PRENDRE PARTOUT
METTRE CHEZ-NOUS
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4 agosto 2012

olympic doodle 9

4 agosto: salto con l'asta (ma non solo, entra in gara Usain Bolt!)




3 agosto 2012

olympic doodle 8

3 agosto: benvenuta Atletica!



2 agosto 2012

meditazioni olimpiche
il primo olimpionico
si era pagato il viaggio

Domani finalmente l'Atletica entra in scena.
Il dibattito, che ancora non si è placato, su criteri di selezione e diritti degli atleti, mi fa venire in mente la storia di James Connolly, che vinse la prima gara delle prima olimpiadi moderne, che si disputò immediatamente dopo la cerimonia d'apertura.
Nulla di nuovo sotto il sole.
Non volevano farlo partecipare si Giochi, ci andò pagandosi il viaggio e vinse.
Meditate.
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Bostoniano di umili origini irlandesi (Séamas Breandán O’ Conghaile), cattolico, James Brendan Connolly, abbandonò la scuola a quindici anni per contribuire a mantenere i suoi undici fratelli. Nel 1895, a 27 anni, fu accettato all’Università di Harvard, faticando però ad adattarsi all’ambiente del college.

Appassionato di sport, campione statunitense di salto triplo, avendo sentito parlare dei Giochi Olimpici che si sarebbero svolti in Europa, chiese ai dirigenti di Harvard una licenza di otto settimane per andare a gareggiare ad Atene. Sia Dean Shaler, grande capo dell’università, sia il chairman dell’Harvard Athletic Committee, gliela rifiutarono sdegnosamente. Definirono la trasferta “una scampagnata” e chiarirono che per andarci avrebbe dovuto dimettersi da Harvard ed eventualmente ripresentare domanda di riammissione al ritorno.
Furibondo Connolly rispose. “I’m not resigning and I’m not making application to re-enter on my return. I’m through with this college right now. Good day.” (“Né mi dimetto, né presenterò richiesta di riammissione al mio ritorno.  Con questa università chiudo definitivamente. Buongiorno”).
  
Subì inoltre uno schiaffo morale quando seppe che a uno studente suo collega, Ellery Harding Clark, veniva concesso di effettuare il viaggio ad Atene.
Fece così parte del contingente di undici atleti americani, ma mentre agli altri le spese furono pagate dalla Boston Athletic Association, Connolly, giudicato troppo povero per essere accettato in una tale élite sociale, fu costretto a farsi aiutare per le spese dal Suffolk Athletic Club. Aggiunse tutti i suoi risparmi, 700 dollari, per pagarsi il viaggio sul cargo tedesco SS Fulda. Due giorni prima della partenza rimase inchiodato da fitte lombari. I dolori passarono durante i diciassette giorni di navigazione fino a Napoli dove, per colmo della sfiga, gli fu rubato il portafoglio… Di qui la squadra proseguì in treno e traghetto fino ad Atene.

Arrivarono convinti di poter recuperare e allenarsi ancora dieci giorni. Scoprirono però che le gare iniziavano l’indomani mattina. Non avevano considerato che, mentre in tutto il resto del mondo occidentale vigeva il calendario gregoriano, in Grecia, come all'epoca in tutti i paesi cristiano-ortodossi ancora si seguiva quello giuliano…
Apprese inoltre che il triplo non prevedeva qui uno hop, uno step e un jump (come si salta ancora oggi), ma che si sarebbero dovuti effettuare due hop e un jump, salto che non praticava fin dai giochi infantili.

