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19 febbraio 2008

micro, ma non troppo credito

Sengdao Vangkeosay è un grande ometto laotiano che ho conosciuto in Mali, dove, in occasione di un incontro sul microcredito e sull'economia della cooperazione, mi ha raccontato la sua storia.
Durante il regime comunista era un alto funzionario del Governo, responsabile di tutto l'approvvigionamento alimentare della capitale Vientiane. Siccome però non era considerato abbastanza politicamente ortodosso, fu inviato sei mesi in Germania Est per essere ideologicamente "rieducato". Al termine, gli est-tedeschi lo rimpatriarono accompagnato da una relazione che lo definiva "favorevole al libero mercato". Fu così imprigionato otto anni. In carcere organizzò per i detenuti la coltivazione di un orto e di un allevamento di maiali, perché mangiassero tutti a sufficienza.
Scoppiò la rivoluzione, ma dall'attuale governo di destra Sengdao è considerato troppo di sinistra. Così l'hanno allontanato dalla capitale e mandato in esilio nella giungla. Lì ha organizzato una serie di piccole cooperative, microcentrali per dare energia ai villaggi, la coltivazione del riso e il confezionamento di prodotti alimentari da vendere in Europa sul mercato cosiddetto equo e solidale. Naturalmente ha enormi problemi: le confezioni non hanno sempre le caratteristiche pretese dalla nostra economia e dalla Comunità Europea. Comunque è testardo e alla fine riesce a vendere e a far stare meglio i contadini dei suoi villaggi. Non capisce perché il governo laotiano non comperi a metà prezzo dalle sue cooperative lo stesso legname che compera dalle grandi compagnie straniere al doppio. Nel frattempo, per evitare lo strangolamento del microcredito (non è tutto micro ciò che luccica), ha organizzato prestiti tra villaggi a tassi questa volta onesti (una banca abusiva) ed è perciò considerato alla stregua di un terrorista economico.
E' già stato oggetto di un attentato e gli hanno già fatto saltare due volte l'auto con il plastico. Sengdao però è sempre allegro e felice. Resiste: "non è un problema se mi fanno fuori. Molti altri sono pronti. Per il governo comunista ero troppo di destra, per quello capitalista sono troppo di sinistra. Il problema è che i governanti capitalisti di oggi sono i generali comunisti di ieri. Proprio gli stessi..."

15 commenti:

  1. Alberto Grisero - Aosta19 febbraio 2008 17:05

    Egregio Eddy Ottoz, forse è meglio specificare che "laotiano" significa "originario del Laos" Stato al confine con il Vietnam. In ogni caso, se per qualcuno si è troppo a destra e per qualcun'altro, troppo a sinistra... ragione di più per rimpiangere il tanto vituperato Penta-Partito (al ladro, al ladro!) e riorganizzarlo sotto una nuova formula (tanto Berlusconi, quanto i comunisti, hanno fatto il loro tempo).

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  2. aggiunto qualche limk: va bene così?

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  3. mafarka scotch whisky ( whiteredgreen label )19 febbraio 2008 18:10

    ???? Io non conosco il personaggio in questione , ma sono stato un mese in Laos quattro anni fa quando le bandiere falcemartellare abbondavano e sono state da me strafotografate . Ho girato tutto il paese , strano che dopo quattro anni la politica locale si sia capovolta ; del resto io mi interesso di paesaggi , costruzioni e folklore umano e poco della politica locale , quindi sarà vero . Il quadro che fa il tuo amico io non l'ho notato : mentre i cambogiani sono dei duri, stile vietnamiti , i laotiani sono dolci tipo thailandesi , per cui mi paiono un pò strani questi guai perenni che coinvolgono il tuo amico . Considerando che in Laos , tranne rare eccezioni ( quando cioè si viaggia su camion aperti e dopo ogni ora si pesa un kg. di più per la polvere rossa che entra fino alle budella ) , ci si muove a piedi tra i villaggi , certo interessantissimi ma senza mezzi di comunicazione tra loro , considerando tutto ciò non capisco come sia potuta sorgere questa diversa organizzazione creata dal tuo amico . Che i rossi di ieri siano i capitalisti di oggi è certo in Vietnam : in vent'anni Ho Chi Minh City , e soprattutto Saigon , è diventata l'opposto di quella che era , ma in Laos a me pare che il tempo si sia fermato e le " intemperanze " belliche locali siano state ingigantite ad arte , come hobby europeo inveterato . Del resto pure su Phnom Penh si romanza : La Stampa giorni fa parlava del campetto locale dei khmer aumentandone a dismisura le caratteristiche ( pure il disegno del campus era di fantasia ... ) . Sengdao penso sia non di destra nè di sinistra , ma uno che si deve barcamenare in un paese poverissimo ove 3 valdostani quattro anni fa hanno vari giorni mangiato solo banane , biscotti danesi e caramelle ( e nell'hotel più bello di Muang Sing , località al confine cinese e quindi di grandi commerci , una camera a tre letti con bagno e doccia costa un dollaro USA e mezzo , cioè un euro ) . In tale realtà , concludo , credere al tuo amico è un pò come credere alla rappresentazione che i parlamentari dell ' UV possono fare a Roma della Valle . Sorry if I think so , it isn't my fault .

