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23 luglio 2007

riduciamo i sondaggi da otto a quattro

I sondaggi allungano fastidiosamente i tempi di presentazione del blog. Esprimere il proprio voto è inoltre un po' lungo. Riduco perciò i referendum da sette a quattro, togliendo i poco (o non) significativi.
Elimino immediatamente:
- il quesito numero 3 (preferisci 3 preferenze?) poiché non è altro che il contrario del numero 2 (sei favorevole alla preferenza unica?) con risultati praticamente identici;
- il numero 4 (preferiresti 2 preferenze?) per analogo motivo, ma anche per scarso possibile effetto pratico (né i referendum, né la recente legge elettorale prevedono la possibilità di due preferenze);
- il numero 5 (ritieni giusto non andare a votare?) in quanto la risposta è implicita nel sondaggio n. 1 (andrai a votare al referendum?).
A oggi, comunque, i risultati di questi tre sondaggi sono:
quesito 3 (meglio tre pref?): il 74,50% non vuole le 3 preferenze;
quesito 4 (meglio le due pref?): il 66,70% non vuole neanche le due;
quesito 5 (giusto non votare?): il 71,9% non ritiene giusto non votare.

Toglierei anche il quesito su che cosa pensate di questo blog, tanto per velocizzare. A oggi le risposte (poche, a dire il vero) sono:
il 30%: è interessante, fa pensare;
il 30%: mi piace, va bene così;
il 20%: diamogli un'ultima chance;
il 15%: è demenziale, buttalo;
il 5%: se la cava, è divertente.

Parcheggio in ogni caso i link software, se riteneste di rimetterli in linea. Fatemi sapere con i vostri commenti.

12 commenti:

  1. bruno courthoud24 luglio 2007 00:19

    Scusa la domanda, che va al di là della lodevole iniziativa del sondaggio e relativa fatica: ha ancora senso questo sondaggio quando non solo due movimenti politici (UV e FA) hanno già ufficialmente invitato i loro simpatizzanti ed aderenti a non andare a votare, ma addirittura il Prefetto della Repubblica, contravvenendo secondo me ai suoi doveri istituzionali, ha preso posizione in tal senso in luogo di ricordare ufficialmente a tutti i cittadini il diritto dovere di andare a votare?

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  2. Un magico buongiorno.
    Nell'analizzare questa faccenda dell'invito all'astensione non ci si può esimere da un rapido sguardo alla storia della politica ed alla letteratura politica.
    Fino all'illuminismo, infatti, tutta l'attività delle istituzioni politiche e delle loro propaggini era volta alla conservazione in buona salute delle istituzioni stesse ed al mantenimento del dominio, mentre la società, ben lungi dall'essere l'obiettivo dell'attività politica, era il mega strumento per il consolidamento delle strutture del potere (tasse, corvées, ecc.).
    Da Montesquieu in poi, con l'idea dello stato di diritto e con l'affermazione della mentalità politica moderna, i partiti politici sono stati intesi correttamente come dei mezzi e non come dei fini, come degli strumenti per la buona amministrazione, per il governo della comunità, per la tutela dei più deboli, ecc.; mentre automaticamente la società civile è diventata il fine, l'obiettivo dell'attività politica.
    Io, il Mago, essendo profondamente democratico, credo fermamente nel ruolo dei partiti e delle altre istituzioni quale mezzo per il raggiungimento del supremo fine della convivenza libera e democratica, ed è per questo che gli ultimi avvenimenti mi inquietano non poco.
    L'invito all'astensione non mi scandalizza in sé, l'ho condiviso quando lo praticò la Chiesa relativamente ai quesiti sulla fecondazione assistita, quello che mi disturba è l'impressione che si stia rovesciando la logica di cui sopra; preso atto che i referendum sono un attacco all'Union Valdotaine si sta cercando di utilizzare la società civile per difendere il diritto dell'UV a vivere e prosperare.
    Prima il governo regionale che ha cercato di non far svolgere le consultazioni; poi i partiti alleati che invitano all'astensione; adesso la possibile creazione di comitati per l'astensione; sono indicatori di un'inversione delle categorie "mezzo" e "fine" per cui l'interesse dei partiti viene anteposto a quello della comunità che viene a lui subordinata.
    Io, il Mago, non credo che i quattro quesiti refendari siano buoni, ho già chiarito il mio pensiero altrove e sono senza dubbio schierato per il NO, sono però, per quanto sopra detto, contrario all'astensione.
    La battaglia va vinta portando la gente al seggio e convincendola che i quesiti non sono condivisibili, spiegando i motivi del NO e convincendo la comunità che dietro ai referendum c'è un progetto nascosto.
    Se poi la gente voterà SI e i partiti di governo andranno in crisi, sarà la volontà popolare; ed il popolo è sovrano.
    Un saluto dal bosco
    il Mago

    lapostadelmago@yahoo.it

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  3. Complimenti per la poderosa e ponderosa autobiografia. E' cominciata la campagna elettorale 2008?