Gara su tre prove per concorrente. James saltava per ultimo. Guardò dove erano arrivati gli altri e prima della rincorsa, gettò il berretto nella fossa di atterraggio una yard oltre la loro migliore misura, dichiarando: “my leap will be one for the honour of County Galway” (“salterò per l’onore della contea di Galway”).
Rincorsa veloce, i due hop, il jump. Ben oltre il suo stesso riferimento atterrò a 44 piedi, 11 pollici e ¾ (13 metri e 71). Meno del suo primato e del record mondiale che stabilì più tardi quell’anno, ma comunque un metro più del secondo classificato.
I suoi Giochi non finirono qui. James fu secondo nel salto in alto (1,65m) e terzo nel lungo (6,11m), due gare vinte da Ellery Clark.
Era la pecora nera del gruppo, ritenuto socialmente inferiore dai suoi compatrioti. Una foto lo mostra ancora seduto in disparte sull’SS Fulda. Numerosi articoli dell’epoca riportavano per esteso nomi e cognomi di tutti gli altri atleti americani, lui era semplicemente “Connolly”.
Ritornò in Europa per difendere il suo titolo nelle Olimpiadi di Parigi, dove fu secondo.
Divenne un prolifico scrittore, pubblicò duecento novelle e cinquanta romanzi di mare, ma serbò eterno rancore ad Harvard che aveva cercato di impedirgli di partecipare alle Olimpiadi.
Nel 1949 l’Università, per sotterrare l’ascia di guerra, gli offrì una laurea honoris causa. James sdegnosamente rifiutò. 
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(nella foto James Brendan Connolly ad Atene nel 1896)

P.S. (aggiunto il 21 ottobre 2018)
Nel 2012, quando pubblicai questo post, ricevetti un'email dal mio Comandante Vanni Loriga la seguente email:

"William J. Mallon in Salvatore Massara (I sentieri di Olimpia) racconta che servivano per il viaggio 325 dollari. Connolly ne aveva 250; i Padri O’ Callaghan e Lane della chiesa di Sant'Agostino, par­rocchia di Connolly, organizzarono una colletta con vendita di torte. Furono raccolti 90 dollari, il dolce più caro fu quello preparato da Sabyna Lydon, una torta pagata 5,25 dollari.
Connolly sarebbe in seguito diventato famoso perché in una strada di Monaco a lui intitolata lo scri­vente si sfasciò tibia e perone, stabilendo il record mondiale di salto in basso. Superato 40 anni do­po da Franco Arese con la sua atletica leggera.
Ciao, Vanni"

Qualche commento. La differenza tra le cifre (costo del viaggio, prezzo dell'ultima torta ecc.) è probabilmente dovuta al fatto che non tutti noi abbiamo letto gli stessi libri e dopo centovent'anni non sono disponibili testimoni diretti....La storia del viaggio di J.B. Connolly è poi ricca di tanti altri interessanti episodi. Questo è solo un blog.
In Connollystraße a Monaco '72 (la via in cui si affacciavano i fedayin che assaltarono la palazzina israeliana), mentre il Comandante, giornalista memore dal suo passato di bersagliere, si fiondava da un muro alto quattro metri fracassandosi una gamba, il suo agente segreto (il sottoscritto) stava abusivamente all'interno del villaggio, abbandonato dal nostro giornale.
Last but not least, il primato di Arese è stato largamente battuto.
Tante, forse troppe storie che s'incrociano.
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olympic doodle 7

2 agosto, domani inizia l'Atletica.
Il doodle è per il tennistavolo, per noi nostalgici ping pong...



1 agosto 2012

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1 agosto: hockey su prato



31 luglio 2012

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martedì 31 luglio: i signori degli anelli...


30 luglio 2012

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lunedì 30 luglio: en garde!




29 luglio 2012

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domenica 29 luglio: tuffiamoci


28 luglio 2012

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sabato 28 luglio: tiro con l'arco


27 luglio 2012

olimpiche letture

durante i Giochi, per saperne di più, se non lo ricevete già, segnalatemi il vostro indirizzo email scrivendomi a eddyottoz@gmail.com e vi farò inserire nella mailing list di Spiridon. Basti dire che vi scrivono Vanni Loriga e Augusto Frasca per capire che ne vale la pena. Nel numero 180 l'interessante editoriale di Vanni Loriga ("partono i Giochi"), un'acuta riflessione sul nostro sport militare intitolata "che senso ha?", il Milardi pensiero recentemente espresso in Consiglio Federale. Poi "Dove va la Cina?" (risposta: a Saluzzo), la prima maratona indoor a Vedelago e molto altro.


olympic doodle

Bellino, simpatico, se volete, leggerino...


