Sei tu con Dette! Già allora non amavi i travestimenti, eh? Questi costumi peraltro mi sembrano come i trenini elettrici di oggi: roba imposta ai bambini perché piace ai grandi. Dubito che tu o Dette sapeste qualcosa sull'ancien régime, e di sicuro vi sareste divertiti di più vestiti da orco e da strega. Ma al circolo del Cai nessuno avrebbe detto: "Hai visto che splendidi costumi hanno i due piccoli Ottoz? Addirittura con la parrucca!" Mentre tu piangevi
Manlio, in realtà i costumi erano al loro secondo utilizzo. Prima li avevano indossati mio papà e mia zia Valeria nel 1924. Mio bisnonno e mio nonno erano dei veri fanatici assatanati del carnevale, mio padre meno, io sono completamente immune al virus. Nel 1925 papà e zia Valeria indossarono altri due costumi sontuosi, di cui non trovo le foto, da mandarino e da cinesina, che ci fecero indossare nel 1948. Il ballo dei bambini era all'epoca una grande festa, una tappa importante del carnevale, si premiavano i costumi. Dove oggi ci sono gli uffici del Sindaco, l'Hotel des Etats (molto più antico del Municipio), su al primo piano c'era allora il circolo del Cai, dove la bourgeoisie di Aosta organizzava un sacco di eventi, mostre, balli ecc. Un dettaglio carino del costume, che nella foto non si riesce ad apprezzare, è la "lorgnette", l'occhialino con piccola impugnatura laterale, che lasciò poi, dopo il '700, posto al pince-nez e infine agli occhiali con stanghette. Noi vedevamo carnevale avvicinarsi con terrore, sapevamo che cosa ci toccava. La vestizione non era, infatti, esente da quelle punizioni corporali anticapricci che oggi manderebbero i genitori in prigione. Carnevale: ogni scherzo vale, ma ogni schiaffo fa male.
Troy Hunt Gets Phished
-
In case you need proof that *anyone*, even people who do cybersecurity for
a living, Troy Hunt has a long, iterative story on his webpage about how he
go...
NCC e aeroporto di Aosta: un grande investimento
-
Per tutti l’aeroporto di Aosta è… […] “noi tutti lavoriamo con l’aeroporto
di Caselle, che non è solo l’aeroporto di Torino ma anche della Valle
d’Aosta”. ...
Il segreto di Pulcinella
-
di Martin zu Stolberg Scrivo la mia opinione sulla vicenda dell'insider
trading sulle banche popolari di Carlo De Benedetti risalente al 2015,
recentemente...
Mida. Scuola di Karibuni onlus Italia
-
Anche ieri siamo stati a Mida, la località a una ventina di chilometri da
Watamu, nell’entroterra, dove sorge una delle scuole costruite e gestite da
K...
Ultralogico
-
(da sx: Fulvio Traino, Fabrizio Samuele, Mauro Trubiano, Mario de
Benedictis)
È arrivato il momento di mettere ordine nel caotico universo dell'
*enduranc...
Carmelo Rado: il miglior master italiano dell'anno?
-
In periodo di consuntivi di fine anno, dopo aver assistito all'attribuzione
dei premi ai migliori master dell'anno di EVAA e WMA, volevo parlare di un
atle...
RFC
-
(Alberto Berretti) Era l'indomani dell'11 settembre 2001. Con altri amici
si parlava di come internet fosse stata povera relativamente alla cronaca
di queg...
appropo' NON è una testata giornalistica ed è aggiornato senza periodicità fissa. Alcune immagini e citazioni provengono dall'internet senza riferimenti a copyright o proprietà esclusiva. Chi vantasse diritti mi contatti e saranno rimosse. La responsabilità penale è personale: tenetelo a mente nei vostri commenti ai post; se ledono l'immagine o l'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi al blogger, neppure se espressi in forma anonima o criptata. Tutto il materiale di questo blog appartiene al blogger, non va usato per fini commerciali, non ne vanno alterati i contenuti ed è d’obbligo citarne la paternità. Perciò, se voleste utilizzarlo, fatene richiesta per email.
Sei tu con Dette! Già allora non amavi i travestimenti, eh? Questi costumi peraltro mi sembrano come i trenini elettrici di oggi: roba imposta ai bambini perché piace ai grandi. Dubito che tu o Dette sapeste qualcosa sull'ancien régime, e di sicuro vi sareste divertiti di più vestiti da orco e da strega. Ma al circolo del Cai nessuno avrebbe detto: "Hai visto che splendidi costumi hanno i due piccoli Ottoz? Addirittura con la parrucca!"
RispondiEliminaMentre tu piangevi
Salutami Dette. Manlio
Manlio,
RispondiEliminain realtà i costumi erano al loro secondo utilizzo. Prima li avevano indossati mio papà e mia zia Valeria nel 1924.
Mio bisnonno e mio nonno erano dei veri fanatici assatanati del carnevale, mio padre meno, io sono completamente immune al virus.
Nel 1925 papà e zia Valeria indossarono altri due costumi sontuosi, di cui non trovo le foto, da mandarino e da cinesina, che ci fecero indossare nel 1948.
Il ballo dei bambini era all'epoca una grande festa, una tappa importante del carnevale, si premiavano i costumi.
Dove oggi ci sono gli uffici del Sindaco, l'Hotel des Etats (molto più antico del Municipio), su al primo piano c'era allora il circolo del Cai, dove la bourgeoisie di Aosta organizzava un sacco di eventi, mostre, balli ecc.
Un dettaglio carino del costume, che nella foto non si riesce ad apprezzare, è la "lorgnette", l'occhialino con piccola impugnatura laterale, che lasciò poi, dopo il '700, posto al pince-nez e infine agli occhiali con stanghette.
Noi vedevamo carnevale avvicinarsi con terrore, sapevamo che cosa ci toccava. La vestizione non era, infatti, esente da quelle punizioni corporali anticapricci che oggi manderebbero i genitori in prigione.
Carnevale: ogni scherzo vale, ma ogni schiaffo fa male.