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10 gennaio 2009

la mejo qualità der reame

Il Sole 24 ore ci ha rivelato in zona Cesarini, il 29 dicembre, che i cittadini di Aosta godono della migliore qualità di vita di tutto lo stivale.
Così Aosta ha intasato le prime pagine nazionali e massacrato i palinsesti di tutti i tg: autonomia, piccolo è bello, Nord funziona. Piazza Chanoux campeggia sull'inserto speciale di 24 ore. Aosta à la une, insomma. E giù interviste a Grimod, Cossard e soci che facendo le fusa hanno svelato all'universo mondo il quarto segreto di papà Marcel, custodito dal 1917 fino ad oggi da una pastorella di Arpuilles, Soeur Lucie Des Saints, scolpito nella cripta segreta della chiesetta di Saint-Martin de Corléans.
E' il magico mantra palindromo per governare Aosta garantendo feliciqualità ai suoi cittadini: ognifedefingo.
Spontanea sorge però la domanda: che cosa rende gli aostani così felici?
I quotidiani imbottigliamenti del traffico? Il triangolo magico Pont-Suaz- ponticello sul Buthier-incrocio Via Chambéry-Via Festaz? La mancanza di verde urbano? Il robusto inquinamento, aggravato dagli ingorghi di cui sopra? Le rotonde demenziali che impediscono di svoltare persino ai mezzi pubblici (passino gli autoarticolati)? I pizzi spaccaruote ai marciapiedi? Lo sgombro neve fantasma? La burocrazia che azzanna alla gola e dissangua i cittadini? L'illegittimo rifiuto di farsi protocollare un'istanza o una dichiarazione (una DIA, per dire...) al momento della sua presentazione? Gli impianti sportivi chiusi, alla faccia del servizio ai cittadini? Le palestre scolastiche fantasma? Il costo dei parcheggi, tra i più cari d'Italia? Quelli gratuiti, una specie in via di estinzione? I camion della monnezza che pattugliano i dehors nelle ore di punta? Le feroci macchine da multa sguinzagliate dall'APS? Le voraci farmacie pubbliche, più care di quelle private?
Scartando l'ipotesi di un epidemico masochismo, ci resta solo, saltati i titoli cubitali, da analizzare a fondo il dossier "Qualità della vita" allegato appunto il 29 dicembre a Il Sole 24 ore. Scopriamo così che:
1 - Aosta non c'entra nulla, la ricerca statistica non riguarda i capoluoghi, ma le intere province, nel nostro caso "tutta la Regione". Ecco che Aosta, uno dei capoluoghi peggio gestiti, si prende i meriti degli altri 73 comuni ben gestiti, che nella ricerca mai sono citati. Quindi "Aosta prima nella qualità della vita" è una bufala mediatica;
2 - non si tratta di un'indagine realizzata intervistando la popolazione (gli utenti), ma è il semplice frutto dell'elaborazione statistica di dati provenienti dalle amministrazioni stesse o da altre istituzioni (Camere di commercio, catasto, ministeri ecc.);
3 - molti dei parametri considerati falsano il risultato finale a causa delle caratteristiche geoterritoriali di molte province;
4 - la conclusione vera sta a pag. 19 del dossier: "La felicità sta di casa a Bolzano". Appena hanno chiesto direttamente il parere agli abitanti, la Valle d'Aosta, prima per reddito, crolla al 30° posto per soddisfazione percepita dai suoi cittadini.