24 luglio 2012

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oggi tocca ad Amelia Earhart


17 luglio 2012

14 luglio 2012

today's doodle

oggi la homepage di Google ricorda in stile Liberty il 150° anniversario della nascita di Gustav Klimt


11 luglio 2012

minimi e diritti
l'atletica si ribella

La polemica sull'esclusione di Andrew Howe dalla squadra olimpica di Londra evidenzia un vecchio malessere dell'atletica italiana: la mancanza di regole giuste, chiare, applicabili e applicate.
Sulla partecipazione a Olimpiadi, Mondiali ecc. ho illustrato questa proposta, sia in Consiglio Federale che in Giunta Nazionale Coni.


Premesso che:
- non ci si può iscrivere personalmente alle Olimpiadi, solo una federazione nazionale, anzi il suo Comitato Olimpico, può farlo.

- gli sport di squadra devono qualificarsi in un torneo preolimpico, mentre gli atleti delle discipline individuali devono superare il minimo A;
- tutti gli atleti che superano il minimo A acquisiscono il diritto di essere iscritti, con un limite di tre atleti per ogni nazione. Qualora in una nazione nessun atleta abbia superato il minimo A, essa può iscrivere un solo atleta, purché abbia superato un minimo B (più facile).
 
Prima ingiustizia: in Italia, negli sport individuali, non è sufficiente fare il minimo A, poiché la Federazione stabilisce un "suo" minimo, ancora più difficile.
Seconda ingiustizia: sempre in Italia, tutti gli sport di squadra che superano il torneo di qualificazione (equivalente al minimo A per gli sport individuali) vengono iscritti e partecipano alle Olimpiadi. Da sempre. Senza eccezioni.
 
Conclusione: in Italia gli atleti delle discipline individuali sono cittadini di serie B, non hanno gli stessi diritti. Realizzando il minimo A acquisiscono, infatti, per il CIO un diritto individuale. La Federazione può decidere però di non iscriverli, calpestando i loro diritti.

Le federazioni accampano da sempre scuse di bilancio - ogni atleta portato alle Olimpiadi ha un costo - per cui negano a molti atleti il diritto a partecipare.
 
Possibile soluzione:
La Federazione stabilisca pure un proprio minimo più duro, ma iscriva chiunque superi il minimo A del CIO. Scelga poi gli atleti su cui punta e se ne faccia carico. Gli altri devono avere la possibilità di reperire le risorse per pagare trasferta, divisa, permanenza al villaggio ecc. (da dieci a quindicimila euro). Certamente tra sponsor, Comune, Provincia, Regione, Confindustria, Panathlon, Rotary, Lyons ecc. questi atleti troveranno l'aiuto che consenta loro la partecipazione olimpica.

Pochi forse sanno che in molti paesi, tra cui gli Stati Uniti, durante l'anno preolimpico viene organizzata una colletta nazionale per mandare la squadra nazionale alle Olimpiadi.
In questo modo il bilancio federale sarebbe salvo e il sacrosanto diritto di partecipare sarebbe rispettato.

 
C'è ovviamente il rischio che qualche atleta partecipante a sue spese superi atleti che la Federazione aveva ritenuto più degni di lui e per i quali si è accollata la trasferta. Più che un rischio una quasi certezza. Ci farebbe una figuraccia il settore tecnico e la dirigenza, ma una in più non sarebbe grave. Magari sarebbe il giusto stimolo a scegliere i tecnici più capaci e a meglio saper gestire gli atleti di alto livello.

