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21 luglio 2007

Cell blog - Prodi raggiante: conclusa la trattativa sui lavori usuranti

Governo sempre più saldo. Abbattuto lo scalone si è ora trovato l'accordo anche sui lavori usuranti. L'idea geniale è stata distinguere nettamente tra lavoro e posto di lavoro. Quest'ultimo di per sè garantirà il diritto del lavoratore al salario, senza alcun altro obbligo (neppure quello, ad esempio, di lavorare) nei confronti del datore di lavoro. Qualsiasi attività fisica o intellettuale prestata sarà riconosciuta come addizionale e usurante, oltre che lavoro straordinario, dando diritto alla pensione a 28 anni (31 a partire dal 2010)."Ci siamo limitati a fotografare la realtà di fatto", ha dichiarato il premier. Si attende dal prossimo Consiglio dei Ministri la tabella che distingue un lavoro da un posto di lavoro.
Insoddisfatti i rappresentanti sindacali dei dipendenti pubblici.

5 commenti:

  1. commento test (qualcuno si lamenta del fatto che i post inviati dal mio cellulare non permettono l'inserimento di commenti, e provo verificare).

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  2. Ci sono riuscito.
    Un saluto a te.
    il Mago

    lapostadelmago@yahoo.it

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  3. Un magico buongiorno.
    Questo schizofrenico governo sta dando, in materia di lavoro e pensioni, segnali assolutamente incoerenti tra loro.
    E' ancora la conseguenza dell'aver voluto riunire in un'unica coalizione gente che crede nella previdenza pubblica e gente che la vuole privata, gente che crede nel valore del lavoro e gente che nei lavoratori vede solo elementi della produzione, ecc...
    Io, il Mago, credo nella libertà, anche sul lavoro, penso proprio che sarebbe meglio che il lavoro dipendente fosse abolito e che tutti i lavoratori venissero trasformati in professionisti con tanto di partita IVA coi quali i datori di lavoro possano stipulare contratti di lavoro con tempi e compensi ben definiti, onde permettere a chi ha voglia ed è capace di lavorare e guadagnare, e a consentire lo sfoltimento dei pelandroni.
    Saluti dal bosco.

    lapostadelmago@yahoo.it

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  4. bruno courthoud23 luglio 2007 23:56

    Anche per esperienza personale, concordo sul fatto che, complici i sindacati, il costituzionale diritto al lavoro, su cui sarebbe fondata questa Repubblica, si sia col tempo modificato in un diritto al posto di lavoro (= diritto allo stipendio). O sono io che ho sempre interpretato male la Costituzione?

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  5. penso che sia illuminante la lettura dei due libri (fortemente consigliati) di Pietro Ichino:
    "A che cosa serve il sindacato? Le follie di un sistema bloccato e la scommessa contro il declino"
    e
    "I nullafacenti. Perché e come reagire alla più grave ingiustizia della nostra amministrazione pubblica"

    Di Ichino sono illuminanti inoltre gli articoli spesso pubblicati sul "Corriere della Sera"

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