La ricerca è suddivisa in sei "tappe" ognuna delle quali considera sei parametri. Sono perciò 36 le sottoclassifiche. Non è chiaro se, ai fini del ranking finale tutte e 36 siano valutate alla pari o applicando una pesatura differenziata.
Cliccate sulle tabelle per espanderle.
Prima tappa: tenore di vita
Sei sotto-traguardi:
1 - La ricchezza prodotta: siamo quarti. Consideriamo però che gli stipendi dei dipendenti regiocomunali entrano nel pil, che quasi tutto il resto è di società controllate dalla Finaosta, ossia dalla Regione, che la CVA ha beneficiato del petrolio alle stelle (oggi tornato alle stalle), e che il Casinò è proprietà della Regione. L'agricoltura è privata ma interamente sussidiata, la sanità privata non esiste ecc. Quindi siamo quarti ma la ricchezza prodotta (oops, scusate, distribuita) è per lo più pubblica.
2 - I risparmi allo sportello. Dodicesimi. Stesso discorso di cui sopra. Abbiamo i soldi (su questo...). Sarebbe simpatico conoscere però quanti depositi sono pubblici e quanti privati, perché facendo il calcolo per abitante risultano accreditati sul conto dei singoli valdostani anche i soldi pubblici...
3 - importo medio/mese delle pensioni: diciassettesimi. Per dare un'idea, le pensioni medie sono del 20% inferiori a Milano, prima in classifica.
4 - I consumi della famiglia di auto, mobili, elettricità: qui siamo primi, non c'è dubbio, spendere, spendiamo. Il 20% in più dei milanesi. Quindi, in soldoni, guadagnamo di meno, spendiamo di più, quindi risparmiamo meno. Est-ce qualité?
5 - L'inflazione, l'aumento del costo della vita: diciannovesimi.
6 - Costo dell'abitazione: ottantasettesimi (cioè tra i più cari). Il dato medio è ovviamente drogato dai prezzi delle località turistiche, ma non si può certo dire che questo faciliti la reperibilità di case a buon mercato per i valdostani.

Seconda tappa: affari e lavoro
Sotto-traguardi:
1 - Lo spirito d'iniziativa: ventesimi. Giocano il numero degli alberghi, artigiani, professionisti, il popolo delle partite IVA.
2 - Chi apre e chi si ritira: ottantottesimi, qui andiamo male. Per di più la maggior parte delle nuove imprese sono aperte da extracomunitari (che, con il 6% della popolazione, producono oltre l'8% del nostro pil, ossia lavorano di più...). Senza gli immigrati qui andremmo molto peggio.
3 - Chi fallisce: ventesimi.
4 - I protesti: noni. Anche qui sarebbe utile conoscere la percentuale di clienti privati e pubblici. Nella parte pubblica, infatti, non esistono protesti. Perciò il dato medio dice poco e contributi e assistenzialismo confondono ancora di più il quadro.
5 - Alla ricerca di un posto: diciassettesimi.
6 - I giovani occupati: ventitreesimi. Non pare un risultato brillante, non c'è male, ma non siamo certo da primo posto.
Terza tappa: Servizi, Ambiente e Salute
Sotto-traguardi:
1 - Indice Tagliacarne sulla presenza d'infrastrutture: novantaquattresimi. Non serve commento: abbiamo mamma Regione, non abbiamo le infrastrutture. Che sia mamma Regione la madre di tutte le infrastrutture?
2 - Pagella ecologica: ventinovesimi, roba da suiper qualità della vita?
3 - Il clima: cinquantaseiesimi. Qui prendiamo quello che ci manda il Signore. Non certo da primo posto in ogni caso.
4 - Sicurezza delle strade: trentatreesimi. Non serve commento, salvo notare che fanno meglio di noi (tra le altre) Potenza, Isernia, Cosenza, Crotone, Benevento, Avellino, Vibo Valentia, Agrigento, Enna, Caserta, Campobasso, Napoli, Caltanissetta, Nuoro, Catanzaro, Reggio Calabria, Matera, Salerno, Lecce, Taranto, Foggia, Messina, Frosinone, Palermo.
5 - A scuola, tasso di dispersione alle secondarie: cinquantaquattresimi. Roba da matti. Di più non val la pena di dire.
6 - La velocità della giustizia: sedicesimi. Senza infamia né lode. Finché non sarà riformato l'istituto della prescrizione (temo che non avverrà mai) prendiamo quello che ci viene.

Quarta tappa: l'ordine pubblico
Sotto-traguardi:
1 - la microcriminalità: cinquantaseiesimi. Da andarne fieri?
2 - gli appartamenti svaligiati: ottantaseiesimi. Di male in peggio. Vergogna.
3 - Furti d'auto: dodicesimi. Qui andiamo meglio, il territorio e la rete stradale aiutano.
4 - Allarme rapine: undicesimi. L'imbuto del fondo valle costituisce un certo deterrente, ma non siamo certo i campioni del mondo.
5 - Giovani "fuorilegge": Quarantanovesimi. Chapeau!
6 - L'andamento dei delitti: quarantaseiesimi. Chapeau melon!

