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11 luglio 2012

minimi e diritti
l'atletica si ribella

La polemica sull'esclusione di Andrew Howe dalla squadra olimpica di Londra evidenzia un vecchio malessere dell'atletica italiana: la mancanza di regole giuste, chiare, applicabili e applicate.
Sulla partecipazione a Olimpiadi, Mondiali ecc. ho illustrato questa proposta, sia in Consiglio Federale che in Giunta Nazionale Coni.


Premesso che:
- non ci si può iscrivere personalmente alle Olimpiadi, solo una federazione nazionale, anzi il suo Comitato Olimpico, può farlo.

- gli sport di squadra devono qualificarsi in un torneo preolimpico, mentre gli atleti delle discipline individuali devono superare il minimo A;
- tutti gli atleti che superano il minimo A acquisiscono il diritto di essere iscritti, con un limite di tre atleti per ogni nazione. Qualora in una nazione nessun atleta abbia superato il minimo A, essa può iscrivere un solo atleta, purché abbia superato un minimo B (più facile).
 
Prima ingiustizia: in Italia, negli sport individuali, non è sufficiente fare il minimo A, poiché la Federazione stabilisce un "suo" minimo, ancora più difficile.
Seconda ingiustizia: sempre in Italia, tutti gli sport di squadra che superano il torneo di qualificazione (equivalente al minimo A per gli sport individuali) vengono iscritti e partecipano alle Olimpiadi. Da sempre. Senza eccezioni.
 
Conclusione: in Italia gli atleti delle discipline individuali sono cittadini di serie B, non hanno gli stessi diritti. Realizzando il minimo A acquisiscono, infatti, per il CIO un diritto individuale. La Federazione può decidere però di non iscriverli, calpestando i loro diritti.

Le federazioni accampano da sempre scuse di bilancio - ogni atleta portato alle Olimpiadi ha un costo - per cui negano a molti atleti il diritto a partecipare.
 
Possibile soluzione:
La Federazione stabilisca pure un proprio minimo più duro, ma iscriva chiunque superi il minimo A del CIO. Scelga poi gli atleti su cui punta e se ne faccia carico. Gli altri devono avere la possibilità di reperire le risorse per pagare trasferta, divisa, permanenza al villaggio ecc. (da dieci a quindicimila euro). Certamente tra sponsor, Comune, Provincia, Regione, Confindustria, Panathlon, Rotary, Lyons ecc. questi atleti troveranno l'aiuto che consenta loro la partecipazione olimpica.

Pochi forse sanno che in molti paesi, tra cui gli Stati Uniti, durante l'anno preolimpico viene organizzata una colletta nazionale per mandare la squadra nazionale alle Olimpiadi.
In questo modo il bilancio federale sarebbe salvo e il sacrosanto diritto di partecipare sarebbe rispettato.

 
C'è ovviamente il rischio che qualche atleta partecipante a sue spese superi atleti che la Federazione aveva ritenuto più degni di lui e per i quali si è accollata la trasferta. Più che un rischio una quasi certezza. Ci farebbe una figuraccia il settore tecnico e la dirigenza, ma una in più non sarebbe grave. Magari sarebbe il giusto stimolo a scegliere i tecnici più capaci e a meglio saper gestire gli atleti di alto livello.

11 commenti:

  1. Con amarezza non si può che condividere pienamente, senza parlare poi della pattuglia di dirigenti CONI e Federali che andranno a Londra senza aver fatto alcun minimo A. RESET della politica sportiva italiana

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  2. ..ma anche la Confindustria sosterrebbe le spese per gli atleti? Ah, già, adesso il Presidentissimo è Squinzi. Magari il prossimo potrebbe essere Andy Shleck (come Presidente, intendo; non come atleta da sponsorizzare)

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  3. @michele lasciamo Squinzi alla macelleria sociale. Qui Confindustria sta per associazioni locali degli industriali, che in molti casi istituiscono piccole borse di studio e/o portano avanti progetti per aiutare i giovani ecc.

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  4. @michele: Squinzi tra l'altro, come grande capo della Mapei, di sport la sa certamente lunga.

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    1. ...infatti: alludevo proprio a questo

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  5. Giusto per mettere un po' di ottimismo... questo video potrebbe far parte della serie "How to love hurdles". Un caro saluto!
    http://www.youtube.com/watch?v=ltcCGd9zid8

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  6. ma scusa la regola dei punteggi non esiste ? Chi nell'anno preolimpico ha raggiunto il minimo richiesto e ha raggiunto un miglior punteggio globale ottenuto dalle prestazioni di tot gare effettuate nel frattempo fino ad due mesi prima della data delle olimpiadi ... questi partecipa ! Punto. Per le spese se è federato ci penserà la federazione se non è federato andrà a spese proprie eventualmente sostenuto dai suoi sponsor. Insomma qualche cosa del genere.Oppure che si faccia a Roma un torneo preolimpico valido per le qualificazioni . Insomma in America , se Bolt non si fosse qualificato ai Trials sarebbe andato ?

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  7. di sicuro se uno come squinzi prendesse in mano le redini dello sport italiano farebbe molti meno danni di tanti pseudo dirigenti

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  8. l'unica regola è che, qualsiasi sia la regola, non ci sono regole. Elogio della discrezionalità...

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  9. @tiziano, sicuramente Squinzi potrebbe apportare tutta l'esperienza Mapei.

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