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  4. Andrea Vuillermoz24 luglio 2007 10:39

    Caro Courthoud. Lei insiste sempre su questo punto. Le sezioni dell'Uv hanno "democraticamente" votato di non andare a votare. Non solo, hanno fortemente ribadito che le modifiche alla legge elettorale votate a larghissima maggioranza (30 su 35) dai rappresentanti eletti dal popolo e non da un qualsiasi comitato di piazzetta, vanno fortemente difese. Questa non è secondo Lei una scelta politica?

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  5. bruno courthoud24 luglio 2007 13:35

    Le modifiche alla legge elettorale vanno difese, se lo si ritiene, andando a votare NO, e non con l'invito all'astensione, cioè con la rinuncia alla più democratica delle sfide, quella referendaria. E perché tanta paura del risultato del referendum se la volontà del Consiglio (30/35) rappresenta l'85,7% degli elettori? Nessuno si opporrà o metterà in discussione i risultati di una leale competizione referendaria.

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  6. Bruno,
    la mia posizione sul referendum è nota, e non solo su questo blog o altri siti o forum. In ogni caso l'ho chiarita in Consiglio regionale.

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  7. Mago,
    lo stato di diritto di Montesquieu si basa sulla separazione dei poteri e sul diritto naturale, i partiti moderni sono stati uno sviluppo successivo, peraltro utile a condizione che s'inseriscano correttamente nel dibattito politico. L'assenza di regole, come per i sindacati, può costituire una deriva problematica.

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  8. Anonimo,
    non è un'autobiografia, ma un semplice contenitore in cui tengo, per settori, alcune informazioni che mi sono utili per ritagliare i sub-curricula quando mi sono richiesti. Per il Panathlon le info sportive, per un congresso di fisiologia quelle più tecniche, se devo intervenire come giornalista altre, ecc. E' insomma una specie di strumento per poter ritagliare di volta in volta ciò che serve.
    Su po(n)deroso lascio a te il giudizio. Il tono del tutto è volutamente ironico poiché è sempre imbarazzante parlare di se stessi.
    Quanto alla campagna elettorale 2008, ti pregherei di segnalarmi i passaggi che, data la tua conoscenza della società valdostana, sono suscettibili di procacciare voti. Provvederò a toglierli se condividerò la tua analisi. Francamente, mi pare che le logiche elettorali valdostane non diano alcun peso ai curricula. O no?

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  9. Andrea,
    una scelta politica, certo. La quale peraltro sfrutta un'asimmetria che ho evidenziato proprio stamane in Consiglio, e che non condivido.
    Politica, pragmatica e non illegittima, comunque.

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  10. Non illegittima ma scorretta si, perché gioca sulla pigrizia e sull'indolenza onde vincere con l'aiuto del qualunquismo.
    Ribadisco che secondo me siamo ad un vero momento di svolta.
    Qui si deve decidere se la gente della Valle vuole ancora essere rappresentata da un Movimento unitario territoriale o se vuole allinearsi al resto d'Italia dando vita anche qui al bipolarsmo destra-sinistra (cosa che significherebbe rendere inutile la presenza dell'UV e decretarne il superamento storico e politico di cui parla Courthoud).
    E' una battaglia di grande importanza, e va vinta col confronto democratico spiegando alla gente il nostro pensiero e conquistandone l'adesione.
    Se poi vincessero i "SI", beh, allora che sia fatta la volontà popolare
    Il partito è un mezzo e non il fine, è un concetto a cui tengo molto.
    A presto.

    http://lapaginadelmago.blogspot.com
    posta: lapostadelmago@yahoo.it

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  11. Il quarto quesito andrebbe riscritto. Non di elezione diretta del presidente si tratta ma di elezione diretta di tutto l'esecutivo, se il riferimento, come credo, è ai referendum in corso.
    Saluti.

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  12. verissimo, ma non ho più modo di interferire con il sondaggio dopo averlo pubblicato. E' un servizio americano chiuso, qualsiasi possibilità di modifica successiva potrebbe permettere delle manipolazioni (a.e. sostituire il testo del quesito, ecc.).
    Diciamo che anche così può dare delle utili indicazioni sull'umore e le intenzioni dei valdostani (per lo meno di quelli che vengono a leggere il blog...). Accontentiamoci.

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