Quinta tappa: La popolazione
Sotto-traguardi:
1 - Densità demografica: secondi. Qui siamo al ridicolo. Con oltre la metà del territorio valdostano sopra i 2.000 metri, il fatto che abbiamo una densità media abitativa bassa non costituisce certo un fattore di qualità proporzionale.
2 - Arrivi e partenze: settantunesimi. Sans commentaires.
3 - Nelle culle: quarantaduesimi. Direbbe Luciana Littizzetto: non so la qualità della vita, ma la libido da queste parti non è certo gran che. Jolanda grida vendetta.
4 - Rapporto giovani/anziani: sessantesimi. Appunto...
5 - Investimento in formazione: cinquantottesimi. Il y a quelque chose qui cloche. E l'Agenzia del Lavoro, crocicchio del consenso Regione-Sindacati? E i fondi comunitari? E...
6 - Gli stranieri: sessantesimi. Ce la giochiamo in bassa classifica, dato, questo, variamente interpretabile. Sempre bassa classifica en tout cas.

Sesta tappa: Tempo libero
Sotto-traguardi:
1 - Acquisti in libreria: ventitreesimi. Innanzi tutto, sarebbe curioso conoscere il dato depurato dai libri commissionati, comperati e regalati da mamma Regione, di fatto l'editore number one in Valle. E' sotto gli occhi di tutti il fatto che di librerie ce ne sono veramente poche, anzi, meno. Servirebbe sapere: quante librerie, quanti libri online acquistati ecc. rispetto allla media nazionale, se no il dato è ciucco.
2 - Il grande schermo; sesti. Servirebbe anche qui il dato scorporato tra sale a pagamento, cineforum sussidiati ecc.
3 - La passione per la musica: secondi. Quanti i concerti pagati da mamma Regione e quanti quelli che starebbero economicamente in piedi da soli?
4 - La ristorazione: terzi. Su questo non c'è dubbio: abbiamo i soldi (vedi prima tappa) e ce li mangiamo. Anzi, troppo spesso ce li beviamo.
5 - L'impegno per gli altri: quarti. Finalmente un dato positivo, ancorché prendere in esame il numero delle organizzazioni e non la loro consistenza ed efficacia opacizza la classifica.
6 - In forma: settimi. No comment.
Per concludere: qualcuno mi sa dire, combinando tutte queste classifiche, molte delle quali francamente mediocri, come si fa a pretendere di avere la più alta qualità della vita del paese? E perché i dati dicono così, mentre i valdostani, interpellati direttamente, hanno ben altra percezione?
Sesterzi, ludi et circenses.
Commenti?.

11 commenti:

  1. Il risultato è ovviamente falsato da tre elementi:
    1- il scarso numero di abitanti della nostra regione, il confronto con province come Milano o Roma è improponibile, la stessa Bolzano conta circa 500 mila abitanti quasi 5 volte la Valle. Il rapporto abitanti territorio è falsato anche dall'altitudine media che non lo rende interamente abitabile;
    2- l'essere una regione con una forte attività turistica (sempre in proporzione agli abitanti) con conseguente presenza di pubblici servizi e strutture sportive (impianti risalita ecc.;
    3- la saison culturelle.

    Se depuriamo l'analisi da queste tre "anomalie" veleggeremo tra il 50° e il 70° posto, non un gran risultato in rapporto alle disponibilità finanziarie dell'ente regione.

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  2. Andrea Vuillermoz12 gennaio 2009 11:02

    E xche' dovremmo depurare queste cose? Forse avere la Saison è un reato? Forse avere i turisti che portano ricchezza e benessere è di nuovo un reato? Forse avere il Forte di Bard che in un'area depressa (dal punto di vista industriale) della Valle ha portato 170.000 visitatori nel 2008è un reato? Che dovremmo fare? Smontare gli impianti di risalita e tornare a fare la fame nera che si è fatta fino agli anni '50? Ma per favore...

