligarle ad adeguarsi (o a trasferirsi) e a rispettare norme minime igienico-sanitarie? SI. Occorre in ogni caso fare i conti con le norme igienico-sanitarie sulle quali la regione ha una competenza legislativa limitata a norme di integrazione rispetto alla legislazione statale.
    Questa in estrema sintesi la natura del problema.
    Ovviamente è meglio recuperare e non creare nuovi complessi che occupino fondi agricoli(altro argomento interessantissimo a prescindere dal caso specifico) e ovviamente non è più possibile condurre una stalla come avveniva in presenza di un allevamento storico "di sussistenza". Per quanto concerne la tradizione ..., lasciamo perdere, in questa sede, l'argomento.
    Per quanto riguarda il censimento effettuato (270 stalle in centro storico), proporrei di fare innanzitutto, se non è ancora stato fatto, un passo in più: quante di esse hanno un minimo di possibilità di sopravvivenza economica nel luogo in cui sono ubicate (n. di capi di bestiame, ecc.)? Non dovrebbe essere cosa difficile. Queste ultime, ovviamente, se non ancora a posto dal punto di vista igienico-sanitario, dovrebbero essere costrette ad adeguarsi immediatamente (o traslocare in altra sede). Ultima osservazione: si tratta di un problema, che, pur essendo conosciuto da tempo, gli amministratori hanno sempre preferito, per quanto possibile, evitare invece che affrontare "di petto".

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  16. bruno courthoud9 ottobre 2007 23:15

    P.S. secondo il ben noto principio "politico": non fare oggi quello che puoi rinviare a domani.

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  17. Merci bien Monsieur Couthoud...chiaro ed esaustivo!!
    Riguardo alla tradizione mi riferivo unicamente a quanto dichiarato dai vari difensori dell'agricoltura in VdA: agricoltura come tradizione da difendere e niente di piu...

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  18. la serena ed equilibrata disamina di Bruno aggiunge per tutti noi importanti elementi di approfondimento e migliore conoscenza del problema, meglio consentendo ad ognuno di farsi la propria opinione in merito.

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  19. Buonasera vorrei chiedere se qualcuno mi sa dare informazioni su un campanaccio che possiedo "Devouassoud Chamonix".
    Di che anno può essere perchè sembra molto vecchia e se può avere un valore particolare.
    Grazie

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