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  4. Non mi sento di definirlo "amico", anche se lo trovo in gamba e molto simpatico. con una ricerca su google puoi trovare parecchie informazioni su di lui.

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  5. Sengdao Vangkeosay, non carneade...

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  6. mi va già bene che tu mi dia del credulona, anziché del bugiardo.

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  7. mafarkuzzi - catering & acchiappareticenti19 febbraio 2008 19:23

    Ma perchè sei vittimista ?

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  8. Credulone / bugiardo ...

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  9. Eddy , che mi dici delle voci , assordanti , secondo cui Berlusconi tratterebbe per avere Storace nel Popolo anche se ciò fa invelenire Fini ? Accordi proposti per alcune regioni , anche se Storace li vorrebbe per tutte . Pare sia precondizione lo sganciamento di Storace da Romagnoli . Se ciò fosse , pensa alla faccia di Casini .... PS. : relata refero .

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  10. non ho alcun elemento di conferma né di smentita. Le cose sono peraltro ancora in movimento. Quien sabe?

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  11. Caio Giulio Cesare20 febbraio 2008 09:43

    La sinistra ci ha messo 17 anni a riorganizzarsi in un soggetto unitario, speriamo che non ce ne metta altrettanti la Destra.
    In fondo il popolo che tiene in piedi Azione Sociale, La Destra, Forza Nuova, Fiamma Tricolore, Fronte Nazionale, Nuovo MSI, ecc... è composto da persone molto simili.
    E di un'opposizione di Destra c'è molto bisogno.

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  12. Alberto Grisero - Aosta20 febbraio 2008 16:35

    Egregio Caio Giulio Cesare, al Governo uscente c'è molto bisogno di un'Opposizione a prescindere, coinvolgendo anche i centristi e gli elementi più morbidi della stessa Sinistra: non dimentichiamo che due anni fa, durante la campagna elettorale (sic!) il socialista Boselli (e non certo Storace, quindi) aveva definito Oliviero Diliberto "un comunista dalle idee violente, che è andato a Cuba a stringere mani sporche di sangue..." Ciò dimostra, ancora una volta, che il bipolarismo è senz'altro più adatto alle Democrazie Anglosassoni che a quelle Latine.
    P.S: voi ci credete che il rivoluzionaro con dentiera, pannolone e catètere sia andato in pensione? Per mé Fidel Castro è morto ma i comunisti cubani non vogliono ancora farlo sapere.

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  13. bruno courthoud20 febbraio 2008 22:45

    secondo me ci sarebbe bisogno di un polo liberale tout court, che lasciasse da parte nazionalismi vari e che tenesse conto delle singole realtà locali. La situazione ora è molto confusa e mi pare che ci sia molto più nazionalismo che spirito liberale. Ciò è un male e non fa che alimentare il "valdofascismo" locale dell'UV.

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  14. Alberto Grisero - Aosta21 febbraio 2008 16:33

    No, mio caro Bruno Courthoud, nel Nostro Paese, il Nazionalismo non è sufficientemente sviluppato: lo dimostrano le battutine fra Roma e Milano, fra Nord e Sud e il fatto che, durante le coppe europee di calcio, sono pochi quelli che, come mé (prima di subire il trauma di "porcòpoli") tifano indistintamente per tutte le squadre italiane impegnate a livello internazionale.
    Per quanto riguarda le realtà locali, la Valle d'Aosta ha un'unica differenza, rispetto al resto d'Italia: l'ingenuità (ed anche un po' l'ignoranza) di chi vota per i 5 (sic!) Partiti localistici.

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