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  3. No Andrea, però forse avrei moderato un po' i toni trionfalistici, non sei daccordo?

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  4. Sicuramente non smontare tutto ma prima di cantare vittoria farei lo scorporo di tutti i soldi di mamma Regione (anzi mamma Repubblica Italiana) e analizzerei realmente la situazione. Se calcoli che tutte le altre province non hanno un riparto fiscale come il nostro capisci che non è così rosea, anzi non è rosea per niente, e riguardo al Forte di Bard sono stati buttati seimila euro solo per depositare il simbolo, figuriamoci per il resto, se tutto questo non porta un minimo ritorno di turismo possiamo tutti andare a pascolare le mucche.

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  5. bruno courthoud13 gennaio 2009 00:57

    sottolineo altri due elementi che evidenziano che analisi e comparazioni di questo tipo trovano il tempo che trovano:
    1) analisi e comparazioni di questo tipo hanno senso (scientificamente) solo se si comparano entità tra loro omogenee (e pertanto, appunto, comparabili): non ha senso comparare realtà di qualche centinaio di migliaia di abitanti con realtà di milioni di abitanti;
    2)come si fa a confrontare realtà che dispongono di più di 12.000/13.000 euro/abitante (Valle d'Aosta e Trentino) e realtà che dispongono mediamente di 3/4.000 euro/abitante (media italiana)?
    E' un po' come voler confrontare le prestazioni di un cavallo con quelle di un asino.

    Quello che però è più vergognoso di ogni altra cosa, è la strumentalizzazione politica di una "classifica" che trova il tempo che trova fatta dal sindaco di Aosta e dai media che hanno dato uno spazio incredibile alle sue parole.
    Siamo già in campagna elettorale?

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  6. Posso sapere perchè i miei commenti non vengono pubblicati? Forse puzzo o dico sciocchezze?

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  7. per errore, nulla più.
    Errore mio.

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  8. andrea vuillermoz curiat,
    cantare "a cappella", significa cantare senza l'accompagnamento di alcuno strumento musicale (ad esempio i canti gregoriani),
    riapondere "a cazzo" significa rispondere senza l'accompagnamento di alcuno strumento intellettivo (come fai ad esempio tu).
    Una comparazione tra diverse realtà, in questo caso province, perché la classifica abbia senso, va fatta sulla base di dati "omogenei" e perciò comparabili.
    Nel caso:
    1 - nessuno, tanto meno darmax, ha neppure lontanamente accennato alla saison culturelle;
    2 - nessuno, tanto meno darmax, ha detto che avere i vantaggi di un importante flusso turistico sia un reato;
    3 - nessuno, tanto meno darmax, ha anche minimamente accennato al Forte di Bard;
    4 - nessuno, tanto meno darmax,ha parlato di impianti di risalita.
    Che film hai visto? (troverei, infatti, difficile chiederti che libro hai letto).
    Quella del Forte di Bard e della Saison sono però questioni (peraltro da te sollevate), interessanti. Se ne potrebbe utilmente parlare in un post, in modo che il dibattito non sia limitato a questa crotta dei commenti.
    darmax ha semplicemente e correttamente fatto delle riflessioni sulla metodologia della ricerca de Il Sole 24 ore, per mettere in luce come l'approccio sbagliato porti a un risultato senza senso.
    In ogni caso, appena torni a cantare "a cappella" le louanges del tuo maestro Grimocchio, ricordagli che, anche con tutti i suoi limiti ed errori metodologici, la ricerca si riferiva alla Valle d'Aosta e non ad Aosta. Le autocelebrazioni avrebbero dovuto tenerne conto, quanto meno per rispetto degli altri 73 sindaci, quelli che il loro Comune non lo gestiscono come Aosta...

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  9. andrea vuillermoz curiat,
    perché non provi, invece, a controbattere sul piano metodologico e razionale, quanto esposto da darmax, nibbio e bruno?

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  10. Andrea Vuillermoz20 gennaio 2009 11:46

    La tua solita e proverbiale educazione vero Eddy? Ormai l'unica cosa che provochi in me è la pietà. Poveretto...

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  11. stai sbarellando, o sbarello io? Posso sapere a che cosa ti riferisci?

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