28 giugno 2012

today's doodle


oggi tocca a Luigi Pirandello

25 giugno 2012

evoluzione
della maturità

anni 60, esame di latino:
veni, vidi, vici

2012, esame d'italiano:
venghi, dichi, facci

23 giugno 2012

today's doodle

oggi per Alan Turing, genio assoluto


22 giugno 2012

finalmente!
il primo spiraglio di buon senso...

Benvenuta Tobin Tax!
Domani meriteresti un doodle.

25 maggio 2012

crescita o default?

Ricevo da Giovanni. Ascoltate e fatevi la vostra opinione...



24 maggio 2012

mi domando e dico...

...è mai possibile che ci sia ancora qualcuno che ci casca?


23 maggio 2012

così dunque si muore...

...fra bisbigli che non si riesce ad afferrare. Così già diceva il vecchio Ernest ne Le nevi del Kilimangiaro.

Sono ormai quattro o cinque settimane che in edicola, il lunedì, non esce più Il Corsivo.
Lo spegnersi di una voce, di qualsiasi voce, non è mai un buon segno, ma in una piccola comunità, dove la pluralità dell'informazione è una piantina gracile e delicata, da coltivare con cura, è un segnale da non sottovalutare.
Mi incuriosisce e preoccupa però che apparentemente nessuno se ne sia accorto. Nessun giornale, telegiornale o pubblicazione online ha commentato o anche solo dato la notizia. Quasi neppure qualche imbarazzata chiacchiera al bar.
Un fatto che fa riflettere.

today's doodle

Chiamato Moogle, il doodle di oggi celebra il 78° compleanno di Robert Moog (scomparso nel 2005), l'inventore nel 1963 del sintetizzatore che porta il suo nome e ha rivoluzionato la musica.
Il doodle di oggi è veramente speciale: andate su www.google.com e, interagendo sull'immagine con mouse e tastiera, scoprirete che funziona e potrete comporre, suonare e registrare la vostra musica...




più dettagli sulla rubrica GeekDad di Wired http://www.wired.com/geekdad/2012/05/moog-google-doodle.

13 maggio 2012

torna la strategia della pensione

Anarco-insurrezionalisti all'attacco. Impennata di suicidi tra chi non non ha più sangue da donare al grande vampiro. Stato tossicomane ossessionato da dove trovare la prossima, più robusta, dose giornaliera di tasse.
Equitalia vista da troppi ormai come il fronte del Piave del Governo dei tecnici.
La domanda che si fanno i generali è sempre la stessa: quanti ne sacrifichiamo per salvarne il maggior numero possibile? Ma, soprattutto, come glielo diciamo, a quelli cui ordiniamo di resistere a tutti i costi, che loro sono condannati a morire, mentre gli altri si salveranno? Come scegliere loro e gli altri?
Si rompe la coesione sociale.
Torna la strategia della pensione.

today's doodle

Per la Festa della Mamma siamo oggi al secondo Google Doodle di quest'anno:


il primo è stato pubblicato il 18 marzo, quando si festeggia la Festa della Mamma in Arabia Saudita, Portogallo, Tunisia, Giordania, Bahrein, Regno Unito e El Salvador:



9 maggio 2012

politica schumpeteriana?

Il risultato elettorale delle amministrative non fa che confermare la vocazione al suicidio dei nostri partiti nazionali.
Diciamo che, nella migliore delle ipotesi, essi non sono più in grado di leggere la realtà e storditi si accingono a superare il punto di non ritorno.
L'unica speranza è che quelle alle quali oggi assistiamo siano distruzioni creatrici, come le chiamava Schumpeter, necessarie perchè la società e l'economia, loro malgrado, possano progredire.
Da anni sostengo pubblicamente che questo paese, per risolvere i suoi problemi, dovrà obbligatoriamente passare per un nodo traumatico. Ho sempre espresso la speranza che ciò avvenga il più tardi possibile e nel modo meno traumatico possibile. Auguriamocelo.

today's doodle

Continua la Google saga degli anniversari. Oggi è toccato al 138° della nascita di Howard Carter, scopritore della tomba di Tutankamon, assieme a Lord Carnarvon nel 1922.